San Cataldo. Salvemini: ‘Una cloaca’

VIDEO. Lecce. La denuncia del candidato alle Primarie del centrosinistra dopo un sopralluogo nella marina

LECCE – Il depuratore di Ciccio Prete continua a sversare liquami nelle acque di San Cataldo. Dopo la riunione di alcuni giorni fa in Regione, durante la quale è stata esposta l’impossibilità tecnica di elaborare un progetto di collegamento tra gli impianti ad oggi esistenti, le acque reflue finiscono ancora in mare. La nuova denuncia arriva da Carlo Salvemini, candidato alle Primarie del centrosinistra leccese, che ieri ha effettuato un sopralluogo nella marina leccese. “La situazione che ci si è presentata davanti era, ed è, drammatica – ha commentato Salvemini -: il mare grigio, miasmi insopportabili, il completo abbandono della zona ormai ridotta ad una piccola discarica sulla spiaggia. Tutto questo, nonostante i 100 milioni di euro spesi per la realizzazione di impianti che potrebbero consentire l’utilizzo di quelle acque, debitamente depurate ed affinate, per usi agricoli o industriali e che invece non sono mai entrati in funzione. Impianti costruiti negli anni da diversi enti e consorzi con fondi pubblici, cioè con le tasse dei cittadini, ma senza una regia e senza che il Comune di Lecce facesse mai sentire la sua voce”. Il video girato da Salvemini a San Cataldo “Il danno – ha aggiunto – non è esclusivamente ambientale: come si può pensare al turismo e allo sviluppo se le acque di San Cataldo sono più simili ad una cloaca che ad un mare balneabile? Come si può pensare ad una riqualificazione dell'area costiera se non si dotano le marine di una rete fognante propria? È arrivato il momento – ha concluso – di dare una svolta alla vicenda: il Comune di Lecce deve farsi carico della questione, portando il problema in maniera decisa sui tavoli della Regione, del Ministero e, se necessario, dell'Unione Europea, che ha finanziato diversi di quegli impianti rimasti, fino ad oggi, inutilizzati”.

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