Cesario Ratano, cartapestaio per caso e per amore

LA STORIA DELLA DOMENICA. Corsano. La sua passione è nata per gioco ed ora è una fortissima vocazione. Il senso? Stare insieme agli amici più cari

CORSANO – Il bello del Carnevale è lo stare insieme. Aspettare giorno ed ora della sfilata e poi, finalmente, scendere in piazza e per le strade del paese. Respirare la musica, respirare la gioia, vedere i bambini divertirsi e divertirsi a propria volta. Anche da grandi. Anche quando non ci maschera più. L’emozione, l’attesa, la condivisione sono il bello del Carnevale di Cesario Ratano, dipendente della Provincia di Lecce, corrispondente de La Gazzetta del Mezzogiorno per quasi 15 anni, già assessore alle Politiche culturali ed ambientali. Maestro cartapestaio, prima un po’ improvvisato, ma col tempo sempre più preciso ed affermato. Oggi Cesario, 52 anni, moglie e tre figli, è il fulcro del Carnevale di Corsano, suo paese adottivo (è originario di Alessano). Cesario è sempre stato molto attivo nel sociale; nel ’93 ha fondato il movimento Mir Preko Nada (Pace oltre la speranza) per raccogliere aiuti in favore delle popolazioni della ex Jugoslavia prima e di Albania poi; da assessore ha promosso “Popoli – Global melting pot”, progetto culturale internazionale con la partecipazione di artisti italiani e stranieri. Il Carnevale è la piena espressione dei valori che guidano la sua vita: la collaborazione, la condivisione, l’amicizia.

Carnevale Corsano

Ci racconti la tua passione per il Carnevale? Come è nata l'idea di realizzare carri allegorici e da chi hai ereditato questa passione? “Tutto è nato per gioco nei primi anni del mio arrivo a Corsano, cercando di fare qualcosa per trascorrere il tempo in maniera produttiva nel periodo invernale. Insieme ad alcuni amici (Biagio e Luigi Bisanti, Biagio Orlando e Biagetto Palombo) ci siamo imbarcati nella prima realizzazione di un carretto e in quell’occasione ho fatto conoscere agli amici la tecnica della cartapesta, che nel tempo si è poi raffinata. Da allora, ogni anno abbiamo realizzato sempre qualcosa coinvolgendo sempre più ragazzi, arrivando alla costituzione di più gruppi e quindi alla realizzazione di più carri, di modeste dimensioni. Per diversi anni ho seguito le diverse fasi della realizzazione dei carri di tutti i gruppi, principalmente la decorazione finale, e quando abbiamo ritenuto che i tempi erano maturi per avviare una competizione, ho realizzato il primo carro con un gruppo di giovani e con l’aiuto di mia moglie e dei miei figli, anche se ancora bambini”. Quale sensazione che si prova nel realizzarlo? “E’ una sfida con se stessi. È il piacere di vedersi circondati da bambini, ragazzi, giovani e coetanei che riescono a ‘fare gruppo’ in modo armonioso e divertendosi pur con grandissimi sacrifici. La sensazione che provo, e che è lo stimolo, non è affatto la sfida e la competizione con gli altri gruppi, ma il forte desiderio di dimostrare le capacità nascoste di un paese, anche piccolo come Corsano, è un modo per dimostrare l’affetto che nutro verso questa comunità che mi ha dato tanto, innanzitutto una famiglia adorabile, e che non riuscirò mai a ricambiare; è il desiderio di creare periodi di coinvolgimento per i ragazzi e per i giovani che in questo modo riescono a stare lontani da cattive strade”.

