Vivibilità a Lecce. L’83esimo posto fa polemica

Lecce. Io Sud attacca Perrone che declina le responsabilità sulla Provincia. Lo studio de La Sapienza accende lo scontro politico

LECCE – Dopo quella del Sole 24 ore, che aveva relegato la provincia di Lecce in posizione numero 85 su 107, ecco arrivare una nuova classifica sulla qualità della vita nelle province italiane. Stavolta è a cura dell’Università La Sapienza di Roma ed è stata realizzata per conto di ItaliaOggi. Il risultato, per il Salento, è praticamente lo stesso: 83esimo gradino. Un dato che non dovrebbe far gioire, come ha fatto notare ieri il coordinamento cittadino di Io Sud. Eppure a Paolo Perrone, sindaco di Lecce, non sembra così negativo (del resto, anche Antonio Gabellone, presidente della Provincia, a dicembre era sembrato entusiasta del piazzamento). Il primo cittadino leccese si affretta a precisare che quella de La Sapienza è, intanto, una classifica provinciale e che se di demeriti si tratta, sono semmai da addebitare ad altri e non a lui. E poi confuta addirittura quei dati precisando che Lecce è sempre più spesso meta di visite di piacere o di lavoro e come chi, una volta partito, non vede l’ora di farvi ritorno. “Leggiamo con stupore la nota rilasciata dal Coordinamento Cittadino di Io Sud – ha detto il sindaco -. Non riusciamo francamente a comprendere a quali classifiche faccia riferimento visto che la graduatoria elaborata dall’Università La Sapienza di Roma e pubblicata da Italia Oggi sulla qualità della vita riguarda solo la provincia di Lecce. Le classifiche, insomma, si leggono attentamente e non si lasciano prestare a fuorvianti interpretazioni, così come erroneamente hanno fatto anche alcuni organi di stampa. E, ad ogni buon conto, al di là delle asettiche graduatorie, resta un aspetto incontrovertibile – ha aggiunto -: sono sempre di più i viaggiatori che a Lecce per lavoro o vacanza, vanno via col desiderio di tornare presto e, a volte, di rimanere qui. Vogliamo ripartire da questo dato per tenere alti i nostri orizzonti di crescita in una città che ha fatto della cultura, del turismo e, più in generale, del senso di accoglienza le sue armi vincenti”.

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