Licenziamenti in Provincia. Lettera degli ‘stabilizzati’

Lecce. E’ firmata “i 36 stabilizzati della Provincia di Lecce”; vi si legge la disperazione di chi si ritrova da un giorno all’altro senza lavoro

LECCE – 16 dipendenti della Provincia di Lecce hanno perso il lavoro. Sono i cosiddetti “stabilizzati” dall’Amministrazione Pellegrino, che l’Amministrazione Gabellone, secondo la quale le procedure di assunzione non sarebbero state regolari, ha licenziato. A fronte di 16 lavoratori che resteranno a casa, altri 20 saranno assunti ex novo. La Provincia ha infatti indetto un concorso per l’assunzione part time di 20 dipendenti. Questo ha scatenato l’ira dei sindacati che hanno annunciato battaglia contro Palazzo dei Celestini. Ed anche la disperazione dei 16 licenziati. Pubblichiamo una lettera firmata da “i 36 stabilizzati della Provincia di Lecce” ed indirizzata ai giornali che hanno sottolineato con soddisfazione le imminenti assunzioni programmate dall’Ente provinciale. Facendo un paio di conti, nella lettera si svela che i nuovi posti di lavoro saranno effettivamente undici e non 67 come è stato detto e scritto. Precisando di non essere stati tra quelle testate che hanno gridato al miracolo della assunzioni, riportiamo la missiva in versione integrale, perché vi si legge, chiarissima, la disperazione di chi da un giorno all’altro si ritrova nella condizione di non sapere più come andare avanti. Una disperazione a cui ci sembra giusto dare voce. Gentile Direttore, Le scrivo per commentare gli articoli che in questi giorni sono usciti sui vari giornali per plaudire le iniziative della Provincia riguardo alle nuove assunzioni. Articoli che finalmente guardano il bicchiere mezzo pieno anziché guardare il bicchiere mezzo vuoto. Articoli che puntano a rafforzare l’idea che la crisi sta passando: pronti in Provincia 67 posti. Finalmente! Ma sono davvero 67 i posti da coprire? Oppure sono solo 27 perché i restanti 40 in mobilità stanno già lavorando? E qual è il prezzo di questa manovra? Beh, gentile direttore, i cittadini salentini dovrebbero sapere che questa manovra costa 16 posti di lavoro. Quindi a ben guardare questa manovra porterà a soli 11 nuovi posti di lavoro. E quanto guadagneranno le fortunate 11 persone che vinceranno il concorso? Sa qual è il 30% dello stipendio di un funzionario di categoria D della Provincia di Lecce? Sono circa 500 €. Può un professionista guadagnare 500€ ? Ma i giornalisti fanno bene a riportare a gran voce il grandissimo numero di posti a disposizione: addirittura 67. Del resto chi avrebbe letto un articolo che titola “Provincia, 11 posti a 500€”? Il Presidente Gabellone non ne sarebbe stato contento. Ci tiene tanto ai numeri alti, altrimenti avrebbe fatto 5 concorsi al 100%, garantendo a cinque persone uno stipendio dignitoso senza elemosine di sorta. Da dipendente part-time al 50% della Provincia di Lecce Le posso dire che con 700€ si vive male, soprattutto quando l’amministrazione per tre anni cerca di licenziarti. I giornalisti non possono sapere cosa significa aver lavorato per 20 anni in questa amministrazione da precario, aver visto un barlume di speranza di una mezza stabilizzazione e vedere infine che con tanta insistenza cercano di toglierla. I giornalisti non hanno di certo visto il collega che in preda alla furia, essendo monoreddito ha lanciato in aria tutto quello che trovava piangendo ed urlando “Chi lo dice a mia moglie adesso. Con il mutuo da pagare…”. Stiamo parlando di cinquantenni che sarebbero pure disposti a trovare un altro lavoro qui nel Salento, come del resto suggerisce il nostro caro Presidente Monti. Lei saprebbe per caso suggerirci qualche azienda disposta a farlo? Se è vero che nessuno qui trova lavoro, tanto che con i giornali hanno plaudito così vivacemente a questa azione della Provincia, può tale dipendente trovare qualcosa da fare? In ogni caso, in barba a quei poveri sfortunati che saranno licenziati, ha fatto bene l’amministrazione a procedere in questo modo, a ristabilire la legalità violata. Ma da chi è stata poi violata questa legalità? Cosa hanno fatto i lavoratori di illegittimo? Hanno