Amministrative in vista. Metallo: ‘Ripartiamo dalla gente’

Racale. I candidati alla carica di sindaco sono, al momento, quattro: Metallo, Gravili, Nuzzo e Carlino. L'indiscrezione: in campo anche Lorenzo Ria

RACALE – Racale è in fermento. Si tratta di un’effervescenza ordinaria in vista delle prossime elezioni amministrative, previste per il 5 e 6 maggio. Ci sono già molti intrecci ed inedite alleanze che fanno parlare. E, stando alle indiscrezioni, ci sarebbero molte, forse troppe, liste di candidati. Ve li presentiamo, uno per uno. Al secolo sono Donato Metallo, giovane candidato sindaco schierato col Pd; Luigi Gravili, candidato sindaco per Udc; Jimmy Nuzzo per il Pdl; Flavio Carlino con la lista civica ‘Liberi di scegliere’. Indiscrezioni (ad esempio quella rilasciataci dal referente del gruppo Diversi per Passione Salvatore Serra) vorrebbero anche Lorenzo Ria tra i candidati alla carica di primo cittadino. Li abbiamo incontrati tutti e abbiamo rivolto loro alcune domande. Pubblichiamo, a puntate, le loro risposte. Partendo proprio dal più giovane della gara, Donato Metallo, 30 anni, segretario comunale del Pd, fortemente voluto dalla vicepresidente della Regione e candidata sindaco di Lecce Loredana Capone. In che cosa consiste il vostro progetto? “Preso atto del completo fallimento dell’attuale amministrazione comunale, soprattutto nei settori del bilancio e dei servizi ai cittadini – cito, a titolo esemplificativo, l’aumento della pressione fiscale e il totale degrado del contesto territoriale – abbiamo dato vita ad un movimento civico entro cui sono confluiti i diversi mondi che finora hanno costituito il cuore pulsante della nostra città. Mi riferisco alle persone che hanno formato quella rete civica che ha fatto sì che il nostro paese non implodesse; l’attivismo cattolico, l’associazionismo, il volontariato, le forze progressiste e moderate possono essere considerati la nostra risorsa. Il nostro progetto è nato da un paese che è di gran lunga migliore di chi lo ha governato: questo è, appunto, l’assunto dal quale abbiamo voluto prendere le mosse. Un progetto fondato sul rinnovamento, sul cambiamento, su una decisa rottura con il passato: non solo generazionale, ma di idee, di contenuti”. Che tipo di compagine avete formato? “Il nostro gruppo è composto da un mix di giovani impegnati nel sociale e professionalmente molto competenti, di donne che hanno portato avanti, e continuano a farlo, battaglie di quotidiana civiltà ed, infine, di uomini che, stanchi di assistere al triste spettacolo della mala gestione della cosa pubblica, dopo anni hanno deciso di passare dall’impegno civico a quello politico: la loro pazienza è finita. Il dato che maggiormente mi fa credere in questo progetto è che il messaggio di rinnovamento pare stia attraversando l’intero paese: per dare l’idea di ciò che sta accadendo concretamente, posso raccontare di famiglie che ci hanno invitato nelle loro case, organizzando spontaneamente riunioni di vicinato ed incontri tra amici per discutere con noi di temi di interesse pubblico; molti giovani finalmente hanno visto una possibilità, una speranza e ciò li ha portati a partecipare attivamente nell’impegno civico; ed altri, meno giovani, hanno riscoperto la voglia di lottare per i diritti di tutti; le donne rivendicano un futuro migliore per sé stesse e per i loro bambini”. Qual è a suo parere, la situazione in Racale riguardo alla legalità e all'allarme che il procuratore nazionale antimafia Motta ha lanciato circa le infiltrazioni mafiose nelle pubbliche Amministrazioni e nelle squadre di calcio? “Non posso che ribadire la piena fiducia nei confronti della magistratura e degli organi inquirenti; permettetemi, però, al contempo di sottolineare la mia visione garantista nei confronti di tutti i cittadini, visione, peraltro, corrispondente a quella avallata dalla nostra Carta Costituzionale. Questo argomento mi chiama in causa direttamente, essendo il responsabile del settore giovanile del Racale Calcio. Su questo punto, posso solo dire di essere orgoglioso dell’unico settore giovanile dove il calcio, grazie all’aiuto di diversi sponsor, è uno sport totalmente gratuito, in modo da non creare disparità e discriminazioni basate sul reddito dei ragazzi e delle loro famiglie; in tale settore abbiamo imposto, inoltre, precise regole di comportamento e varie sono state le iniziative di solidarietà intraprese insieme a rilevanti associazioni presenti sul territorio: campagne antirazzismo (vedi “Io sto con Balotelli”), campagne etiche (“Auguri scomodi”), che veicolano valori lontani quanto più possibile dai codici di mafia. Posso solo onorarmi, inoltre, dell’intero staff di dirigenti e allenatori, persone che dedicano ai ragazzi gratuitamente, con e per grande passione, il loro tempo: se solo qualcuno alludesse ad accostarli al mondo criminale non desterebbe più di una sonora risata in chi li conosce. Ritengo, altresì, che