Segni particolari: 20 anni e ladri

Giornata di furti tra Cavallino e Gallipoli. I protagonisti, tutti ventenni, sono finiti in manette

Sono tutte storie di ventenni difficili, che ingannano e rubano, quelle che ci ha regalato la cronaca della giornata di ieri. A Cavallino, in piazza Castromediano, il pensionato M.F., di 70 anni, è stato avvicinato da un ventenne, Cristian Greco. Il giovane lo ha convinto ad offrirgli da bere e, più tardi, ad accompagnarlo a Lecce in auto. Per strada, precisamente sulla poco illuminata via Sardegna, il ragazzo – che ha precedenti per per reati contro il patrimonio – ha strappato all'anziano le chiavi della vettura minacciandolo che non le avrebbe restituite se non gli avesse consegnato il portafogli. M.F. ha cercato di fuggire, ma Greco lo ha inseguito, picchiato e derubato. Le grida che provenivano dal luogo dell'aggressione hanno attirato l'attenzione dei residenti che hanno allertato i carabinieri e, più tardi, soccorso la vittima. I militari hanno verificato l'identità dell'aggressore anche grazie alla descrizione fornita dal pensionato e Greco, raggiunto nella sua abitazione, è stato arrestato per rapina, ingiurie e minacce a pubblico ufficiale. Ha infatti inveito e minacciato di morte i carabinieri che gli hanno messo le manette. E sono altri due ventenni i protagonisti di un altro furto, anch'esso finito male per i giovani ladri. Alessandro Autiero e Ciro Esposito, napoletani, sono finiti nel carcere di Borgo San Nicola per furto aggravato. Sono stati colti in flagranza di reato, mentre a Baia Verde, vicino Gallipoli, rubavano la borsetta di una turista avellinese, in quel momento a fare il bagno con un'amica. Hanno preso la borsa, contenente denaro, documenti e carte di credito, e l'hanno nascosta nella loro Smart parcheggiata a circa 300 metri di distanza. Ma una volta tornati baldanzosi allo stabilimento, ad attenderli hanno trovato i carabinieri della Compagnia di Gallipoli, impegnati con alcune unità in borghese nel pattugliamento del litorale ionico. Ad allertare le forze dell'ordine sono stati alcuni turisti che avevano seguito i movimenti dei due ragazzi – uno operaio e l'atro perito informatico – costretti, una volta interrogati, a confessare il furto.

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