fatto un concorso? Hanno lavorato tanti anni per questa Provincia? Maledetti lavoratori. Che non lo facciano mai più. Hanno fatto bene a cacciarli via, non dovevano permettersi di fare questo. Ben vengano i nuovi 27 lavoratori che non saranno certo amici di questa amministrazione, perché questa amministrazione rispetta la legalità. I 36 “stabilizzati” della Provincia di Lecce 1 marzo 2012 Licenziamento ‘stabilizzati’. Cgil annuncia battaglia LECCE – Si infiammano le polemiche attorno al licenziamento di 16 lavoratori “stabilizzati” da parte della Provincia di Lecce. La storia risale al 2008 ed alla stabilizzazione di personale voluta dall’allora presidente della Provincia Giovanni Pellegrino (inizialmente erano previste 47 stabilizzazioni poi ridottesi a 36). Antonio Gabellone contestò le procedure adottate già in tempo di campagna elettorale e pochi mesi dopo la sua elezione al posto di Pellegrino diede mandato ai dirigenti di procedere ad una verifica sulla loro regolarità: furono chiesti pareri alla Corte dei Conti, e al Governo ed anche alla Ragioneria dello Stato. Infine anche gli avvocati Pietro Quinto e Francesco Baldassarre risposero che non tutti gli stabilizzati avevano i requisiti per ottenere il contratto a tempo indeterminato. Prese così il via la procedura di sospensione dei contratti, terminata con la decisione adottata l’altro giorno dalla Giunta (delibera n. 22/2012). Che non ha lasciato indifferenti opposizione e sindacati. La prima per bocca del consigliere del Pd Alfonso Rampino ha denunciato quello che sarebbe l’unico obiettivo di Palazzo dei Celestini, “creare disoccupazione”, e intanto ha ribadito solidarietà alle famiglie e piena condivisione delle scelte e dell’operato dell’ex presidente Giovanni Pellegrino. Molto duro anche l’attacco della Funzione pubblica Cgil che ha annunciato che metterà in campo tutte le azioni opportune per la difesa dei posti di lavoro. “Nutriamo profondi dubbi sulle finalità di questa delibera, la cui adozione ci sembra avere forti connotati elettoralistici – hanno dichiarato Simone Longo e Paolo Taurino Longo, segretario provinciale Fp Cgil e segretario aziendale Fp Cgil -. Un’operazione che, casualmente, dopo 15 mesi di stand-by, giunge al termine proprio alla vigilia delle elezioni amministrative nel capoluogo di Provincia e all’indomani della nomina del presidente Gabellone a coordinatore provinciale del suo partito”. I dubbi dei due rappresentanti Cgil si rafforzano sulla base del fatto che a fronte della soppressione dei 16 posti di lavoro, l’Amministrazione provinciale ha attivato un concorso per 20 nuove assunzioni part-time, al 30% dell’orario di lavoro. “A una situazione precedente che vedeva i lavoratori stabilizzati in una condizione economica e occupazionale già difficile (gli stipendi si aggiravano intorno alle 700 euro) – hanno commentato -, si risponde con la creazione di nuovo precariato. Così come precarie sono le altre 39 assunzioni, tra concorsi e mobilità, programmate da questa Amministrazione per l’anno 2012, che, nella migliore delle ipotesi, non superano un orario di lavoro del 50%”. Secondo Cgil questi provvedimenti risponderebbero a logiche di convenienza politica: “una macchina clientelare con cui si risponde alla domanda di un territorio piegato dalla crisi e la cui coesione sociale è messa ogni giorno in discussione”. “Tutto questo con l’aggravante che il futuro delle Province è ormai del tutto incerto, visti i provvedimenti del Governo centrale. E in questo clima di incertezza questa Giunta cerca di agguantare tutto quello che c’è da prendere per ampliare il proprio consenso elettorale”. 