alta debba mantenersi la guardia, l’attenzione verso atteggiamenti che, seppure non rientrino nell’ambito del penalmente rilevante, sono comunque da ritenersi moralmente riprovevoli. Dico ciò soprattutto rispetto alle situazioni in cui tali fatti siano commessi da chi ha l’onore e l’onere di rappresentare i cittadini sulla base del mandato elettorale. Il nostro movimento ha redatto un codice etico affinché non abbia a ripetersi ciò che fino ad ora, purtroppo, è accaduto: assessori, soci di imprese cui lo stesso Comune conferisce incarichi retribuiti con lauti compensi, sborsando soldi dei cittadini; parenti e compari di assessori che incassano centinaia di migliaia di euro per incarichi o consulenze legali, sempre affidati dal Comune; capitolati di spesa previsti e mai rispettati, insieme ad impegni di spesa molto dubbi: per esempio, sono stati spesi inutilmente circa 30mila euro per tagliare gli alberi ad alto fusto dello stadio comunale quando molte altre ditte avrebbero svolto lo stesso lavoro a costo zero, prendendo in compenso solo il legname prodotto dal taglio degli alberi stessi; si tratta di 30mila euro che sarebbero stati investiti molto meglio, a mio avviso, per l’asilo nido o per il servizio di scuolabus”. Quale sarà il futuro di Area Vasta? “Area Vasta è un disegno nato con le migliori intenzioni, che come ogni grande contenitore necessita di essere interpretato in senso lungimirante ed in modo che sia finalizzato alla collettività. Il suo percorso è stato segnato, invece, da interpretazioni egoistiche, da forti localismi che ne hanno minato alla base ogni possibilità foriera di sviluppo. Si dovrebbe andare, forse, verso contenitori più circoscritti e più facilmente gestibili, ma anche qui, come è stato provato dalla nostra Unione dei Comuni, le difficoltà sono enormi. È chiaro che si pone un problema di monitoraggio e progettazione. Così è stato anche a Racale, dove sono state sprecate molteplici opportunità di crescita: valga come esempio su tutti la perdita di circa 4 milioni di euro di fondi P.I.R.P. (Programmi Integrati di Riqualificazione delle Periferie). Per rispondere a questa nuova sfida è nostra intenzione sostituire la figura di capo staff del gabinetto del sindaco con un’equipe di giovani progettisti. Ciò comporterebbe un duplice effetto: quello di ritorno nel loro paese di origine delle ‘intelligenze in fuga’, da un lato, e quello di intercettare con maggiore efficacia i fondi regionali e comunitari, dall’altro”. Qual è il vostro orientamento circa il progetto Tram, ovvero l'unione dei Comuni Taviano, Racale, Alliste e Melissano? “Ritornando all’Unione dei Comuni, allo stato attuale sarebbe impossibile giudicarla in maniera del tutto positiva, posto che il suo parziale fallimento è ravvisabile in alcuni dati di fatto: un bilancio pari a 300 milioni di euro e una gestione dei servizi limitata unicamente alla gestione del verde pubblico. Tale strumento potrebbe, invece, essere adoperato meglio: penso, banalmente, ai benefici che deriverebbero – in termini di minori costi per i bilanci comunali – da una progettazione integrata che prevedesse la consociazione degli acquisti, sfruttando le economie di scala”. Una battuta sul detto racalino che va tanto per la maggiore 'Se sei disoccupato candidati'… “Tale detto ha finora trovato una lunga e costante applicazione. Noi speriamo che possa finalmente essere disatteso: i nostri candidati hanno un lavoro, non sono disoccupati. Ad ogni modo, pur partendo dall’assunto in base al quale l’amministratore che fa bene il proprio lavoro debba essere giustamente retribuito, pensiamo fermamente che in un momento di forte crisi nazionale e locale, nel quale i sacrifici chiesti ai cittadini sono veramente tanti, tocchi prima e soprattutto a chi li rappresenta dare un forte segnale, un esempio concreto. Per tale motivo abbiamo previsto una serie di interventi che, di fatto, ridurranno finalmente i ben noti ‘costi della politica’ ovvero la riduzione degli assessori a quattro, come peraltro già previsto per legge, l’abbattimento pari ad almeno il 50% degli stipendi dovuti al sindaco e agli assessori, l’eliminazione della figura del capo staff di gabinetto del sindaco (figura “inventata” dall’amministrazione in corso), l’eliminazione di qualsivoglia indennità relativa ai ruoli di governatore di Torre Suda, assessore all’Unione dei Comuni, presidente del Consiglio comunale. Queste misure, dunque, non sono solo simboliche, ma permettono un risparmio annuo di spesa già calcolato in 90mila euro; somme che saranno destinate a contributi concreti per i cittadini come l’ampliamento del servizio di scuolabus, gli interventi per il decoro degli edifici scolastici, il fondo per le emergenze sociali, la pulizia del litorale costiero della marina, gli aiuti alle associazioni di volontariato”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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