Filobus. Sansonetti: 'Valutiamo costi e benefici'

Lecce. La candidata dell'Idv propone un approccio razionale alla questione: calcolare la reale convenienza per il Comune, poi decidere se cancellare il servizio

Di Sabrina Sansonetti* LECCE – Il filobus è uno sfregio alla città. Una ferita fisica e morale che i leccesi non riusciranno facilmente a perdonare. Da manager sostengo però la necessità di affrontare ogni problema con il necessario sangue freddo e la necessaria razionalità, senza lasciarsi andare a frasi ad effetto e facili slogan. Credo nella necessità di eseguire un'accorta analisi di costi e benefici, prima di stabilire se si tratti di un’opera che arrecherà danno o beneficio alle tasche del Comune già sull’orlo del dissesto finanziario. Pertanto, se al termine dell’analisi, il servizio sarà risultato in grado di sostenere i suoi costi di gestione, non sarà pensabile la rimozione dell'opera. Se invece, come temo, la messa in funzione del filobus provocherà un ulteriore danno ai conti, si dovrà necessariamente provvedere alla sua rapida dismissione. E, a quel punto, che fine faranno i tanto criticati pali? Quelli sui viali potrebbero essere sostituiti con quelli dell'illuminazione oramai vecchi di 40 anni, come peraltro previsto dal Piano; quelli nei pressi degli incroci e delle rotatorie andrebbero eliminati. E rimossi tutti i fili e gli armamenti. Con riferimento all’effettivo uso dei trasporti pubblici da parte dei leccesi, già solo considerando i dati diffusi dalla società Sgm attraverso il proprio sito, si evince che nella città di Lecce in un anno si contano circa 1.075.000 utenti distribuiti sulle 26 linee di bus urbani, con una media di 113 utenti al giorno per ogni linea. Considerando che i filobus sostituirà solo tre linee si può ipotizzare un flusso di 339 utenti al giorno, decisamente al di sotto della soglia di equilibrio economico di 13.500 utenti al giorno che è il numero da raggiungere per pareggiare i conti. Naturalmente a questo squilibrio è necessario sopperire con mirate politiche di incentivo del trasporto pubblico che, però, vanno necessariamente proposte alla città solo dopo un effettivo miglioramento del servizio. Da parte mia, sono pronta a spendermi al massimo per incrementare l’utilizzo dei mezzi pubblici ed elaborare efficaci politiche che consentano ai cittadini ed alla città di trarre effettivo guadagno dall’adozione del filobus. Ma è impensabile un concreto pareggio dei conti se tali politiche non si inseriscono in un più generale ripensamento del sistema trasporti urbano. *candidata

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!