Carnevale Corsano 2

Qual è il soggetto del tuo carro di quest’anno? “‘… altrimenti ci arrabbiamo! Altro che crisi!’; forse il titolo dice già qualcosa. Descrizione ufficiale – La Grecia Brucia, l’Italia inizia a bruciare e tutto con la scusa del debito ‘sovrano’ e della crisi. La verità è che a governare il mondo sono i cosiddetti ‘poteri forti’, quelli delle banche e della grande finanza rappresentata dal mostro mitologico HIDRA (il drago a sette teste quasi impossibile da abbattere). Sono loro i veri responsabili dei debiti delle Nazioni. Ogni testa porta il nome di un potere forte: Goldman Sachs, Bilderberg group, Commissione Trilaterale, Wall Street, BCE – Banca Centrale europea, FMI – Fondo monetario Internazionale. Su tutto campeggia il terribile mostro dello Spread che ci viene mostrato come lo spauracchio da controllare. Al centro del carro, l’immagine di un’Italia sofferente che brucia avvolta completamente e conquistata da poteri forti, che viene derubata giorno dopo giorno delle sue bellezze, prima tra tutte la Democrazia così duramente conquistata dai nostri padri. Ma niente paura! A tirare il ‘carro’ c’è la super woman tedesca Angela Merkel che ormai detta legge in Europa, mentre in Italia è stato imposto come suo ‘cagnolino’ Mario Monti, per attuare le misure impopolari volute dalla troika: BCE, UE e FMI, infatti nella sua valigetta porta tasse e quant’altro che peseranno sulle famiglie italiane, taglieggiate da Equitalia, incaricata della riscossione e con sempre più potere coercitivo. Ma il messaggio del carro vuole essere anche un monito contro chi sta tentando di distruggere la democrazia e di impoverire la gente: è così che campeggia su tutto la grande maschera di ‘V per Vendetta’, diventata simbolo di tutti gli ‘Indignati’ che protestano nel mondo contro lo strapotere della finanza… Insomma, ‘il popolo non dovrebbe temere il proprio governo, sono i governi che dovrebbero temere il popolo’. Sul carro non poteva l’omaggio al 30° anniversario del nostro Carnevale con una bella torta e una grande bottiglia di spumante”. In quanti ci avete lavorato e per quanto tempo? Quali sacrifici ha comportato? “Ho iniziato il carro da solo coi miei figli Andrea e Pierluigi e mia moglie Antonella a metà novembre e ci abbiamo lavorato per circa un mese così… era un po’ demoralizzante. Poi si sono aggiunti gruppi di ragazzi e nell’ultimo mese un bel gruppo di amici vecchi e nuovi (Biagio di Roma, Biagio e Luigi Bisanti, Floriano, Biagio elettrauto, Vito Rizzo, Gianni Fiusco, Gianfranco Ecclesie, Antonio Chiarello, Adriano Riso, Donatello Carrozza, Alessio Cicogna – ci chiamiamo così) che hanno messo a disposizione le loro competenze e conoscenze professionali e hobbistiche, e tanti ragazzi, tra cui i più assidui sono Flavia, Vincenzo 1 e 2, Flo, Biagio, Antonio, Vito, Giovanna, Roberto. Ovviamente essendo il referente principale del carro sono io a trascorrere la maggior parte del tempo nel capannone arrivando a lavorarci anche 18 ore. Per tutti gli altri si va su una media di cinque – sei ore al giorno, tutti i giorni, festività comprese”.

Carnevale Corsano 3

Sembra che l'attenzione rivolta al Carnevale stia andando via via scemando; condividi questo pensiero? che cosa dovrebbero fare le istituzioni per mantenere viva questa tradizione che nel Salento ha un passato glorioso? “Iniziative come il Carnevale si basano sul volontariato puro ed hanno una funzione sociale importantissima, oltre che turistica per il territorio; basta pensare che per almeno tre mesi, 150 tra ragazzi e ragazze e giovani vengono coinvolti togliendoli dalla strada e dalle possibili devianze, centinaia di altre persone sono impegnate nella realizzazione dei gruppi mascherati. L’economia si rivitalizza con gli esercizi commerciali (ferramenta, mercerie, salumerie, tessuti, bar, trattorie). Sicuramente non sono numeri da finanziaria, ma ossigeno per un paese di 6mila abitanti e negli anni in cui il Carnevale è mancato, lo si è notato abbastanza. C’è poi da considerare un possibile indotto che si potrebbe creare intorno al Carnevale con l’utilizzo dalla cartapesta nelle scenografia, nell’oggettistica, nella possibilità di ricercare finanziamenti europei e creare un circuito virtuoso e, perché no, immaginare un piccolo museo del Carnevale, che sicuramente sarà motivo di attrazione per i turisti. Anni fa ho proposto e abbiamo realizzato il Carnevale estivo… fu un successo ed eravamo tra i primi in Italia; Corsano fu invasa da turisti”. Tanta preparazione e poi, tra non molto, il Carnevale sarà già passato. Ne vale la pena? “Vale sempre la pena realizzare dei sogni, se poi quei sogni si realizzano insieme ad amici e tanti ragazzi è stupendo”. Ci puoi dire velocemente come si realizza un carro? “La tecnica della calpesta di Corsano è particolare, perché non si fa utilizzo di stampi in gesso, quindi bisogna avere la capacità di intravedere già nelle strutture in ferro i caratteri somatici e all’occasione le somiglianze con i personaggi che si intendono realizzare; la creta la si può correggere, il ferro, una volta elaborato no. Quindi si parte da un’idea che permette di individuare le strutture portanti sul carrello, a parte si modellano le figure in ferro che vengono poi rivestite di rete metallica che verrà rivestita con carta secca e si passa quindi all’applicazione dei fogli di carta imbevuti di colla rigorosamente ecologica (acqua e farina); la verniciatura è la parte finale”. Bene, prendiamo appunti. L'hanno prossimo, magari, Cesario avrà dei “concorrenti” in più.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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