Cave ipogee. Si allarga l'area 'vincolata'

Cutrofiano. L’Autorità di bacino della Puglia ha esteso i confini delle aree considerate a rischio geomorfologico. Interventi edilizi solo a precise condizioni

CUTROFIANO – Si allarga, a Cutrofiano, il perimetro dei territori considerati a pericolosità geomorfologica elevata e molto elevata. Diventano, pertanto, più severi i vincoli imposti agli interventi edilizi sulle aree che rientrano nella nuova perimetrazione. (nella cartina: in rosso le zone a pericolosità molto elevata; in rosa, quelle a pericolosità elevata; in giallo i confini del territorio di Cutrofiano) L’Autorità di Bacino della Puglia, lo scorso 11 gennaio ha pubblicato le nuove perimetrazioni del Piano di bacino stralcio per l'assetto idrogeologico (Pai), a seguito della delibera del Comitato Istituzionale del 20 dicembre 2011, che denunciava una seria pericolosità geomorfologica per la presenza delle cave ipogee nelle zone delimitate. I nuovi “confini” sono quelli già trasmessi dall’Autorità di Bacino al Comune di Cutrofiano in data 20 settembre 2010. La presenza di cave ipogee molto instabili, con il conseguente pericolo di crolli come già verificatisi nei dintorni, rende infatti molto pericolosi per il territorio e per le persone i cantieri di grande portata. Nelle aree che vengono classificate come a pericolosità geomorfologica “molto elevata” (P.G.3) ed “elevata” (P.G.2) non sono consentite nuove costruzioni, opere edilizie e di urbanizzazione, senza adeguato studio geologico e geotecnico. Nel complesso la superficie vincolata si estende per 795,23 ettari; di questi, 669,93 ettari vengono classificati come “a pericolosità geomorfologica molto elevata”; 125,30 ettari, come “a pericolosità elevata”. Stando ai nuovi perimetri, a Sud del centro abitato, un intero quartiere urbano diventa non edificabile senza le necessarie autorizzazioni ed i necessari limiti al tipo di intervento da effettuare; si tratta della zona che da via Collepasso passa per viale Costituzione fino ad arrivare oltre via Supersano.

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