Raccolta differenziata, Fli punta al porta a porta spinta

Lecce. La differenziata a Lecce non decolla. La proposta di Fli

Lecce. La differenziata è inchiodata al 14%. Non decolla. “Continuare a conferire i rifiuti nei cassonetti non aiuta di certo a raggiungere il livello minimo di differenziata del 30-40%. E, purtroppo, tutto ciò si riverbererà sui cittadini con l’aumento della Tarsu”: è l’idea di Fli, che analizza la situazione della raccolta rifiuti nella città barocca. “Lecce con il suo risicato 14% farebbe bene a puntare su un sistema di porta a porta spinto – dice Bernardo Monticelli Componente Direttivo Fli di Lecce – unico modo di raccolta e conferimento dei rifiuti, che agevola realmente la propensione a differenziare, dal momento che i cassonetti disincentivano a fare ciò. Basterebbe un po’ più di coraggio, un po’ più di organizzazione e, soprattutto, maggiore programmazione. Lecce, tra l’altro, in quanto città d’arte, sarebbe anche avvantaggiata per quel che riguarda l’impatto estetico, poiché, molto spesso, i cassonetti deturpano la fruizione di beni artistici e monumentali. La famosa soglia del 30-40% non è qualcosa che si raggiunge dall’oggi al domani accendendo o spegnendo l’interruttore di qualche ordinanza deterrente. La cittadinanza va coinvolta e, soprattutto, vanno condivise con essa le politiche ambientali, in special modo quelle che riguardano la gestione dei rifiuti. Tra l’altro, l’impatto economico delle politiche che incentivano la differenziata può rappresentare uno stimolo al cambio di modelli comportamentali non più sostenibili ai giorni nostri”. “Aspettare che giunga il fatidico 2013 – conclude Monticelli – e rendersi complici della stangata ai cittadini può essere ulteriormente dannoso per tante famiglie della città che non possono sobbarcarsi esborsi aggiuntivi”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!