Corso di scrittura creativa. Per tirar fuori il libro dal cassetto

LA STORIA DELLA DOMENICA. Nardò. Alle 19 l’aperitivo di inaugurazione, con installazioni, musica e reading di Livio Romano

NARDO’ – Probabilmente tutti hanno un libro nel cassetto. E non dico il libro sul comodino, da leggere con più o meno grinta prima di prender sonno. Dico il libro custodito nella testa, quello che si vorrebbe scrivere e non si è mai scritto. Per timidezza o per pudore. O semplicemente perché non si sa da dove iniziare. E probabilmente a molti, se non a tutti, sarà capitato di assistere da fuori a scene o ad avvenimenti della propria vita e pensare che potessero essere la trama perfetta per il libro del cuore. Il fatto è che abbandonare perfino l’idea di quel libro nel cassetto, accantonarla pensando che non faccia per noi, fa star male. Meglio farlo uscire fuori, quel libro. Magari frequentando un corso di scrittura creativa. Come quello che parte oggi alle stazioni Ics di Nardò. Otto incontri a cadenza settimanale (da stabilire insieme) da marzo a maggio per tirar fuori quello che non si è mai detto. E scritto. Sotto la guida di un maestro d’eccezione, Livio Romano, docente di inglese, ed ormai affermato scrittore per varie case editrici. Il programma del corso è ampio e succulento e spazia tra i vari generi narrativi, l’autobiografia, la favola, il diario ed altri ancora, ai “consigli” per creare l’atmosfera, delineare i personaggi, usare le figure retoriche. Per chi ha voglia di curiosare di che cosa si tratti, oggi alla 19 si terrà l’aperitivo di inaugurazione del corso, con reading letterario di Livio Romano, installazione performativa di Massimiliano Manieri e “tappeto sonoro” di Roberto Gagliardi. Un evento a cura di Stazione Ics (Diego De Razza e Sondra Malagnino)

Livio Romano

Livio Romano // Il programma del corso L’incipit: immediatezza, chiarezza e plausibilità scegliere ed affinare la propria voce narrativa, anche prendendo spunto da attacchi di vario genere che il docente proporrà; introduzione del concetto di “conflitto” all’interno della storia; determinare un’atmosfera; la determinante scelta della voce narrante e del “tempo della storia” (in medias res, sviluppo orizzontale ecc.); lo sviluppo e la trama; l'extratesto; esplicitare il contesto; usare i flashback; le metonimie; show, don't tell; scrivere il “soggetto” di una storia inserendo dei meccanismi metonimici efficaci e funzionali; dieci trucchi per inventare e dieci “cose da non fare” quando si vuole “creare” una storia; la precisione: un affare di importanza capitale; i dialoghi; la suspense; i personaggi: alcuni suggerimenti per costruirne di credibili; la scelta del “punto di vista” e le conseguenze sullo sviluppo della narrazione di questa scelta; la scrittura “mimetica” e lo stream of consciousness; l’autobiografia e il diario; le storie d’amore; le favole; tre regole per gestire il plot narrativo: la misura, la credibilità, la diversità dei personaggi; revisione ed editing.

stazione Ics

// Le stazioni Ics Sono state luogo di arrivi e di partenze. Luogo di transiti. Di pensieri stipati nelle valige e di incontri. E lo sono ritornate. Ha ripreso vita nell’ottobre scorso, a Nardò, una delle storiche case cantoniere delle Ferrovie del Sud Est, in via Sindaco Manieri, nei pressi della Stazione Città. Si chiama “Stazione Ics” ed è ancora un luogo di incontro e di scontro tra culture ed esperienze personali, visto che è diventata un centro culturale polifunzionale dove si svolgono attività e laboratori per tutte le età e gli interessi. 1.300 metri quadrati tra interni, spazio attrezzato a parco giochi e un’area verde. Un anno di restauro a cura di un’architetta finlandese ma neretina d’adozione, Katja Huovinen, e il contenitore culturale è pronto. Ed aperto alle esperienze ed alle proposte artiche e culturali più svariate. Stazioni Ics è un’iniziativa di Diego De Razza, da anni attivo nel mondo dello spettacolo e Sondra Malagnino, da sempre impegnata in attività di mediazione familiare, ed ha il patrocinio morale del Presidente della Giunta regionale, della Provincia di Lecce, della città di Nardò e della Rete dei Caselli del Sud Est. Ma non è solo laboratori ed eventi culturali, perché ospita anche uno spazio di ascolto, consulenza e mediazione familiare e un corso di preparazione e accompagnamento alla nascita e di massaggio al neonato a cura dell’associazione di volontariato “Nonsolorosa” e de “La fabbrica delle mamme”. // Livio Romano Livio Romano è nato nel 1968 a Nardò, dove vive. Laureato in Giurisprudenza, insegna inglese in una scuola elementare, e scrive da sempre. Oltre a collaborazioni per giornali riviste radio teatro cinema – gli piace in particolare fare reportage e pezzi di costume – ha pubblicato un racconto in “Disertori” (Einaudi), tre racconti in “Sporco al sole” (Besa-Books Brothers), i romanzi “Mistandivò” (Einaudi 2001) e “Porto di mare” (Sironi, 2002), il saggio “Da dove vengono le storie” (Lindau, 2000), il lungo reportage dalla Bosnia “Dove non suonano più i fucili” (Big sur, 2005). Per Radio RAI 3 ha curato “Gli uomini dalla testa di girasole” per la serie Cento lire, “Diario elementare” per Fahre Blog, “Il fascino mite delle travi di legno” per Storyville. Suoi racconti sono apparsi in numerose antologie e testate, fra cui “Mica male il tuo libro” (Aliberti), “Narrative invaders” curata da Renato Barilli, Linus (“Breve lamento del giovane padre progressista”), Mordi & Fuggi, Manni editore, L'Unita, Ulisse. Insegna scrittura creativa in scuole d'ogni ordine, associazioni, Università. Collabora con le pagine culturali dell'edizione pugliese del “Corriere del Mezzogiorno”. Nel febbraio del 2007 è uscito il romanzo “Niente da ridere” (Fernandel).

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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