10 giugno 2011 'Stabilizzati’ di Pellegrino: I sindacati disertano il tavolo di Maria Luisa Mastrogiovanni LECCE – La misura è colma, ma soprattutto la Provincia ha rotto gli indugi. Così tutto il personale della Provincia di Lecce si riunirà lunedì prossimo alle 11 presso l'aula consiliare di palazzo dei Celestini per discutere sulle iniziative da mettere in campo per opporsi al licenziamento di 36 colleghi assunti dalla gestione Pellegrino. La vicenda è annosa e dolorosa per molte famiglie, e finalmente solo ora è chiara la volontà dell'amministrazione Gabellone. Nel corso della riunione di due giorni fa tra i sindacati e i vertici della macchina burocratica e politica della Provincia di Lecce infatti è stato annunciato quello che gli 'stabilizzati' di Pellgrino non avrebbero mai voluto sentirsi dire: 36 dipendenti a tempo indeterminato e a part time al 50%, sono stati “scaricati” dalla Giunta Gabellone e gettati nello sconforto più nero di un ritorno nella precarietà. Nel dettaglio è stato annunciato anche come si arriverà a tagliare i 36 indesiderati: Primo passo: dichiarazione di ità dei contratti individuali di lavoro a tempo indeterminato. Secondo passo: trasformazione del rapporto di lavoro in tempo determinato per il conseguimento del periodo di pre-stabilizzazione triennale senza nessuna garanzia di trasformazione dei rapporti a tempo indeterminato. Questo dovrebbe accadere previa verifica dei fabbisogni triennali, che però sono ancora da scrivere. Tutto ciò significa che per sei persone e relative famiglie si proporranno contratti a tempo determinato sino al 31 dicembre 2011, e per altri 14 fino a tutto il 2012, ma poi? Terzo passo: per 12 persone e relative famiglie che secondo la Provincia non rispettano i requisiti per la stabilizzazione perché inseriti in Progetti speciali (Progetto “Libera”; Patti territoriali; Riso) Gabellone propone un contratto di consulenza Co.Co.Co. per gli stessi progetti che hanno generato la presunta problematica nella stabilizzazione. Da notare che sono tutti progetti concepiti e portati avanti con giunte di centro sinistra, da Ria a Pellegrino. Quarto passo: per 4 persone e relative famiglie della ‘ricchissima’ categoria A1 impegnati in compiti di vigilanza, portierato e ausiliariato si cessano i contratti e si promette di intervenire nei confronti della ditta AXA affinché garantisca la prestazione da questi retribuita. Quattro passi verso il licenziamento, insomma. Cgil, Cisl e Uil diserteranno le trattative sulla Contrattazione Integrativa già fissata per oggi. 09/06/2011 La Provincia di Lecce ana 36 stabilizzazioni di Andrea Gabellone Dopo l'incontro di ieri con le organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, l'amministrazione provinciale ha ritenuto di dover anare le stabilizzazioni contrattuali per 36 lavoratori. Dopo otto mesi di trattative, la Provincia di Lecce ribalta quanto deciso nel 2008, quando il presidente era Giovanni Pellegrino, venendo meno agli accordi presi e collocando nuovamente in una situazione di precarietà decine di dipendenti. Nel dettaglio, si è deciso così: 20 dipendenti con contratto a tempo indeterminato si ritroveranno con un contratto a tempo determinato, la cui “ristabilizzazione” potrà avvenire se ci saranno per l’amministrazione le condizioni finanziarie e normative e previa la disponibilità dei posti in organico. Per altri 12 lavoratori è prevista la ità dei contratti a tempo indeterminato e la stipula di altrettanti “co.co.co”, la cui durata è legata all’esistenza di alcuni progetti e alla presenza di risorse finanziarie. A condizioni esaurite, i contratti saranno chiusi, come se a fosse stato. Per i restanti 4 dipendenti si prevede una possibile collocazione da parte della società partecipata Axa. Tra i sindacati cresce il malcontento, e le azioni di protesta sono già state rese note. “Questa è la ricetta dell’Amministrazione – dichiarano i tre segretari generali in un comunicato – nei confronti di decine di lavoratori, dipendenti di ruolo a tutti gli effetti e collocati in settori strategici dell’Ente, la cui esistenza viene messa a repentaglio da una decisione immotivata, se non da ragioni, a nostro parere, meramente politiche, che mirano a smontare atti avviati dalla precedente amministrazione Pellegrino. Le conseguenze saranno gravissime e ricadranno sulle spalle di decine di lavoratori e di famiglie che, dopo tre anni da stabilizzati, si vedono crollare da un giorno all’altro sogni, progetti di vita, possibilità di costruirsi un presente e un futuro”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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