Ti chiedo la responsabilità

Casarano. A Babbo Natale Fernando Rizzello chiede un nuovo modello sociale, primo passo per un nuovo modello di sviluppo

Di Fernando Rizzello* CASARANO – Caro Babbo Natale, sei un vecchietto simpatico con la tua slitta e le tue renne, mi ha sempre affascinato la tua figura. Ma è da tempo ormai che per Natale le mie richieste le rivolgo a Gesù bambino, sicuro che i doni più belli vengano da Lui. Ho imparato a chiedere a Lui i regali per Natale perché ho scoperto una immensa disponibilità ad amare; perchè contemplandolo ho capito che la vita è un dono immenso e che a volte il dolore è parte dell’amore. Spero quindi che tu, Santa Claus, possa portare il mio desiderio di serenità per tutti a Colui del quale festeggiamo la nascita. Con questa lettera, caro Babbo Natale, non ho intenzione di chiederti alcun regalo, almeno non nel significato più usuale di questa parola. Nemmeno di farmi vincere alle prossime elezioni amministrative. Spero di riuscirci comunque, e sarà bello farlo insieme a tutte le persone che mi sono vicine. Vorrei piuttosto chiederti di donare a tutti, in particolar modo a chi è impegnato in politica, partendo dal sottoscritto, maggior senso di responsabilità. Il momento che viviamo è difficile. Anche nella nostra Casarano i cittadini sono esasperati perché i problemi reali sono tanti, dal lavoro che scarseggia, alle famiglie super-indebitate, dai bambini che non nascono più ai giovani senza prospettive, dagli imprenditori ai liberi professionisti in difficoltà. Da giovane impegnato in politica, spero che un maggior senso di responsabilità porti ad un nuovo modo di concepire la politica stessa, per affrancarci una volta per tutte dal clientelismo, dalla mercificazione e dalla consorteria del potere, affinché le Istituzioni siano autenticamente al servizio dei cittadini. Spero che, di fronte a questa crisi economica, riesca ad emergere un nuovo modello di sviluppo che prenda atto della necessità di superare quell’economia appiattita sul materialismo, sul consumismo e sul profitto come fine a se stesso; un modello di sviluppo che metta al centro la persona come protagonista e che persegua il traguardo del bene comune. Spero, inoltre, in un nuovo modello sociale che contestualizzi l’emergenza del lavoro nella scelta di fondo di una qualità della vita che sia innanzitutto in grado di auto-perpetuarsi. Un modello sociale che promuova la cultura della vita, che sostenga la natalità, la maternità, la famiglia naturale, ponendo un argine all’eccidio-suicidio demografico in atto. Un modello sociale che consenta ai giovani, in tutti i settori, di essere gli autentici “protagonisti del presente”, formati da un’educazione che li renda solidi, capaci di far sì che ciò che imparano e conoscono corrisponda ai valori non negoziabili in cui credono e si traduca nelle opere buone che realizzano. Giovani che affermino una scelta di vita più sobria e più sana, dove la felicità risieda nella dimensione dell’essere, piuttosto che dell’avere e dell’apparire. Caro Babbo Natale, vorrei che la mia lettera non restasse un semplice agglomerato di parole, per questo un tuo aiuto non guasterebbe: a Casarano, nel panorama politico, quel “senso di responsabilità”, da un po’ di tempo, scarseggia. Un bel po’ di sacchi pieni di “responsabilità” garantirebbero un futuro migliore alla mia città, chiunque sia a guidarla. *coordinatore provinciale “Io amo l’Italia” candidato sindaco di Casarano

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