Dia: ‘i clan collaborano tra loro’

Lecce. I clan si spartiscono il mercato di droga ed estorsione, senza entrare in contrasto. La Dia pubblica i dati del primo semestre 2011

LECCE – Sono le dinamiche di riorganizzazione interna, l’attivismo delle giovani leve e il riposizionamento operativo dei sodalizi a delineare il contesto criminale pugliese nel primo semestre del 2011. Lo rivela l’ultima relazione della Direzione Investigativa Antimafia, recentemente pubblicata, che individua il tentativo di occupazione di importanti segmenti del mercato da parte di gruppi poco strutturati, ma capaci di agire con modalità gangheristiche. Nella provincia di Lecce, invece, gli equilibri della criminalità sono rimasti essenzialmente immutati: le organizzazioni – forse sulla base di un accordo di convivenza – continuano a dividersi il mercato della droga e delle estorsioni. Non si riscontrano, infatti, segnali di conflittualità. Piuttosto netta è invece la pressione criminale sul territorio generata dai reati “spia” estorsivi: danneggiamenti a seguito di incendi (contro autovetture o locali per attività commerciali di artigiani, operai e piccoli imprenditori) che si verificano soprattutto nella città capoluogo. Preoccupante anche l’elevata disponibilità di armi, da parte della criminalità organizzata, soprattutto in provincia. Nello specifico, nel tempo preso in esame, sono state sequestrate 9 pistole, 5 fucili, 3 bombe artigianali e numerose cartucce. Cinque le persone finite in cella. Notevole, inoltre, il numero di rapine (+ 57 rispetto al semestre precedente). In allegato, un grafico con i delitti commessi (raffronto 2° sem. 2010 – 1° sem. 2011) Delitti Tra le attività di contrasto poste in essere dalle Forze dell’Ordine locali, la relazione ricorda il sequestro di beni immobili e somme di denaro, avvenuto il 21 marzo 2011, e riconducibili a un personaggio arrestato nell’ambito dell’Operazione “Helmas” (con lui, finirono in cella altre 48 persone della Scu, affiliate al clan Lezzi). Nello stesso giorno, si menziona l’arresto di 3 persone, sodali del clan Padovano di Gallipoli, accusate di aver estorto, con modalità mafiose (tra il 2007 e il 2010), denaro e altre utilità ai commercianti del luogo. Del mese successivo (20 aprile) è l’Operazione “Sunset” che si conclude con la custodia cautelare in carcere di 15 persone per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento di immigrazione clandestina, riduzione in schiavitù ed estorsione aggravata di extracomunitari impiegati nel settore fotovoltaico e costretti a turni di lavoro massacranti. Il 7 maggio, invece, nell’ambito dell’ Operazione “Bamba”, le Forze dell’Ordine arrestano 24 persone per traffico, detenzione e spacci di stupefacenti e per l’introduzione, in territorio italiano, direttamente dalla Svizzera, di armi da fuoco e munizioni, destinate al compimento di un omicidio. Tre giorni dopo, infine, con l’ Operazione “Coriolano” finiscono in carcere 9 soggetti, con l’accusa di associazione a delinquere per il traffico di droga, concorso in estorsione, danneggiamento aggravati e porto illegale di ordigni esplosivi. Il sodalizio criminale agiva prevalentemente a Corigliano d’Otranto e si finanziava mediante il prelievo estorsivo. I proventi erano reinvestiti nel mercato della droga. Un’ultima nota è dedicata all’immigrazione clandestina lungo le coste salentine. Nel corso di varie operazioni, sono state arrestati dieci scafisti, sequestrate 7 imbarcazioni e rintracciati 796 clandestini (- 204 rispetto al semestre precedente) provenienti soprattutto da Afghanistan e Iraq. Articoli correlati Dia: Lecce nel mirino dei clan (11 agosto 2011)

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