Poste chiuse a Boncore. L’opposizione annuncia un’interrogazione

Nardò. Secondo i consiglieri Mellone e Maccagnano le responsabilità sono del sindaco Risi. “Stanzi i fondi per il rifacimento del solaio”

NARDO’ – La frazione di Nardò, Boncore, da alcuni giorni è senza ufficio postale. Il solaio, che da anni necessita di lavori di ristrutturazione, è a rischio crollo. Lo stabile, di proprietà comunale, versa in pessime condizioni e Poste italiane S.p.A. ha stabilito la chiusura senza fornire soluzioni alternative alle famiglie residenti. I consiglieri di Fli, Pippi Mellone, e di “Noi per Nardò”, Paolo Maccagnano, attribuiscono le responsabilità di quanto accaduto all’Amministrazione comunale. “Si tratta di rifare un solaio di 80 metri – dicono -. Possibile che il Comune, proprietario dell'immobile, già nel mese di febbraio, non abbia i fondi necessari a farlo? I neretini di Boncore da anni si sentono cittadini di serie B, raggirati ad ogni campagna elettorale, con promesse roboanti. L'essere cittadini al pari degli altri passa anche dalle ‘piccole’ cose. Questa della posta è una battaglia simbolica e proprio per questo importante. Non è possibile fare 25 km per pagare una bolletta o ritirare la pensione”. L'opposizione presenterà dunque un'interrogazione consiliare per chiedere al sindaco di impegnarsi a risolvere la questione stanziando la somma necessaria per il rifacimento del solaio, come già fatto in passato per l'ufficio di Poste italiane di Santa Maria al Bagno.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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