Esclusioni ed accoglienze. ‘Piccoli profughi’ a Nardò

Nardò. Alla Stazione Ics, la presentazione del libro di Alessandro Santoro ed Edison Duraj

NARDO’ – Raccontare esclusioni ed accoglienze per non dimenticarle. Lo fa il libro “Piccoli Profughi. Narrazioni di esclusioni e accoglienze”, firmato da Alessandro Santoro, insegnante precario e regista votato al teatro sociale, e Edison Duraj, piccolo profugo albanese, sbarcato a bordo di un gommone sulle coste del Salento a nove anni. Il volume sarà presentato oggi alle 18.30 alla Stazione Ics in via Sindaco Manieri, dagli stessi autori, alla presenza di Marcello Risi, sindaco di Nardò, Paola Martino, dell’associazione Oistros, e di Monica Genesin, docente di Letteratura albanese dell’Università del Salento. La presentazione fa sosta alla Stazione Ics, che rappresenta per Nardò il punto di partenza e di transito per una nuova stagione culturale e che sembra il luogo ideale per accogliere le due voci che dialogano per dodici capitoli i cui titoli sembrano ispirati a quelli del Don Chisciotte di Cervantes. Come nel testo cervantiano, anche in “Piccoli Profughi” le storie dei protagonisti si aprono per far entrare narrazioni di altri autori; persone coinvolte nelle vicende di Edison e Alessandro, ma anche protagonisti d’interventi culturali o sociali che hanno inciso profondamente sul destino del Salento. La nuova casa editrice Oistros è nata per rendere leggibili le tracce del lavoro dell’Oistros nel teatro, nel processo d’integrazione dei diversi, nella riscoperta delle culture del territorio. Il gruppo fondato da Gino Santoro, su sollecitazione di Sandro D’Amico e con la guida di Giorgio Pressburger, oltre 40 anni fa, ha svolto in questi anni un prezioso lavoro di raccordo tra la ricerca accademica e il lavoro sul campo. Basti pensare al progetto “Teatro in un territorio senza teatro” realizzato insieme all’Odin Teatret a Carpignano Salentino da giugno a ottobre del 1974 o a “Il ragno del dio che danza” da aprile a ottobre del 1981. Oistros Edizioni è il frutto della collaborazione tra Antonio Rollo, artista del computer, Alessandro Santoro, regista teatrale ed insegnante precario e Martin Petrič, disegnatore e tipografo sloveno. Insieme lavorano sulla responsabilità sociale della comunicazione attraverso la diffusione di storie e ricerche in forma di libro stampato e libro digitale.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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