‘Casarano città contemporanea’. Aste deserte e costi reali

Casarano. Superato il giro di boa di metà mandato per la società di cartolarizzazione. Con scarsi risultati e costi salati, scioglierla sarebbe una scelta saggia

Un’altra asta deserta. Pare che nessuno voglia gli immobili di Casarano. Sarà la crisi. Ma non soffre la crisi la società “Casarano città contemporanea”, che costa alle tasche dei cittadini circa 100mila euro l’anno. Soldi pubblici che servono per pagare l’amministratore delegato: 35mila euro l’anno più 55mila euro come premio di produzione; il collegio sindacale: 30mila euro l’anno; consulenze varie: 15mila euro l’anno. La durata prevista per la vita della società era di 4 anni, per un totale di costi pari a 400mila euro. Come dire che uno degli immobili che si vogliono vendere servirà pari pari a pagare i costi della società. Che finora non ha raggiunto risultati, se non, come detto, quelli di pesare sulle tasche dei contribuenti. O meglio, tre immobili sono stati aggiudicati, ma sono ben poca cosa rispetto agli obiettivi prefissati. C’è poi un altro punto su cui fare chiarezza: Come abbiamo già denunciato (LEGGI QUI) gli immobili, a causa delle aste andate deserte e dei successivi ribassi, non solo sono stati venduti a prezzi inferiori al loro valore, ma addirittura potrebbero essere i gli atti di vendita. Il contratto con cui il Comune di Casarano cede gli immobili alla società “Casarano città contemporanea” infatti è firmato dal sindaco De Masi e non dal dirigente di settore (in quel caso Francesco Longo), come impone la legge. Inoltre, fino a qualche mese fa, gli atti di vendita di almeno due immobili (la Cantina S. Giuseppe e il terreno in Contrada Pietra Bianca) non erano stati perfezionati e quindi il Comune non aveva incassato alcunché. Aggiungendo, oltre al danno (aver venduto i beni comunali a prezzi stracciati ed essersi caricati dei costi di gestione della società Casarano città contemporanea per 100mila euro l’anno) la beffa: non aver incassato una lira. Poiché la società ha superato il giro di boa della metà del mandato senza registrare risultati, la commissaria Ocello potrebbe fare un ultimo regalo a questa città, dopo aver liberato il Palazzo da una delle piovre che lo attanagliavano, cioè l’ombra della Sacra corona unita nella gestione dei rifiuti: sciogliere la società “Casarano città contemporanea”, e tagliare un costo vivo dal già disastrato bilancio comunale

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