Villaggio Paradiso. Zamparutti rettifica

IL REPORTAGE. Santa Cesarea. Secondo la deputata le notizie contenute nella sua interrogazione non sarebbero imprecise; “Non ho fatto riferimento a Cala Badisco”

SANTA CESAREA – L’onorevole Elisabetta Zamparutti ha presentato nei giorni scorsi un’interrogazione parlamentare in cui fa riferimento ad un progetto da 3mila posti letto su un’area di 50 ettari in località “Villaggio Paradiso” a Santa Cesarea Terme. Prendendo per buone quelle notizie, in quanto contenute in un'interrogazione e dunque in un atto pubblico, redatto da un ufficiale pubblico, anche noi le abbiamo pubblicate. Tuttavia, successivamente, abbiamo fatto le nostre verifiche presso gli uffici tecnici ed abbiamo scoperto che il Comune di Santa Cesarea non ha mai approvato alcun progetto di tale portata e che l’unico progetto in corso attualmente è quello della Alfim Srl di Udine relativo alla struttura Cala Badisco. Una verifica che anche la deputata avrebbe dovuto fare, prima di presentare l'interrogazione. Nell'articolo “Villaggio Paradiso. Il sindaco ed il direttore dei lavori: ‘E' tutto in regola'” (lo potete leggere qui sotto), abbiamo dunque definito inesatte le notizie fornite dalla deputata nell'interrogzione. Ma in una lettera inviata alla nostra redazione, la Zamparutti ci chiede di rettificare le nostre dichiarazioni. Ecco la richiesta di rettifica della parlamentare arrivata oggi in redazione: Cara Redazione de Il Tacco d’Italia, in un commento a un articolo di Laura Leuzzi pubblicato dal giornale il 28 febbraio dal titolo “Villaggio Paradiso. Il sindaco ed il direttore dei lavori: ‘E' tutto in regola'”, la stessa Laura Leuzzi definisce “false o inesatte” le notizie contenute nella mia interrogazione parlamentare di fine febbraio su Santa Cesarea Terme. La prego di correggere tale giudizio dandone informazione ai lettori, non solo per le leggi vigenti sulla stampa ma anche per il dovere giornalistico di una corretta informazione. Questo è il paragrafo integrale della interrogazione a cui si fa riferimento: “… per di più, la già grave situazione nel territorio di Santa Cesarea sarebbe resa ancora più devastante con la realizzazione dei nuovi progetti edilizi che sono stati presentati o annunciati in altri comparti del comune: dal piano di lottizzazione del comparto 13/s (oggetto dell'interrogazione n. 4-11976 del 18 maggio 2011 con risposta del Ministro del 7 novembre 2011 pubblicata nell'allegato B della seduta n. 546 della Camera dei Deputati), comparto oggi sommerso da un'intensa macchia mediterranea, con presenza di bosco ed essenze arboree di eccezionale importanza, cresciuta sul ciglio di una scarpata della litoranea per Castro sopra Porto Miggiano e sul quale sarebbe previsto un complesso turistico-residenziale, esteso su 15 ettari e che prevede la realizzazione di 536 unità abitative e ristoranti, negozi, piscine, strutture sportive e opere di urbanizzazione connesse, all'inaccettabile progetto del comparto 25/s (Villaggio Paradiso) di mega villaggio turistico con una previsione di circa 3.000 residenti su un'area di oltre 50 ettari all'ombra della Torre Minervino sulla via per Porto Badisco;” Nel succitato paragrafo dell'interrogazione (poi riproposto in sintesi anche nel mio comunicato stampa) parlo del rischio di nuovi progetti edilizi che sono stati presentati o annunciati in altri comparti del comune e cito, per il primo caso, il comparto 13/s sopra Porto Miggiano e, per il secondo, il comparto relativo a Villaggio Paradiso che per l'esattezza è il 26/s. Sui terreni di quest'ultimo comparto – ripeto: a Villaggio Paradiso – che sono di proprietà della Costanza Srl è stato annunciato un progetto edilizio di circa 3.000 residenti su un'area di oltre 50 ettari che è stato reso pubblico in una conferenza stampa nella primavera del 2009 presso l'Hotel Aurora di Santa Cesarea (vedi, in allegato, copertina del master plan datato 11-3-2009 e una cartina colorata inserita nello stesso).

