Scontrino fiscale. La metà delle attività commerciali non lo fa

Lecce. Dall’inizio dell’anno ad oggi la Guardia di finanza ha controllato 996 esercizi; 479 non erano in regola

LECCE – Su 996 esercizi commerciali controllati dall’inizio dell’anno, poco meno della metà, 479 (il 48%), è risultata non è in regola. Sono i dati diffusi dalla Guardia di finanza di Lecce e relativi all’emissione di scontrini fiscali da parte delle attività pubbliche salentine. I reparti del Comando provinciale di Lecce hanno così proceduto alla sospensione temporanea di 19 attività commerciali, in esecuzione di altrettanti provvedimenti disposti dalla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate per la reiterata mancata emissione di scontrini fiscali. La norma in materia prevede infatti, oltre alla multa di 516 euro per ogni violazione, anche la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio commerciale che l’Agenzia delle Entrate, su proposta della Guardia di Finanza, dispone, nei casi in cui vi siano state reiterate violazioni (quattro in cinque anni) dell’obbligo di emissione del documento fiscale, la chiusura dell’esercizio per un periodo da tre giorni ad un mese, in base alla gravità dell’episodio riscontrato. Nel caso di importi non contabilizzati superiori, nel complesso, a 50mila euro, la chiusura può essere disposta da uno a sei mesi. I 19 provvedimenti di chiusura hanno riguardato, nello specifico, quattro bar, cinque ambulanti, tre commercianti al dettaglio di articoli di abbigliamento, due fiorai, un pasticcere, un ristoratore, un panettiere e uno stabilimento balneare. In particolare, con uno di tali provvedimenti, nei giorni scorsi, è stata disposta la sospensione dell’attività commerciale per dieci giorni, nei confronti di un ambulante residente nell’hinterland leccese, risultato recidivo, in quanto in passato già colpito da sospensione.

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