Bilancio comunale. Rita Quarta contro le alienazioni

Lecce. La consigliera del Pd critica la scelta di vendere patrimonio pubblico per sanare le tasche dell’Ente

LECCE – Continua a far discutere il bilancio del Comune di Lecce ed in particolare la scelta dell’Amministrazione di ricorrere alle alienazioni per sanare le tasche di Palazzo Carafa. Si sofferma sulla questione Rita Quarta (Pd), che a Palazzo Carafa è consigliera uscente. È previsto normativamente che, fra le fonti di finanziamento per un ente pubblico ci siano le alienazioni degli immobili di proprietà comunale; ma secondo la consigliera gli usi che se ne fanno, non sarebbero sempre virtuosi. Scrive Quarta: “Non si riscontra alcun merito nel ricorso alle alienazioni operato dall'assessore Monosi, visto che si tratta di un'operazione disperata, volta esclusivamente a sanare una gravissima situazione come quella del bilancio del Comune di Lecce. Infatti, queste vendite di pregiate proprietà, di tutti i leccesi, non sono un’occasione per finanziare, come sarebbe corretto, progetti di sviluppo in favore del nostro territorio, ma costituiscono un estremo rimedio per riuscire a far fronte a una situazione debitoria senza precedenti”. “Stiamo dunque utilizzando risorse provenienti dall’alienazione di beni immobili pubblici per recuperare sulla passività accumulata dai governi di centrodestra che si sono succeduti negli ultimi quindici anni nella nostra città. Le principali cause del dissesto sono sotto gli occhi di tutti – continua – e sono via Brenta, il filobus, i Boc e tutte le altre che hanno caratterizzato una gestione pubblica sempre poco trasparente e clientelare. Tutte operazioni della maggioranza uscente, Poli-Perrone, che hanno portato il Comune sull’orlo della catastrofe e che impunemente si ricandida a governare la città”. Secondo la consigliera, la nuova classe dirigente del Comune di Lecce dovrà optare per una rigorosa revisione della spesa pubblica, la cosiddetta “spending review”, per raggiungere una razionalizzazione del bilancio. “Le spese pubbliche devono essere rese più produttive – conclude -, in una prospettiva di lotta agli sprechi, con l'obbiettivo di arrivare ad amministrare a 'costo zero'.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!