Mafia albanese. In Puglia gestisce droga e prostituzione

 

Attive anche altre criminalità straniere organizzate come quella romena, nordafricana, sudamericana e dell’ex Urss

Sono gli stupefacenti (marijuana ed eroina) la fonte più importante di arricchimento per la criminalità organizzata albanese che agisce in Puglia. La droga giunge via mare dal Paese delle Aquile e viene stoccata nelle zone di Lecce e Brindisi per essere poi rivenduta sui mercati locali. I sequestri e gli arresti effettuati nel primo semestre del 2011, documentati dalla relazione della Direzione Investigativa Antimafia, indicano come siano proprio i porti a rappresentare un punto di accesso privilegiato per le sostanze stupefacenti. Nel mese di aprile, allo scalo di Bari, sono stati sequestrati 400 chili di marijuana. A Brindisi, nel maggio dello scorso anno, sono stati arrestati un autotrasportatore e un cittadino albanesi, entrambi con l’accusa di traffico internazionale di stupefacenti. Il primo trasportava sul suo tir, proveniente dall’Albania e giunto nel porto, 360 chili di erba, nascosta nel doppio fondo del veicolo. Il secondo, che arrivava da Valona, aveva 18 chili in auto. “La capacità di importare via mare (…) con una certa continuità anche mediante i trasporti di linea e l’ottimo rapporto qualità/prezzo della droga fornita – si legge nella relazione – hanno contribuito all’ascesa di tali gruppi criminali”. Non solo droga, però. La mafia albanese agisce a largo raggio. Nello sfruttamento della prostituzione è anche coadiuvata da romeni e italiani. L’obiettivo è allargare il proprio bacino di affari e controllare determinate aree, anche entrando in conflitto con altre organizzazioni. Trend piuttosto elevati anche per i reati contro il patrimonio, i furti nelle abitazioni e le rapine ai danni di esercizi commerciali e istituti bancari. Nel complesso, le segnalazioni di attività delittuose a carico di cittadini albanesi in regione (anche in concorso con soggetti autoctoni) rappresentano il 2,3% (- 4,7% sul semestre precedente, dunque in calo) rispetto all’intero territorio nazionale. In testa la Lombardia con il 26,3%; seguono Friuli (15%) e Toscana (11,3%). In Puglia, però, operano anche altre criminalità straniere, tra cui quelle romena (3,3% del dato nazionale) e nordafricana (1,4%). Come nel semestre precedente, non risultano statistiche significative in merito a segnalazioni di reati di tipo associativo commessi da cittadini cinesi e nigeriani. Si registrano invece, sempre a differenza del 2° semestre 2010, attività delittuose da parte di cittadini proveniente dall’ex Urss (3,7%). Sono, infatti, di nazionalità ucraina e russa, alcuni scafisti dediti al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina anche sulle coste pugliesi. Nell’“Operazione Georgia”, le Forze dell’Ordine hanno arrestato a Oria (Brindisi) una cittadina georgiana e due italiani, responsabili di tratta di esseri umani, estorsione e associazione a delinquere. Anche la criminalità sudamericana, dapprima “invisibile” ha alzato il tiro. In Puglia, i reati associativi – con importazione di stupefacenti in primis – si attestano al 4,2%. Articoli correlati Puglia. Se a delinquere è lo straniero (7 settembre 2011)

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