Le accuse di Carlino al sindaco di Racale

Racale. Al sindaco Basurto contesta di essersi fatto manipolare del suo “pupillo” che gli avrebbe perfino indicato gli assessori da eliminare

RACALE – Flavio Carlino, ex assessore alla Pubblica Istruzione, Sviluppo Economico e Polizia Amministrativa del comune di Racale, ha rassegnato le sue dimissioni da assessore a pochi giorni dalla scadenza del mandato, motivandole con il suo rammarico per l’incapacità di autorevolezza da parte del sindaco Massimo Basurto. A questa “pecca” caratteriale di Basurto si aggiungerebbero, secondo Carlino, delle scorrettezze legate a bandi, in particolare a quello relativo ai photored della durata di tre più tre anni. Un bando a suo avviso inspiegabile alla vigilia della scadenza del mandato per un servizio non essenziale. Questo è quanto si legge nella sua lettera di dimissioni, indirizzata al sindaco Basurto: Caro Massimo, le mie dimissioni arrivano in un momento difficile nell’amministrazione di questa città, lo comprendo. Ma le motivazioni che mi spingono a farlo sono molto serie. Abbiamo iniziato un cammino insieme, irto di difficoltà, con la consapevolezza e con l’entusiasmo di chi vuole cambiare le cose. Poi strada facendo mi sono accorto che le persone che erano con noi non avevano il nostro stesso obiettivo. E quanto dico è vero ancor ora, nel momento in cui ti scrivo. Il cambiamento doveva essere, come ci dicevamo, la “grande svolta” per la nostra città, azione, tra l’altro, già iniziata dal nostro sindaco Enrico Causo dopo decenni di Amministrazioni incapaci di realizzarla. Ma ciò non è avvenuto. Il motivo è dei più semplici: sin dal giorno del nostro insediamento non hai usato l’autorevolezza che si richiede ad un sindaco per il governo di una città, dando a tutti noi la possibilità di esprimere le proprie “aspirazioni” politiche. Ma il sistema non ha funzionato perché non tutti hanno pensato al bene della città di pari passo al bene proprio, esercitando molto spesso tali “aspirazioni” anche secondo modelli di “fanatismo politico” già visti in passato. Ciò ha comportato per Racale una serie di problemi che, se affrontati per tempo, non ci avrebbero condotto allo stato in cui ci troviamo. Più che prestarci a certi giochi, io, ma soprattutto tu, trascinando gli altri, avremmo dovuto rimettere il pubblico mandato al giudizio elettorale dei nostri concittadini sin dal 2009, anno del primo tentativo di ribaltone da parte del tuo pupillo, allorquando egli, opportunamente, si rese conto di avere già ottenuto i favori degli amici ai quali aveva promesso tutto in cambio di niente. I fatti mi danno ragione. Pensa alle dimissioni dei consiglieri Luigi Gravili e Lucia Lannocca ed alle dimissioni degli assessori Viviano Causo e Vito Mastrobisi e, ancora, al primo rimpasto, al secondo e poi al terzo con le sostituzioni più consone agli obiettivi che qualcuno si era prefissati e senza rispettare il principio, richiamato nel nostro statuto, delle quote rosa, usando artifici quali la nomina di una donna ad assessore, per tuo decreto ma per volontà di qualcun altro, che tale non voleva essere. Tutto nella stessa direzione: quella di mettere i consiglieri e gli assessori nelle condizioni di dimettersi per lasciare spazio al tuo pupillo, il quale nel frattempo ti scriveva i “pizzini”, che ancora conservo, con i nomi degli assessori da eliminare, di quelli che dovevano sostituirli e di quelli che avrebbero dovuto subire un “ridimensionamento” (leggi il sottoscritto) dal punto di vista delle deleghe. Ciò che qualcuno ha perso di vista, però, è il fatto che il voto dell’elettore è espressione di una sua precisa volontà che tale deve rimanere fino a quando non ne esprima una diversa. In altri termini il voto è e resta suo. E non è certo fregiandoti del titolo di “primo o secondo o terzo degli eletti” che puoi decidere per te e per gli altri senza dar conto a nessuno di quello che fai. Così taluno vorrebbe tornare ad un periodo storico che a ha avuto a che fare con lo stato di diritto. Su una persona, devo ammettere, non hai mai ceduto, nonostante i ripetuti tentativi di allontanamento da parte del tuo pupillo. Quella persona sono io e ti dovrei essere grato per il rispetto che almeno una volta mi avresti dimostrato, se non fosse per il fatto che tu stesso hai sempre asserito che la mia presenza in Giunta era necessaria, per le capacità che mi attribuivi, di risolvere i problemi riguardanti il mio assessorato e per l’apporto che davo anche quando si parlava d’altro. Ma negli ultimi tempi hai smesso di fare il sindaco per lasciarlo fare ad altro gettando la spugna ed incassando la sconfitta che sei ben cosciente di avere subito avendolo più volte affermato pubblicamente, rendendoti perfettamente conto di non avere più una maggioranza. Non mi piace che si pubblichino articoli su “presunte edificabili” zone B5 nelle quali il dirigente del Settore Urbanistica, con il quale ho parlato, non autorizzerà mai alcuna costruzione; non mi piace che a meno di due mesi dalla scadenza del nostro mandato si bandisca