Villaggio Paradiso_frontespizio masterplan
Villaggio Paradiso planimetria

Quindi, a questo e solo a questo progetto annunciato nel 2009 che faccio riferimento nella mia interrogazione, che a ha a che vedere con i lavori di ristrutturazione in corso del sottostante ex ristorante che sta nel comparto 27/s in zona chiamata Cala Badisco, e di cui non so a e a cui, quindi, non ho fatto riferimento nella mia interrogazione. Questo è quanto, a me è chiaro, chi invece vuole confondere le carte in tavola per minare la credibilità del mio lavoro di sindacato ispettivo parlamentare è o in malafede o all'oscuro di quanto accade o rischia di accadere nel suo territorio. On. Elisabetta Zamparutti Ed ecco le inesattezze che noi abbiamo riscontrato. Intanto, la Zamparutti dice di aver fatto riferimento, nella sua interrogazione, solo a Villaggio Paradiso e non a Cala Badisco, che è il progetto in corso (17 camere per 40 ospiti in tutto) da parte della Alfim Srl; ma con “Villaggio Paradiso” si intende l’intera area che corrisponde al progetto originario degli anni ’80 e che comprendeva anche la zona su cui sorge Cala Badisco; ancora oggi viene definita “Villaggio Paradiso” l’intera località, inclusa Cala Badisco; ed in effetti, nei documenti ufficiali relativi al permesso di costruire concesso dal Comune di Santa Cesarea alla Alfim per il progetto di Cala Badisco la zona viene denominata proprio “Villaggio Paradiso”. Del resto, il terreno acquistato dalla Alfim è una piccola parte dell’intero terreno di Villaggio Paradiso, poi scorporato dal tribunale e venduto alla ditta di Udine (Alfim); questa notizia ci è stata confermata dal direttore dei lavori del progetto Alfim, Giorgio Bandello, nella video intervista di due giorni fa, pubblicata sul nostro portale in versione integrale. Non solo. La Zamparutti, nella sua rettifica, precisa di aver fatto riferimento, nell'interrogazione, non a progetti in corso, ma a progetti “annunciati”. Eppure nell’interrogazione si legge: “inaccettabile progetto del comparto 25/s (Villaggio Paradiso) di mega villaggio turistico con una previsione di circa 3.000 residenti su un'area di oltre 50 ettari all'ombra della Torre Minervino sulla via per Porto Badisco”. Scrivere questo è come affermare che c'è un progetto presentato; ecco perché noi abbiamo preso per buone quelle informazioni, considerato che sono inserite in un’interrogazione, ovvero un atto pubblico scritto da un ufficiale pubblico. Dire, ora, che i progetti sono solo “annunciati” significa affermare una cosa diversa. Del resto, come ci aveva già spiegato l’architetto Bandello, avendone conferma dal sindaco Daniele Cretì, la Brioschi di Milano (la Costanza Srl cui fa riferimento la Zamparutti nella sua richiesta di rettifica è una delle società della Brioschi) non ha alcun progetto approvato da parte del Comune relativamente a quell’area; ed anche lo stesso sindaco, nel suo intervento (anche quello pubblicato in versione integrale nello stesso articolo) dice che la notizia dei 3mila posti letto (quello che sarebbe, secondo la parlamentare il progetto della Costanza Srl) è priva di fondamento. Relativamente alle precisazioni sui comparti in cui questi progetti ricadrebbero, c’è da dire che la confusione che si è generata è scaturita probabilmente dalla modifica del piano regolatore di Santa Cesarea. In quello approvato nel 1984, Cala Badisco ricadeva nel comparto 26/s, così come si legge nell’atto ufficiale di cessione del Tribunale (viene citato dall’architetto Bandello nella sua intervista); ma nel piano regolatore approvato nel 1993, l’area è diventata comparto 27/s. Tuttavia, località “Villaggio Paradiso” si estende dal comparto 26 al 28, anzi il cartello “Villaggio Paradiso”, che si trova