Regionale invaso dai liquami. Trenitalia smentisce

Bari. La nota ufficiale della compagnia: “I clienti riconoscono l’aumentata pulizia”

BARI – Nessun treno regionale avrebbe viaggiato da Lecce a Foggia in emergenza sanitaria. Lo ha reso noto con nota ufficiale la stessa Trenitalia che ha dichiarato che “non corrisponde a verità la notizia, diffusa da alcuni media locali, che un treno regionale sia stato fermato per ‘emergenza sanitaria’ perché ‘invaso dai liquami’”. “In realtà l’episodio a cui si fa riferimento – si legge nella nota – riguarda il treno regionale 12605 Bari–Lecce che ha viaggiato con alcuni bagni chiusi e fuori servizio; in un caso il guasto era stato provocato da un utilizzo improprio dei servizi. La scelta di far circolare il treno, pur con l’indisponibilità di una parte dei bagni, è stata preferita alla cancellazione della corsa e non ha determinato particolari inconvenienti alla clientela. Il treno, contrariamente a quanto scritto, ha effettuato un’ulteriore corsa fino a Bari, dove è stato inviato all’Impianto di manutenzione. Grande attenzione – conclude la nota – è prestata dalla Direzione regionale Puglia di Trenitalia al tema della pulizia, che i clienti riconoscono migliorata è valutano con un gradimento superiore di 3,8 punti percentuali alla media nazionale”. Diamo conto delle precisazioni da parte di Trenitalia. Tuttavia, che il treno in questione non fosse il Lecce-Foggia ma il Bari-Lecce, fa poca differenza. Resta comunque il fatto che il convoglio abbia viaggiato con i bagni chiusi e fuori servizio, così come ammesso dalla stessa compagnia ferroviaria. Inoltre l’espressione di “regionale invaso dai liquami” è stata usata in una nota ufficiale da parte dei consiglieri regionali del Pdl salentino che lamentavano scarsa attenzione al Mezzogiorno da parte delle Ferrovie dello Stato. 18 gennaio 2012 Regionale Lecce-Foggia invaso dai liquami, la denuncia del Pdl LECCE – E’ l’ennesimo episodio del genere accaduto su un treno regionale. Due giorni fa il Lecce-Foggia ha viaggiato invaso dai liquami. Le ispezioni effettuate dalla Asl hanno poi stabilito che il convoglio era impraticabile, decretando l’emergenza sanitaria. “Il Presidente Nichi Vendola faccia sentire la voce unica della Puglia a Roma”, hanno commentato i consiglieri regionali salentini del centrodestra, Rocco Palese, Antonio Barba, Andrea Caroppo, Erio Congedo, Roberto Marti e Mario Vadrucci, stigmatizzando l’accaduto. “E’ vergognoso – hanno detto – che in Puglia arrivino pochi treni, con tariffe più care e pure invasi dai liquami. Le proteste, le rivendicazioni, le rivolte sono il minimo che la popolazione pugliese e meridionale può mettere in atto, ma ciò che occorre è che le istituzioni, quindi in primis la Regione Puglia e le altre Regioni meridionali interessate, costringano Trenitalia a sedersi ad un tavolo di trattativa seria: oltre a spiegarci perché i viaggiatori pugliesi sono trattati come bestie, Trenitalia deve garantire tariffe eque e servizi quantomeno decenti. E il Governo Monti deve pretendere che Trenitalia onori il suo contratto di servizio o, nel caso, che questo contratto venga rivisto includendo servizi dignitosi per i viaggiatori pugliesi e meridionali e, comunque, non inferiori ai servizi resi nel resto d’Italia”. Intanto Vendola ieri ha preso parte all’incontro a Roma tra i presidenti delle regioni del Mezzogiorno e il Presidente del Consiglio Mario Monti accompagnato dai Ministri Clini, Passera, Barca e Profumosulle politiche di tagli previste da Trenitalia. “Non è più il tempo dell’attesa – ha dichiarato al termine della riunione -. Il Governo deve intervenire immediatamente e con urgenza, chiedendo un significativo cambio di rotta nelle politiche industriali di Trenitalia. Solo attraverso un atto concreto di riequilibrio e riprogrammazione territoriale tra nord e sud, si può sedare quell’inquietudine sociale che è pronta a reazioni ben più forti di quelle alle quali abbiamo assistito in quest’ultimo mese”. “Lo scempio perpetrato da Trenitalia nell’ultimo mese azzerando il diritto alla mobilità dei cittadini della Puglia, tagliando i treni a lunga percorrenza e dividendo nettamente in due l’Italia marginalizzando sempre di più il sud – ha aggiunto – ha fatto da detonatore ad un malessere diffuso e sotterraneo in un momento molto complesso per la vita del paese, laddove assistiamo alla nascita dei nuovi poveri, fenomeno legato alla crescita della povertà non solo dei tradizionali ceti disagiati ma anche e soprattutto dei ceti medi. In questa situazione il governo deve intervenire immediatamente in quanto proprietario sia delle reti che delle società di servizi”. Qui tutta la questione relativa ai tagli Trenitalia

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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