Una nuova foresta ad ogni Natale

Maglie. Per Natale Oreste Caroppo, del Forum Ambiente e Salute, chiede una “rinascita arborea”: ripiantare l’albero di Natale dopo le feste

di Oreste Caroppo* MAGLIE – Io ritengo che sia una bellissima tradizione quella di comprare l'albero di Natale, ma solo se si comprano alberi o arbusti di specie autoctone della zona con radice e vaso o comunque involucro di contenimento ottimale delle radici, da mantenere umido l'interno, per poi aver cura di ripiantarlo a gennaio in campagna o in un parco cittadino urbano o perturbano. Le feste natalizie quindi non finirebbero con l'Epifania, ma nel “giorno della Rinascita Arborea” fissato immediatamente poco dopo l'Epifania! Una vera e propria festa densa di belle promesse e felicità in cui tutte le famiglie ripiantano i loro alberi natalizi con amore e massima cura e gioia, dopo averli tenuti in casa nel breve periodo delle feste facendo massima attenzione a non danneggiarli e stressarli, ad esempio tenendoli lontano da fonti di calore e posizionandoli possibilmente in luoghi illuminati di giorno da luce naturale, senza troppo appesantirli e soffocarli di ornamenti. Un' iniziativa privata virtuosa delle famiglie da promuovere, che raggiungerebbe l'apice della virtuosità civica e politica se accompagnata da iniziative pubbliche parallele per coloro che non hanno terreni privati dove piantar le piante a fine Natale. Avremmo ogni anno boschi enormi, gratis per gli enti pubblici, crescenti di anno in anno, in ogni città, se i Comuni e/o le associazioni si preoccupassero di indicare una serie di vivai con le specie da consigliare, e ottenute dai vivai convenzionati da germoplasma autoctono, e delle aree predisposte anno per anno dove aiutare le persone a ripiantare l'albero acquistato, in un certo modo e luogo a seconda della specie, invitando le famiglie a prendersene cura portandovi dell'acqua nei mesi più aridi nel primo anno almeno. Eviteremmo l'inutile assurda strage consumistica d'alberi cui oggi assistiamo inermi. Nel Salento, ad esempio ottimi sarebbero, quali alberi di Natale, cipressi e pini (da pinoli e d'Aleppo, eventualmente anche marittimi) e ginepri mediterranei da macchia, ma anche querce spinose, lecci e sughere, corbezzoli, carrubi, allori, lentisco, mirto, ecc., le tante sempreverdi mediterranee. A me la tradizione dell'albero di Natale piace molto più di quella del presepe; con quest'idea semplice, ma efficacissima, quella che è oggi un' inutile strage silenziosa o/e agonizzante di migliaia di abeti ed altri alberetti, post e pre natalizia, diverrebbe una grande opportunità di “rimboschimento partecipato” di grande richiamo se ben pubblicizzata e attuata senza troppe speculazioni (perché ormai tutto ciò che è “eco” tende ad infarcirsi di speculazione da parte di furbetti falso-ecologisti). Inoltre il tutto dovrebbe esser fatto con alberi a costo più basso degli alberi natalizi attuali a parità di dimensione per invogliare verso questa scelta più etica proposta. Un' iniziativa che deve diventare una tradizione irrinunciabile del Natale italiano e mondiale, che ha davvero in sé tutti quei valori natalizi della Rinascita, e del buon augurio, che la strage degli alberi natalizi non ha. Porta sfortuna immensa tagliare un albero per farne l'albero di Natale, o se in vaso non ripiantarlo dopo le feste. Tanta più fortuna si acquista invece quanti più alberi anno per anno si ripiantano e si riesce a far ben attecchire nel terreno dopo Natale. *Forum Ambiente e Salute

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