proprio nei pressi di Cala Badisco, rientra proprio nel comparto 27/s. 28 febbraio 2012 Villaggio Paradiso. Il sindaco ed il direttore dei lavori: ‘E’ tutto in regola’ SANTA CESAREA TERME – “Il cantiere per la realizzazione di una struttura ricettiva a Cala Badisco ha tutte le autorizzazioni ed i permessi di costruire. Inoltre è infondata la notizia diffusa da alcuni comitati che il progetto in corso stia ampliando una struttura pre-esistente; tutt’altro: la sta ridimensionando”. Il sindaco di Santa Cesarea Terme, Daniele Cretì, e Giorgio Bandello, il direttore e responsabile dei lavori in corso in quello che viene definito “Villaggio Paradiso” (prende il nome da un vecchio progetto risalente agli anni ’80 e poi rimasto incompiuto) intervengono su quella che è una delle questioni più dibattute degli ultimi giorni, ovvero la realizzazione di un hotel da parte della società Alfim Srl di Udine a Santa Cesarea Terme. La storia della struttura la ricostruisce proprio Bandello. La Alfim Srl, la proprietà attuale della struttura conosciuta come “Cala Badisco” l’ha acquistata dal tribunale, in seguito al fallimento di Idea 90 Srl, la società proprietaria; negli anni ‘80 aveva funzionato come ristorante e discoteca con ampia area (7mila metri quadrati) destinata a parcheggio. L’intera area, conosciuta come “Villaggio Paradiso” è stata messa all’asta; una parte – “Cala Badisco” – acquistata dalla Alfim; la restante parte dalla Brioschi di Milano, che però non ha mai presentato alcun progetto. Il terreno in cui sorge l’immobile, 11mila metri quadrati in tutto, ricade in zona C5 di espansione turistica. La struttura consta di un fabbricato principale di circa 450 metri quadrati tra piano terra e piano a quota inferiore, ed inclusi tutti gli accessori ed i volumi tecnici come una ex cabina Enel ed un chioschetto di ricezione. Nel 2005 la Alfim ha presentato al Comune di Santa Cesarea un progetto per riqualificare la struttura, “che – dice Bandello – era un ecomostro in quanto realizzata tutta in cemento armato”. Il progetto del 2005 ha acquisito i pareri positivi della Soprintendenza e del Settore Ecologia della Regione Puglia; nel 2007 è stata presentata una variante in corso d’opera discussa ed approvata in conferenza dei servizi alla quale ha preso parte anche l’Ente Parco, istituito nel frattempo. La variante in corso d’opera ha riguardato delle modifiche interne al fabbricato. “Ma – dice Bandello – nessun aumento di volumetria. Anzi l’ha addirittura ridotta, tramite l’abbattimento di tutti i volumi in cemento armato”. In sede di conferenza dei servizi, l’Ente parco ha imposto che nei 6.500 metri quadrati ‘a verde’ venissero piantate alberi autoctoni da concordare con un esperto, l’agronomo Minonne. Per il resto il progetto prevede un totale di 17 camere ed un ristorante riservato solo agli ospiti della struttura, per una capienza di 40 posti. La piscina piccola è stata eliminata; quella grande è stata ridimensionata. Nella ex cabina Enel sono state ricavate due camere, mentre il vecchio gazebo in cemento armato è stato adibito ad ufficio di ricevimento. Ecco il progetto in corso di realizzazione: // Com’era, com’è Ecco le foto della struttura, forniteci dall’architetto Bandello. L’intervento in corso di realizzazione ha sostituito le parti in cemento armato con pietra di Soleto; il muretto in cemento è diventato un muretto a secco “che presto – spiega il progettista – si armonizzerà con il paesaggio circostante”. Inoltre il progetto di Bandello mira a ridurre le volumetrie, dove possibile – ad esempio nella parte alta della facciata, dove le colonne sporgenti a forma trapezoidale sono state sostituite da normali colonne di dimensioni inferiori. Le foto della struttura originaria:

Cala Badisco 1
Cala Badisco 2
Cala Badisco 3
Cala Badisco 4
Cala Badisco 5

Il cantiere oggi:

Cala Badisco oggi 4
Cala Badisco oggi 3
Cala Badisco oggi 1
Cala Badisco oggi 2

Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Santa Cesarea, Daniele Cretì. Ecco il suo intervento in forma integrale: Alla redazione del Tacco d’Italia A seguito della campagna di disinformazione in atto sui diversi organi di stampa e televisione, riferiti ai lavori in atto presso località “Villaggio Paradiso” occorre dare dei più precisi e formali chiarimenti. La struttura turistico – ricettiva sita in località “Villaggio Paradiso” di proprietà privata, è stata venduta dal Tribunale di Lecce nel marzo 2002 alla società Alfim srl, la quale nel novembre 2005 ha presentato un Progetto di Ristrutturazione al Comune di Santa Cesarea Terme, il quale ha rilasciato nel luglio 2007 permesso a costruire e variante in corso d’opera alla stessa Alfim srl dopo aver acquisito i sotto elencati pareri: • assessorato all’Ecologia della Regione Puglia; • Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici; • conferenza di servizi del Luglio 2011; • Ente Parco Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, Provincia di Lecce (S.I.C.). La confusione prodotta con gli articoli andati in stampa nei giorni scorsi, nei quali si parlava della realizzazione di un resort da 3000 posti letto (notizia priva di ogni fondamento!) e dove si distorceva la verità, facendo vedere le immagini degli alberi di pino tagliati dalla Forestale a seguito di un incendio estivo sulla S.P. 363, compongono l’ennesimo tassello di un puzzle che da mesi ormai, vede Santa Cesarea Terme attaccata da fantomatici comitati, che non è dato sapere a chi fanno capo, nonché da alcuni improvvisati “giornalisti giustizialisti” di altre testate (tra l’altro nemmeno iscritti ai rispettivi albi professionali) i quali hanno messo in atto una campagna mediatica denigratoria anche sull’intervento di consolidamento del Costone roccioso in Località Porto Miggiano e che serve solo a trasferire informazioni erronee, sbagliate e volutamente distorte tendenti a creare inutili allarmismi sociali. L’intento evidente di questi fantomatici comitati e “giornalisti giustizialisti”, apparentemente amanti passionali della bellissima Marina Cesarina, è quello di cercare disperatamente di bloccare lo sviluppo di un territorio che è, e sarà anche nel futuro, il volano della locale economia in questa parte del Salento. Hanno preso posizione contro tutte queste iniziative di “terrorismo mediatico” oltre le forze politiche facenti capo all’Amministrazione comunale (vedi precedenti comunicati emessi dal gruppo di maggioranza e dai rappresentanti delle minoranze), anche gli operatori turistici di Santa Cesarea Terme ed i cittadini cesarini, i quali, loro si, hanno a cuore il destino la tutela e lo sviluppo di questo territorio. Ad ogni buon conto, come già ribadito in precedenti comunicati, l’Amministrazione comunale intraprenderà ogni utile iniziativa, compresa quella legale, a tutela dell’ Ente per i danni d’immagine derivanti dalle campagne mediatiche denigratorie basate su notizie artificiosamente distorte a danno del territorio e delle sue potenzialità turistiche. Daniele Cretì sindaco di Santa Cesarea Terme 27 febbraio 2012 Villaggio Paradiso. Ma per l’ambiente è l’inferno SANTA CESAREA TERME – 3mila posti letto su un’area di 50 ettari. Il tutto all’ombra della Torre Minervino, sulla via che porta a Porto Badisco. Così si legge nelle interrogazioni parlamentari presentate nei giorni scorsi. (foto fornite dal Comitato di Tutela per Porto Miggiano)

Villaggio Paradiso_cartello lavori

Succede a Porto Miggiano, nel comparto 25, ad un passo dai comparti 13 e 14 interessati dai progetti per un migliaio di nuovi appartamenti turistici in tutto. Ed è in regola con il piano regolatore, approvato nel 1984, quando la sensibilità ambientale e l’idea di Salento e di turismo erano tutt’altra cosa rispetto ad oggi.

Villaggio Paradiso_bidumiera
Villaggio Paradiso_archi

Lì era in costruzione il “Villaggio paradiso” alla fine degli anni '80. Una mega struttura ricettiva dotata di ogni confort. Poi i lavori si sono interrotti ed il rudere è rimasto per decenni nelle stesse condizioni. Una specie di scheletro in cemento che copre la completa visuale del mare e del paesaggio intorno.

Villaggio Paradiso_ruspa

Recentemente, la ditta Alfim Srl di Udine ha ripreso i lavori. Le voci che si inseguono da quest’estate a proposito dei lavori riferivano che dovessero abbattere l’esistente per costruire una nuova struttura.

Villaggio Paradiso_muretto

Il comitato di Tutela per Porto Miggiano e Legambiente chiederanno di avere accesso agli atti ed alle autorizzazioni. Nel frattempo, i lavori proseguono.

Villaggio Paradiso_lavori

Nei giorni scorsi un’interrogazione parlamentare ha acceso un faro su questa questione. Firmata da Elisabetta Zamparutti, deputata radicale, ed in dirizzata ai ministri dell'Ambiente e dei Beni culturali, Corrado Clini e Lorenzo Ornaghi, l’interrogazione chiede di preservare il territorio di Santa Cesarea da speculazioni edilizie. Sta adesso ai ministri fare la loro parte e verificare la compatibilità di quest’attività edilizia con il delicato equilibrio dell'area in questione e con i vincoli idro-geologici, dal momento che la zona è classificata come “area a pericolosità geomorfologica molto elevata”.

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