Didattica a Borgo San Nicola. Bellanova denuncia i disagi

Roma. L’interrogazione della parlamentare del Pd, sulla base delle segnalazioni degli stessi docenti

ROMA – Le aule scolastiche messe a disposizione dall’istituto penitenziario di Borgo San Nicola non permetterebbero un sereno svolgimento delle attività didattiche per i detenuti. La deputata salentina del Pd Teresa Bellanova ha così inviato in’interrogazione parlamentare ai ministri della Giustizia e dell’Istruzione per metterli al corrente dei disagi e chiedere interventi per risolverli. Secondo quanto denunciato dagli stessi docenti e riportato nell'interrogazione “le aule scolastiche a disposizione della struttura penitenziaria non permettono un sereno e salubre svolgimento delle attività didattiche poiché sono prive di un adeguato sistema di riscaldamento”. Ciò fa sì che “circa 300 studenti/detenuti partecipano alle lezioni, esercitando il loro diritto alla rieducazione, in ambienti insalubri, per il persistente freddo e umido che minaccia la loro salute e quella degli insegnanti. Nei periodi di freddo intenso, il rischio di bronchiti e di polmoniti è molto alto. Nelle giornate più rigide, come quelle che stiamo attraversando, molti detenuti preferiscono rimanere in cella e non partecipare alle attività didattiche con prevedibili ripercussioni sui risultati di apprendimento”. “Gli insegnanti” si legge ancora nell'interrogazione “si alternano nelle classi semivuote, continuando ad insegnare ai pochi detenuti presenti che nonostante le avverse condizioni climatiche presenziano pur di acquisire ciò che non hanno potuto o avuto la possibilità di ottenere da uomini liberi e cioè un po’ di cultura che avrebbe, forse, indirizzato meglio le loro scelte di vita”. “Le persone, seppur in regime di reclusione” afferma la Bellanova “continuano ad essere membri della società, lo stato di reclusione non sospende né lo status di cittadino né quello di individuo. Mantenere queste persone all'interno della dinamiche che sono proprie della società, quali ad esempio l’educazione scolastica, l’interazione con soggetti che non siano membri esclusivi del sistema carcerario, potrebbe facilitare il reinserimento sociale completo, dell'individuo stesso”. La Deputata del PD conclude, quindi, chiedendo “che cosa i Ministri intendano fare per ripristinare, in questo contesto, i dettami sanciti nella Costituzione Italiana e consentire, dunque, sia ai detenuti di poter esercitare il loro diritto all’istruzione ed alla rieducazione che agli insegnati di svolgere il proprio compito, con un regolare adempimento dell’attività didattica, in ambienti igienicamente idonei e salubri”. Ecco il testo dell’interrogazione. INTERROGAZIONE a risposta in Commissione BELLANOVA – Al Ministro della Giustizia, al Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Per sapere – premesso che: – la Costituzione Italiana e la Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, fermo restando il principio dell’espiazione della pena da parte del soggetto che ha deviato non rispettando le norme, sottolineano l’importanza del recupero e della reintegrazione nel contesto sociale del reo; – l’art. 27 della Costituzione Italiana sancisce che le pene “devono tendere alla rieducazione del condannato”; – le persone, seppur in regime di reclusione continuano ad essere membri della società, lo stato di reclusione non sospende né lo status di cittadino né quello di individuo. Mantenere queste persone all'interno della dinamiche che sono proprie della società, quali ad esempio l’educazione scolastica, l’interazione con soggetti che non siano membri esclusivi del sistema carcerario, potrebbe facilitare il reinserimento sociale completo, dell'individuo stesso; – i docenti che operano presso il Carcere di Borgo San Nicola a Lecce con una missiva protocollata il 07/02/2012 hanno scritto alla Dirigente Responsabile dell’Ufficio X Ambito Territoriale – MIUR, prof..ssa Marcella Rucco, per informarla della situazione didattica all’interno della struttura carceraria, non più sostenibile; – nella fattispecie, presso la struttura carceraria sopra citata, nell’ambito dell’attività didattica in favore dei detenuti sono presenti n. 5 classi di alfabetizzazione primaria, n. 6 classi di scuola media, che fanno capo al CTP, presso la S.S.S. di I Grado “D. Alighieri” di Lecce e 12 n. classi di scuola superiore, che fanno riferimento all’I.T.C. “Olivetti” di Lecce; – circa 300 studenti/detenuti partecipano alle lezioni, esercitando il loro diritto alla rieducazione, ciò in ambienti insalubri, per il persistente freddo e umido che minaccia la loro salute e quella degli insegnanti; – nei periodi di freddo intenso, il rischio di bronchiti e di polmoniti è molto alto. Nelle giornate più rigide, come quelle che stiamo attraversando, molti detenuti preferiscono rimanere in cella e non partecipare alle attività didattiche con prevedibili ripercussioni sui risultati di apprendimento; – gli insegnanti dovendo comunque svolgere la propria attività si alternano nelle classi semivuote, continuando ad insegnare ai pochi detenuti presenti che nonostante le avverse condizioni climatiche presenziano pur di acquisire ciò che non hanno potuto o avuto la possibilità di ottenere da uomini liberi e cioè un po’ di cultura che avrebbe, forse, indirizzato meglio le loro scelte di vita; – le aule scolastiche a disposizione della struttura penitenziaria non permettono un sereno e salubre svolgimento delle attività didattiche poiché sono prive di un adeguato sistema di riscaldamento; – i locali messi a disposizione dalla direzione del Carcere di Borgo San Nicola di Lecce non presentano i requisiti di salubrità per i luoghi di lavoro previsti dall’art. 63, comma 1, e art. 64, comma 1, lettera a) e dall’allegato IV, del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i, relativamente ai punti: a) 1.9.2.1. “La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori”; b) 1.9.2.2. “Nel giudizio sulla temperatura adeguata per i lavoratori si deve tener conto della influenza che possono esercitare sopra di essa il grado di umidità ed il movimento dell'aria concomitanti”; c)1.9.2.5. “Quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l'ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione”; – l’interrogante ha più volte posto, attraverso precedenti atti parlamentari, il più vasto problema dell’inadeguatezza della struttura carceraria leccese a contenere un numero di detenuti spropositato, si parla di circa 1304 reclusi presenti rispetto ad una capienza di 659 posti. Come pure si è ampiamente sottolineato che i detenuti vivono non solo in una condizione di sovraffollamento, ma in spazi angusti, in molti casi privi di norme igieniche adeguate ed inospitali; che cosa i Ministri, visto quanto sopra esposto, intendano fare per ripristinare, in questo contesto, i dettami sanciti nella Costituzione Italiana e consentire, dunque, sia ai detenuti di poter esercitare il loro diritto all’istruzione ed alla rieducazione ed agli insegnati di svolgere il proprio compito con un regolare adempimento dell’attività didattica in ambienti igienicamente idonei e salubri. Bellanova,

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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