Ulivi Maglie-Otranto. Il ministero obbliga al reimpianto

Lecce. Il reimpianto è obbligatorio ed è imposto dal decreto ministeriale con cui si dà parere positivo al progetto. L’Anas deve trovare le risorse

Gli 8000 ulivi sulla Maglie-Otranto dovranno essere salvati tutti. E non in risposta ad una petizione on line né perché l’Anas abbia rassicurato con comunicazioni più o meno ufficiali i cittadini e gli ambientalisti. Né tantomeno perché si sono mobilitate le istituzioni, dalla Provincia in giù. Ma perché è un preciso obbligo, una prescrizione, contenuta nel decreto di Via rilasciato dal Ministero (V.I.A. n. 625 del 2004). E dovrà farlo a spese sue, salvando tutti gli alberi, nessuno escluso, reimpiantandoli non in fantomatici siti individuati con i Comuni o con cittadini disposti ad “adottarli”, ma reimpiandoli lì, a pochi metri, nel loro stesso habitat. E solo se i proprietari non lo vogliano, provvedere poi a trovare altre soluzioni. Nero su bianco è quanto è scritto nel decreto di Via: “Dovrà essere previsto in sede di redazione di progetto definitivo appositi elaborati riportanti il reimpianto di tutti gli ulivi con fusto di diametro superiore a 30 cm in aree private, qualora gli stessi proprietari lo consentano, ovvero in aree residuali (relitti d’esproprio), il progetto dovrà prevedere in generale il divieto del taglio di tutti gli alberi per cui sia possibili il reimpianto”; – le piante ad alto fusto, rimosse per l’esecuzione dei lavori, dovranno essere rimesse a dimora ad una distanza adeguata dalla sede stradale”; le piante ad alto fusto, rimosse per l’esecuzione dei lavori, dovranno essere rimesse a dimora ad una distanza adeguata dalla sede stradale”. Il progetto per il reimpianto degli ulivi deve essere contenuto nei tabulati definitivi ed è fin troppo evidente che il budget deve essere stato preventivato, per tutti gli alberi. C’è da chiedersi come si sia potuta autorizzare una tale mostruosità: il reimpianto massiccio di 8000 alberi è un’opera imponente e violenta che modifica irrimediabilmente il paesaggio. Ma tanto è stato fatto, e ora l’Anas sembra sfuggire alle sue responsabilità. 9 marzo 2012 Maglie-Otranto. Gli ambientalisti: ‘Si difenda fino all’ultimo albero’ LECCE – Neanche un albero deve essere ucciso per l’allargamento della Maglie-Otranto. E’ la richiesta degli ambientalisti, ribadita stamattina in Prefettura alla riunione convocata dalla prefetta Giuliana Perrotta per discutere delle conseguenze sul territorio connesse alla realizzazione del progetto. Una riunione alla quale sono state invitate le associazioni ambientaliste che maggiormente si sono opposte alla trasformazione della strada in una “quattro corsie”, soprattutto perché essa impone l’espianto di 8mila alberi di ulivo. Di questi solo una minima parte, circa 250, sono considerati “monumentali” e godono dunque di tutte le tutele per legge che impone che vengano ripiantati in maniera sicura e nel luogo ideale. Gli altri no. E solo per 1.500 è stata avanzata richiesta di adozione da parte dei Comuni. Gli altri 6.500, se nessuno li vuole, rischiano di morire. “La prefetta si è dimostrata molto sensibile alle nostre ragioni – ha riferito Oreste Caroppo, del Forum Ambiente e Salute – e non possiamo che essere soddisfatti dell’incontro di oggi, in cui abbiamo avuto modo di esprimere le nostre perplessità su questa faccenda. Ciò che ribadiamo è che tutti gli ulivi vanno salvati, non solo i 250 considerati monumentali”. Gli ambientalisti hanno dunque chiesto che tutti gli alberi vengano reimpiantati. Dove? Dal Forum arrivano alcuni suggerimenti: nel primo tratto della strada, tra Maglie e Palmariggi, che è sprovvista di ulivi; nelle grosse aree morte dell’Anas, come i rondò ed i cavalcavia; in altri Comuni – e per questo il Forum fa appello a quelli toccati dalla strada ma anche ai limitrofi -; nei terreni dei privati – e sarebbe necessario per questo favorire le adozioni da parte dei singoli cittadini. Condizione imprescindibile è, ci riferisce Caroppo, che venga istituita una Commissione di controllo sulle operazioni di espianto in modo che il percorso di ogni singolo albero sia perfettamente tracciabile; su questo punto la prefetta ha dimostrato apertura. Come anche su un altro punto, quello di convocare altri incontri con Anas nei quali illustrare nel dettaglio il progetto della Maglie-Otranto ai cittadini. Inoltre Caroppo chiede attenzione non solo nei confronti degli ulivi, ma anche dei pini e delle querce che svettano lungo il tracciato della strada e gli alberi da frutto dei terreni interessati all'allargamento. “Si trovi anche per loro una collocazione adeguata, magari ai margini del futuro tracciato che dunque avrebbe l’aspetto di una strada parco e non di una strada a servizio di aree industriali o finalizzata alla nascita di nuovi centri commerciali ed attività industriali delle quali il Salento non ha bisogno”. 9 marzo 2012 Ulivi a rischio. Parte la petizione on line per adottarli LECCE – I lavori di allargamento della Maglie-Otranto comportano l’espianto di più di 8mila ulivi che dovrebbero essere ripiantati altrove. Ma al momento sono arrivate richieste solo per 1.500 alberi; i restanti 6.500, se nessuno farà richiesta, saranno destinati a morire. Per salvare questi esemplari di storia e natura salentina, dopo le campagne di sensibilizzazione che si sono diffuse sul web, è recentemente partita anche una petizione on line in cui si chiede l’impegno dei Comuni del litorale ionico-salentina e delle Amministrazioni di Taviano, Matino, Racale, Melissano e Alliste ad adottare gli ulivi. Ecco il testo della petizione Considerati i lavori di ammodernamento del tronco Maglie – Otranto (tra il Km 985+000 ed il Km 999+100) con adeguamento alla SEZ. III delle NORME C.N.R. 78/80 indetti da “Anas s.p.a.” con ditta appaltatrice “CO.EDI.SAL. S.C.R.L.” facente parte del Gruppo Palumbo e le imminenti operazioni di espianto di circa 8mila ulivi per i suddetti lavori I SOTTOSCRITTORI DI QUESTA PETIZIONE CHIEDONO l'impegno da parte dell'Unione dei comuni Ionica Salentina, oppure da parte delle amministrazioni di Taviano, Matino, Racale, Melissano e Alliste di adottare 500 ulivi che verranno espiantati, avvalendosi inoltre del supporto della commissione per il paesaggio intercomunale per la localizzazione dei siti strategici per l'impianto. Ed ecco il link al quale è possibile sottoscriverla Intanto alle 10 di oggi i comitati e le associazioni ambientaliste sono convocate in Prefettura a Lecce per fare il punto sulla questione assieme al prefetto Giuliana Perrotta.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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