'Patto di stabilità sforato. Casarano sull'orlo del baratro'

Casarano. Lo sforamento di 250mila euro del patto di stabilità avrebbe sorpreso anche la commissaria Ocello

I problemi per il Comune di Casarano non finiscono più. A una situazione già compromessa a causa dell’enorme debito, ci mancava anche il mancato rispetto degli obiettivi del Patto di Stabilità. Lo sforamento, al 31 dicembre scorso, è di 250.000 euro, uno squilibrio notevole che avrebbe sorpreso anche il Commissario prefettizio, Erminia Ocello. La clamorosa notizia, che non ha ancora il timbro dell’ufficialità, è stata annunciata ieri dal Pdl nel corso di una conferenza stampa condotta dal capogruppo uscente Giampiero Marrella. L’esponente del centrodestra cittadino ha chiamato alle responsabilità la precedente amministrazione civica, ma anche le due gestioni commissariali e i revisori dei conti. In un mare di debiti e senza la possibilità di accendere mutui. Potrebbe essere questa la situazione del Comune di Casarano che vive la più drammatica crisi finanziaria della sua storia. Se lo sforamento del Patto di Stabilità dovesse essere certificato, le conseguenze potrebbero essere nefaste: nessuna possibilità di accedere a mutui, mettendo a serio rischio quei progetti dove è prevista una quota di finanziamento comunale; aumento automatico dell’addizionale comunale dell’Irpef dello 0,30%; blocco delle assunzioni, anche di personale che transita da altri enti. E, infatti, potrebbero saltare le collaborazioni già concordate con i comuni di Melissano e Specchia. Bisogna domandarsi come mai, in meno di un anno, con la gestione commissariale la situazione finanziaria invece di migliorare è obiettivamente peggiorata. Se l’è chiesto anche il rappresentante del Pdl durante la conferenza stampa. «Non si è mai visto una tale situazione in una gestione commissariale – ha affermato Marrella – in genere queste reggenze sono più accorte. Ma bisogna anche chiedersi – aggiunge l’ex capogruppo – se siamo arrivati a tanto con il commissario prefettizio, quanto saremmo arrivati se fosse continuata l’amministrazione del duo De Masi-Fersino?». Marrella chiama alle responsabilità anche i sub commissari prefettizi e i revisori dei conti. «Dove stavano i revisori dei conti? – si domanda l’esponente Pdl – sono tenuti a verificare, controllare e segnalare eventuali anomalie, ma in questa occasione pare che si siano fidati della relazione del responsabile dei servizi finanziari. Inoltre, continua Marrella, perché i sub-commissari non hanno monitorato sul corretto svolgimento di tutte le funzioni, mettendo nelle condizioni il commissario prefettizio di ben operare?». “Perché, spiega Marrella, se il commissario stava procedendo nella riorganizzazione degli uffici, stringendo accordi di collaborazione con due Comuni per dislocare presso gli uffici tecnici di Casarano, due dirigenti, significa che agiva nella consapevolezza di poterlo fare. E che la sua azione è partita da presupposti sbagliati e relazioni sbagliate”. Nelle relazioni redatte dai revisori dei conti nell'ottobre e nel novembre scorso, Marrella sottolinea come i revisori abbiano specificatamente scritto che dalle relazioni dei responsabili dei servizi finanziari risulta che i conti rispettano il patto di stabilità, di fatto derogando agli uffici comunali i compiti di monitoraggio sui parametri da rispettare. Poi l'esponente del Pdl scende nel dettaglio e va ad analizzare alcune voci di bilancio che avrebbero fatto sforare il 'patto: 90mila eruo per premi ai dipendenti, 30mila euro per il rimborso degli oneri di urbanizzazione. Quest'ultimo dato, molto grave, significa che gli uffici tecnici, ormai paralizzati, non rilasciando permessi a costruire, sono poi obbligati a restituire gli oneri di urbanizzazione anticipati dai cittadini: da un a parte quindi si bloccano le entrate (gli oneri, appunto), dall'altra si aumentano le uscite. E il patto sfora. Infine Marrella aggiunge che “questa mia analisi è la risposta alle polemiche dei giorni scorsi innescate da Francesca Fersino: perché il Pdl non accetta né primarie né confronti con chi è artefice di un tale disastro”. In attesa che il mancato rispetto degli obiettivi del Patto di Stabilità venga confermato, bisogna solo aggiungere che non è la prima volta che Palazzo dei Domenicani si trova in questa situazione. E’ già successo con il bilancio del 2006 (amministrazione Venuti; Caputo assessore al Bilancio) quando la Corte dei Conti certificò uno sforamento di ben 700.000 euro. La contestazione dell'autorità competente alla vigilanza sui bilanci comunali riguardava la spesa relativa al servizio di spazzatura e, in particolare, il trasferimento delle somme dal Comune all'Ato, l'autorità di bacino che gestisce i servizi ambientali.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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