una gara per 3+3 anni per un servizio non essenziale alla comunità racalina (Photored); non mi piace che il Pug sia rimasto nel cassetto nonostante i ripetuti solleciti all’assessore al ramo e sia venuto fuori in periodo pre-elettorale per essere utilizzato quale strumento per nuove promesse; non mi piace che si facciano promesse che regolarmente non possono essere mantenute (come succede in ogni periodo pre-elettorale); non mi piace tanto altro. Ragion per cui, osservando ciò che questa “nuova Giunta” fa e cosa, invece, dovrebbe fare, o meglio cosa non fa e cosa invece dovrebbe fare, non condividendone per a le “intenzioni” (che io conosco molto bene) e non riconoscendomi più in essa, sono costretto, malgrado la nostra amicizia ed il reciproco sentimento di stima, che spero non subisca mutamenti per questo, a rassegnare le mie dimissioni da assessore della tua Giunta municipale augurandoti una buona fine di mandato ed augurando alla “mia città” un sindaco che non sia colui per il quale ti stai energicamente e, spero, inutilmente spendendo. Con l’affetto di sempre, il tuo per sempre amico ma ormai ex assessore. Ma non finisce qui, perché come lo stesso Carlino scrive al segretario generale Giancarlo Ria e al comandante Franco Corvaglia (oltre che al sindaco Massimo Basurto) sembrerebbe che l’ex assessore avesse delle importanti osservazioni circa il capitolato relativo alla trattativa per l’assegnazione del Servizio di mensa scolastica e soprattutto del bando inerente i Photored. Leggiamo quanto da lui stesso sottoscritto: ‘Ho attentamente valutato il capitolato relativo alla trattativa per l’assegnazione del Servizio di mensa scolastica fino al 31/12/2012 e ritengo sia mio dovere rendervi partecipi di alcune mie osservazioni in merito: la formula del prezzo è errata in quanto riporta una base d'asta diversa (4,00 euro anziché 3,50); la previsione del rinnovo contrattuale comporta una base d'asta di 168.000,00 euro e non di 84.000,00; come previsto dal D. Lgs. n. 163/06, ciò comporta una diversa procedura di gara; le grammature quasi dimezzate (ad es. 50 gr. di mozzarella, rispetto ai 100 gr. attuali) comporteranno un giustificato malumore ed una protesta da parte di insegnanti e genitori; il costo del lavoro, dovendo per contratto mantenere il personale attuale, inciderà sul livello qualitativo, in quanto il risparmio che le aziende tenteranno di ottenere, a parità di personale, inciderà solo ed esclusivamente sulla qualità delle derrate; non sono state più richieste le certificazioni di qualità consentendo così a chiunque si improvvisi esercente in questo settore di somministrare i pasti ai nostri figli; non è possibile ridurre di 0,50 euro la base d'asta senza subire un peggioramento del servizio, considerato l'aumento delle derrate e del costo dei trasporti (gasolio) degli ultimi tempi. Da ultimo, non per importanza, il risparmio (non reale, per le considerazioni di cui sopra) ottenuto dall’Ente sul prezzo del servizio non verrebbe trasferito alle famiglie. Quanto mi permetto di “suggerire“, quale assessore al ramo con una esperienza ormai quinquennale al riguardo, è di lasciare tutto inalterato fino al 31 maggio 2012 (data ultima di erogazione del servizio di mensa) atteso il fatto che fino al 31 marzo vige il vecchio contratto in proroga del quale, negli ultimi tempi, nessuno si è lamentato. E’ assurdo affidare un servizio dal 1° aprile al 31 dicembre a poco più di un mese (dal punto di vista della erogazione del servizio) dalla scadenza della fine dell’anno scolastico (si consideri che ad aprile le scuole chiuderanno per le vacanze pasquali) e, soprattutto, dalla scadenza del nostro mandato di Amministratori. E’ sufficiente una trattativa per due mesi. Per ciò che riguarda il bando di gara relativo ai Photored, premettendo di non essere per a d’accordo con il tipo di apparecchiature, mi sento di fare le stesse considerazioni circa la durata prevista del servizio. Nel bando è infatti prevista una durata di anni 3 più eventuali 3. Mi sembra scontato che a due mesi dalla scadenza del nostro mandato, sia assurda una gara d’appalto di una durata così lunga e, prima ancora, relativa ad un “servizio” del genere (non essenziale per la collettività). D’altra parte la stessa cosa è stata fatta invece con un servizio essenziale come quello di mensa scolastica. Ragione per la quale chiedo, nella mia qualità di assessore oltre che di cittadino, che la procedura relativa ai Photored venga immediatamente sospesa e rinviata alla prossima Amministrazione, con raccomandazione, in particolare al responsabile del procedimento, di attuare quanto da me richiesto provvedendo alla sospensione degli adempimenti ulteriori rispetto al bando di gara e di intervenire, nella sua qualità di capo della Polizia Locale, per assicurare la massima trasparenza alla questione’. Le sue, quindi, sembrano delle dimissioni di protesta, più che di rinuncia, a qualcosa che non quadra e che, stando alle sue parole, risulterebbe scorretto.

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