Turista. A Lecce è il ‘pollo da spennare’

Lecce. 100 euro più Iva. Nuovi grattacapi per Perrone: tutti contro la tassa di ingresso dei pullman turistici

LECCE – E’ l’ultimo tormentone a Palazzo Carafa. Ma, com’era ovvio, sta infiammando anche le strade e le piazze cittadine e soprattutto gli animi, fuori dal Palazzo. La tassa sull’ingresso in città dei bus turistici – 100 euro più Iva – imposta dall'ordinanza dirigenziale n. 1062 del 3 agosto 2011 del settore Mobilità e Trasporti, non piace proprio a nessuno. Da più parti viene paventato il rischio di un brusco arresto delle presenze nel capoluogo salentino e quindi di una conseguente interruzione alla serie di positivi risultati che il turismo cittadino sta registrando negli ultimi periodi. Ieri, all’hotel Patria, l’assemblea degli addetti ai lavori; un’assemblea che è stata la conseguenza di una sordità da parte dell’Amministrazione alla richiesta di incontro con gli operatori. Pur non avendo organizzato la riunione Confindustria, Confcommercio e Confesercenti ne hanno appoggiato le motivazioni illustrando tutto ciò che a loro dire andrebbe rivisto nella delibera sul City Terminal ed auspicando la collaborazione e la sensibilità dell’assessore al ramo Ripa. L’occasione, ovviamente, è ghiotta per i detrattori del sindaco Paolo Perrone. Ed in questa lista Wojteck Pankiewicz, consigliere dell’Udc, è probabilmente il numero uno, per i suoi accaniti interventi con il primo cittadino. Pankiewicz ha espresso la sua viva solidarietà al Comitato di Lotta contro la tassa sui bus turistici, aggiungendo che “le numerose proteste contro l’ignobile tassa sull’ingresso a Lecce dei bus turistici non sono state sufficienti per convincere la Giunta comunale a revocarla, ma neppure, come un minimo di spirito democratico avrebbe suggerito, ad accogliere la richiesta di un confronto che albergatori, guide turistiche, agenzie viaggi, noleggiatori di bus, operatori culturali e commercianti hanno richiesto sin dal 14 ottobre scorso con 60 firme”. Secondo l’esponente dell’Unione di centro, Perrone starebbe trasformando Lecce da città dell’accoglienza, a città che ha adottato “la filosofia del ‘pollo da spennare’ nei confronti del turismo organizzato imponendo un balzello medievale, esoso ed iniquo”. “Pure di far cassa – ha aggiunto – la Giunta Perrone, ben nota per i suoi sprechi e per le spese clientelari e per il suo tentativo di far fronte ai debiti vendendo i gioielli di famiglia, tartassando i cittadini con le multe e spalmando gli stessi debiti sulle future generazioni, impoverisce l’economia cittadina e danneggia il lavoro del settore turistico. Perrone e Ripa si ravvedano – ha concluso Pankiewicz – ed accolgano la richiesta degli operatori turistici e culturali abolendo l’odioso balzello imposto a priori”.

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