Manovra, la Poli: eliminiamo tutte le province

Dalla senatrice salentina la proposta di eliminare l'istituto della Provincia. Se ne discuterà per il voto sulla manovra da 45 mld varata dal Governo

L'Italia deve tagliare la spesa. E così dal cassetto delle incompiute buone, però, a rastrellare consensi ad ogni tornata elettorale, salta fuori di nuovo la proposta di tagliare le province. In particolare, secondo le tabelle discusse in Consiglio dei Ministri giorni fa, sarebbero 36 gli Enti da cancellare. Ben poca cosa, visto che in tutto le province italiane sono 110 e che, spesso, funzioni e competenze si accavallano con quelle di altri enti. Dal Salento arriverà una proposta di emendamento drastica: eliminare le province, tutte, senza distinzioni. Prima firmataria la senatrice leccese Adriana Poli Bortone. “Quando si fa una legge – spiega – bisogna salvarne il principio senza furbate, andando a individuare degli escamotage per venire incontro a qualche egoismo, perché se così fosse la legge non si farebbe mai”. Al bando quindi qualsiasi velleità localistica per salvare questa o quella provincia. “In un’Italia federale con maggiore potere alle Regioni e ai Comuni – chiede la Poli – con l’auspicabile obbligatorietà dell’unione degli stessi comuni con meno di 5mila abitanti, le province sono ancora soggetti i istituzionali utili? Per Io Sud la risposta è no”. Il 13 giugno, la senatrice ha presentato un disegno di legge costituzionale – numero 2784 – proprio in questo senso. L'istituto della Provincia è infatti previsto dalla nostra Carta Costituzionale. Si vedrà in sede di discussione parlamentare come Partiti e Movimenti accoglieranno la riduzione o la cancellazione di questi Enti, che contano assessori e consiglieri, migliaia di dipendenti e centri di potere da riassegnare e che sarà difficile, alla prova dei fatti, eliminare da un giorno all'altro.

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