La tartaruga o il gasdotto?

La tartaruga ‘caretta caretta’, una specie protetta, nidifica proprio nella caletta dove dovrebbe sbarcare il gasdotto della Tap

Il gasdotto della Tap, la Trans adriatic pipeline, che servirà per trasportare il gas dal mar Caspio all’Italia e da qui rifornire di combustibile l’intera Europa, dovrebbe sbarcare in una piccola caletta a nord di S. Foca, S. Basilio. Proprio lì nel 2007 si verificò un evento rarissimo, la schiusa di 41 uova di tartaruga ‘Caretta caretta’, una specie protetta la cui presenza è sufficiente perché quella porzione di costa sia considerata degna di tutela ambientale e perciò inserita dal Ministero tra i siti “Sic”, siti di interesse comunitario. Non a caso la caletta di S. Basilio fu oggetto negli anni successivi di studi da parte dei ricercatori dell’Università del Salento e di altre università italiane, partecipanti al progetto “Tartanet”, finanziato dalla comunità europea con l’obiettivo di creare una rete di Centri di studio e monitoraggio della specie Caretta caretta, sparsi sul territorio nazionale. I risultati dello studio sono noti e ufficiali e comunicati al Ministero che, grazie a quello studio, sa che quella costa ha tutte le caratteristiche perché venga eletta zona Sic. Ma nessuna domanda è stata mai inoltrata dal Comune di Melendugno, che ora ha approvato una delibera di Consiglio contro il gasdotto, ma che negli anni ha sempre preferito una politica scellerata di sviluppo selvaggio del turismo, per non ostacolare gli investimenti futuri sul porto turistico e attuali, dei grandi investitori alberghieri; investimenti impossibili, se quella costa fosse denominata “Sic”. Adesso il Comune, e i suoi cittadini sono ad un bivio: la tartaruga o il gasdotto. Simboli di due idee di sviluppo possibili, ma non conciliabili.

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