Eolico off shore in aree marine protette. Boero a capo del progetto Coconet

Roma. Unico italiano a capo di un progetto dell'Ue (settimo programma quadro) il biologo marino dell'Università del Salento

ROMA – La protezione del mare e la produzione di energia pulita. E' questo quello che si può ottenere dalla combinazione di una rete di aree marine protette e di piattaforme eoliche off-shore nel Mediterraneo e nel mar Nero. Un mix salva-ambiente racchiuso nel progetto “CoCoNet” che oggi e domani riunirà a Roma al Cnr oltre 100 ricercatori, provenienti da 39 istituti di ricerca e 22 Stati (tra cui Egitto, Tunisia, Georgia, Ucraina, Russia, Israele, Turchia) per la giornata del lancio ufficiale. L'idea è di far nascere queste reti di tutela marine nel Mediterraneo e nel mar Nero, e seguendo l'esempio del nord Europa capire se c'é la possibilità di installare parchi eolici off-shore. Il progetto, finanziato dalla commissione Europea con 11 milioni di euro (all'interno del settimo programma quadro), è coordinato da Ferdinando Boero dell'Università del Salento (in questo caso per il Cnr) insieme con Conisma (Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare) e l'Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ismar). “Il tentativo – spiega Boero – è capire se si può stendere questa rete di protezione su Mediterraneo e mar Nero, creando reti di aree marine transnazionali: al suo interno – osserva ancora il coordinatore dell'unico progetto guidato da un italiano nell'ambito del settimo programma quadro dell'Ue – devono esserci l'ecologia, l'economia, e la giurisprudenza affinché ci siano delle regole condivise tra gli Stati”. Inoltre si intende capire “se nel Mediterraneo e nel mar Nero si possono costruire piattaforme eoliche off-shore e che tipo di impatto possano avere”. Su questo fronte, in particolare, verranno studiate linee guida ad hoc. Due gli obiettivi principali di CoCoNet: il primo è disegnare reti tra aree marine passando da una prospettiva locale ad una regionale fino a tutto il bacino, chiarendo aspetti relativi alla biodiversità; la seconda è arricchire l'atlante eolico del Mediterraneo e del mar Nero. Con questo progetto, conclude Boero, diventano tre gli ambiti di studio italiano sul mare: gli altri due sono 'Perseus' che si concentra sugli ambienti costieri e 'Vectors' sui fattori di cambiamento, specie climatici, nel Mediterraneo. Scettico sul progetto è Oreste Caroppo, del Forum Ambiente e Salute. “Si parla di aree marine protette internazionali, benissimo, si studino nuove aree da proteggere e si istituiscano ovunque, ne abbiamo bisogno. Poi ecco che spunta come se fosse qualcosa di naturalmente collegato lo studio per l'istallazione dei grandi impianti eolici off-shore, che di fatto con le aree marine, con la tutela del mare e del pianeta non c’entrano a, ne son la pura negazione dato che falcidiano berte, gabbiani e uccelli migratori, non solo uccelli marini. Quindi – aggiunge Caroppo – a giustificare tutta quest'assurda accozzaglia, ecco l'immancabile richiamo ai cambiamenti climatici indotti dall' uomo che servono a giustificare tutto, ogni devastazione della natura e del paesaggio ed ogni eco-inutile sperpero. Un po' come nelle guerre di religione invocando il Vangelo si assassinava il prossimo per tutt'altri veri celati interessi, sempre economici”. Piena fiducia, tuttavia, Caroppo ripone nella presenza di Boero a capo del progetto. “Dentro questo progetto – dice – vi è per l' Italia il prof. Ferdinando Boero, biologo marino dell'Università del Salento, e questa forse è l'unica nota positiva, si spera, affinché il mega finanziamento si orienti verso l' ecologia vera, lo studio e la tutela del mare, e non l'economia industriale con introduzione di inquinamento acustico nei mari a danno di cetacei e non solo con queste piattaforme eoliche nel nostro mare. Già le mega torri eoliche da fermare assolutamente minacciano il nostro stupendo Canale d’Otranto”. “Basta – continua il portavoce del Forum – con questo falso impossibile ‘matrimonio tra ecologia ed economia’. Si faccia ecologia, faccia ecologia chi deve fare ecologia, l'economia come nella sua natura si adatterà ad essa. Ma sposare alla pari economia ed ecologia, vuol dire soltanto sottomettere l'una, l'ecologia, alle leggi dell'altra, l'economia. Se i soldi di questo progetto saranno bene spesi, come tutti ci auguriamo, avremo nei prossimi anni nel Salento il ritorno tanto atteso da noi tutti finalmente della nostra vilipesa ingiustamente Foca monaca. Se saranno mal spesi e mal gestiti nei nostri mari avremo ancora speculativi progetti per mega torri eoliche. Tutti ci auguriamo che questo non avvenga mai e che sia invece la Foca monaca a tornare, e non solo. Il nostro mare agli uccelli, ai cetacei, ai poeti, e agli innamorati. Buon lavoro pertanto al Professor Ferdinando Boero”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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