Lavoro irregolare. Controlli, e multe, a tappeto

Lecce. Scoperti 15 dipendenti in nero in edilizia e commercio. Condizioni lavorative al ‘limite’ in un canile

LECCE – Condizioni lavorative irregolari ed al limite della resistenza fisica. 15 dipendenti in “nero” e multe per centinaia di migliaia di euro. Le operazioni condotte nei dieci giorni appena trascorsi del Nucleo Ispettorato del Lavoro hanno colpito nel segno, portando alla luce situazioni di irregolarità lavorativa compiute su vari fronti. Gli interventi hanno interessato l’intero territorio provinciale ed hanno riguardato principalmente edilizia e commercio, ovvero i settori in cui statisticamente è maggiore l’incidenza delle irregolarità. Nove in tutto i cantieri edili e gli esercizi commerciali ispezionati sotto il coordinamento di Virginio Villanova, direttore territoriale del Lavoro di Lecce, nei Comuni di Sannicola, Lizzanello, Taviano, Scorrano, Vernole e Ruffano. 12 i lavoratori in nero identificati nel corso dell’operazione; cinque le attività sospese per la presenza di lavoratori in nero in percentuale superiore al 20% di quello regolarmente occupato. Per alcune ditte la percentuale di nero accertata è stata del 100%. Al termine dei controlli, i carabinieri hanno notificato 41 sanzioni amministrative notificate per un importo complessivo di 22.645 euro. L’intervento dei militari ha permesso di regolarizzare le posizioni lavorative degli operai che altrimenti avrebbero continuato a lavorare senza alcuna garanzia previdenziale, assistenziale e antinfortunistica. Ma l’attività del Nil non si è esaurita con questi interventi. A seguito di alcune denunce e segnalazioni pervenute all’ufficio, i militari hanno condotto un approfondito controllo della posizione lavorativa del personale occupato presso un grosso canile operante in un Comune salentino, nel quale sono state riscontrate gravi e ripetute irregolarità. E’ stata esaminata, in particolare, la posizione di due dipendenti, marito e moglie, che avevano accettato di risultare volontari per più di cinque anni, ricevendo in cambio una retribuzione mensile di 500 euro a testa, sotto forma di rimborso spese. Per tutto il periodo in esame, inoltre, i lavoratori non avevano mai usufruito di ferie né di riposi settimanali, non avendo la possibilità di delegare ad altri le cure degli animali. Un altro dipendente del canile, anche lui senza riposo settimanale, aveva ottenuto qualche giorno di pausa dal lavoro, solo dopo aver presentato le proprie dimissioni. A conti fatti, sono risultati 4.484 i giorni lavorativi nei quali i tre dipendenti sono stati occupati “in nero”; al titolare del canile sono state notificate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 164.910 euro, per violazione delle norme sul collocamento ordinario, tenuta dei libri obbligatori, busta paga, ferie, festività e riposi non concessi. Recuperati inoltre contributi previdenziali ed assistenziali evasi per un importo di 37.500 euro.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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