Morte in carcere. Autopsia senza risposte

Nardò. L’esame non ha sciolto i dubbi sulle cause del decesso di Gregorio Durante. Si attendono le analisi istologiche e tossicologiche

NARDO' – Non ha sciolto i dubbi sulle cause del decesso l’autopsia eseguita ieri pomeriggio sul corpo di Gregorio Durante, il 34enne originario di Nardò, morto all'alba del 31 dicembre nel carcere di Trani, dove si trovava dall'aprile scorso, dopo essere stato trasferito dal penitenziario di Bari per l'eccessivo sovraffollamento. Non si conoscono tuttavia nel dettaglio i risultati dell’esame autoptico realizzato da parte dei consulenti nominati dalla Procura (i professori Biagio Solarino, Roberto Catanisi e Roberto Gagliano Candela) e anche dei consulenti di parte (il medico legale Vincenzo Garzya e il professor Luigi Specchio). Pare, ad ogni modo, che non abbia rivelato alcunché di nuovo. Sarà necessario, a questo punto, attendere il responso degli esami istologici e tossicologici, che dovranno chiarire il decesso del giovane possa attribuirsi al regime carcerario ed alla condizione di “isolamento” alla quale era stato costretto negli ultimi giorni, in quanto sospettato di simulare i malori. 3 gennaio 2012 Morto in cella, 14 indagati TRANI – Sono 14 le persone indagate per la morte, nel carcere di Trani, di Gregorio Durante, 34enne di Nardò, figlio di Pippi Durante, l’omicida di Renata Fonte, condannato all’ergastolo. 14 in tutto, tra il personale sanitario in servizio nel penitenziario nel periodo in cui è stato recluso l'uomo, il direttore dell'istituto e medici del reparto di Psichiatria dell'ospedale di Bisceglie dove il 34enne fu ricoverato e poi dimesso il 13 dicembre. Per tutti l’ipotesi di reato è di concorso in omicidio colposo. Gregorio Durante si trovava nel carcere di Trani da otto mesi. Stava finendo di scontare la pena di sei anni per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, lesioni e violazione della sorveglianza speciale. In due occasioni – una delle quali supportata da perizia medica – la famiglia aveva chiesto di commutare la pena in arresti domiciliari o detenzione in carcere per via delle condizioni di salute del giovane, in seguito ad una encefalite virale poi degenerata. L’autopsia sul corpo del 34enne è prevista per stamattina. 2 gennaio 2012 aggiornamento delle ore 14:00 Morto in carcere. Domani l'autopsia LECCE – L’autopsia sul corpo di Gregorio Durante, il 34enne originario di Nardò deceduto lo scorso 31 dicembre nel carcere di Trani si terrà domani e non oggi, come era stato inizialmente comunicato. Il conferimento dell'incarico al medico legale, Biagio Solarino, previsto per questa mattina, è slittato a domani per consentire al sostituto procuratore Luigi Scimè di notificare gli avvisi di garanzia agli indagati. La famiglia di Durante, assistita dall'avvocato Francesco Fasano, nominerà come consulenti di parte il dottor Vincenzo Garzya e il neurologo Luigi Specchio, docente dell'Università di Perugia che aveva in cura il 34enne. 2 gennaio 2012 Muore in carcere. La Procura apre un’inchiesta TRANI – E’ morto in cella, dove si trovava nonostante due istanze – una delle quali corredata di perizia medica – chiedessero di sottoporlo ai domiciliari o ad una detenzione in ospedale per via delle precarie condizioni di salute correlate ad una grave patologia, un’encefalite virale poi degenerata. L’altro ieri, attorno alle 6 del mattino, è stato trovato per terra, senza vita, Gregorio Durante, il 34enne, originario di Nardò, detenuto nell’istituto penitenziario di Trani. Gregorio Durante è il figlio di Pippi Durante, il boss che sta scontando l’ergastolo per l’omicidio di Renata Fonte nel 1984. Si trovava in carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga; aveva da scontare un residuo di tre anni di detenzione sul totale di sei anni che gli erano stati inflitti nell’ambito dell’operazione Taurus. In seguito al suo decesso ed alla denuncia dei genitori, la Procura di Trani ha aperto un’inchiesta per l’ipotesi di reato omicidio colposo a carico di sconosciuti. Più volte i familiari avevano chiesto la scarcerazione del giovane per motivi legati al suo stato di salute. Stando a quanto affermano, il 34enne sarebbe stato sottoposto a tre giorni di isolamento, con l'accusa di aver inscenato la propria patologia.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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