Concussione. Il Riesame: ‘Liberi sindaco e capo dei vigili’

Lecce. Anata la misura dei domiciliari per Giuseppe Picci e Giovanni Anastasio

LECCE – Tornano liberi Giuseppe Picci e Giovanni Anastasio, rispettivamente sindaco e comandante della polizia municipale di Morciano di Leuca, arrestati lo scorso 13 dicembre con l'accusa di concussione. Il Tribunale del Riesame ieri ha anato la misura cautelare nei loro confronti. Gli arresti domiciliari erano stati disposti dal gip del Tribunale di Lecce, Annalisa De Benedictis, che ha poi rigettato l'istanza di revoca depositata dai legali dei due imputati, Giulio De Simone e Francesco Vergine. Nei prossimi giorni si conosceranno le motivazioni alla base del Riesame. Secondo l'accusa, Picci e Anastasio avrebbero cercato di costringere i gestori di un chiosco nella marina di Torre Vado a non produrre più crepes per agevolare il titolare di un'attività di vendita di crepes, sulla base di un accordo pre-elettorale risalente alle Amministrative del giugno 2009 (sostegno politico in cambio di un sostegno al lancio dell'attività). E per raggiungere il proprio obiettivo non avrebbero esitato a ricorrere a minacce e diffide verbali, ma anche a provvedimenti amministrativi, come la chiusura temporanea dell'esercizio e sanzioni per migliaia di euro relative a presunti abusi, poi anate dal Tar. I due indagati hanno sempre respinto le accuse. Nei loro confronti è stato sensibile l’appoggio dei concittadini. 14 dicembre 2011 Concussione. In arresto sindaco e comandante dei vigili MORCIANO DI LEUCA – Il Comune di Morciano di Leuca assiste senza parole al colpo di scena: il sindaco Giuseppe Picci, 44 anni avvocato, e il comandante della polizia municipale, Giovanni Anastasio, 53 anni, sono stati arrestati con l’accusa di concussione ed ora si trovano agli arresti domiciliari su ordinanza emessa della gip del Tribunale di Lecce Annalisa De Benedictis. Secondo le ricostruzioni dell’accusa, sindaco e comandante dei vigili avrebbero cercato di costringere i gestori di un chiosco nella marina di Torre Vado e non produrre più crepes per agevolare i titolare di un’attività di vendita di crepes, sulla base di un accordo pre-elettorale risalente alle Amministrative del giugno 2009 (sostegno politico in cambio di un sostegno al lancio dell’attività). Per riuscire nel proprio intento avrebbero in ogni modo scoraggiato l’esercizio della prima attività sia tramite minacce e diffide verbali, sia attraverso provvedimenti amministrativi, come la chiusura temporanea dell’esercizio e sanzioni per migliaia di euro relative a presunti abusi, poi anate dal Tar. A dare avvio alle indagini è stata la denuncia della titolare del chiosco. Gli indagati sono assistiti dall'avvocato Francesco Vergine.

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