Inclusione sociale. 10 milioni per i più deboli

Bari. Il nuovo bando della Regione Puglia si rivolge a soggetti con disagi sociali. 2mila i potenziali destinatari. 1,8 milioni per la provincia di Lecce

BARI – È dedicato ai più deboli il nuovo bando del Piano straordinario per il Lavoro in Puglia, uno dei più attesi da chi ha gravi problemi di carattere sociale, psico-fisico o familiare, ma anche da enti e aziende che operano nel sociale, dalle imprese artigianali, dall’industria e dai Comuni. Si chiama “Progetti innovativi integrati per l’inclusione sociale di persone svantaggiate” e mette a disposizione 10 milioni (già suddivisi per Ambiti territoriali sociali) per favorire l’uscita dall’isolamento e un nuovo contatto con il mondo del lavoro. 2mila i potenziali destinatari, tra ex detenuti o persone sottoposte a misure restrittive alternative alla pena; disabili; pazienti psichiatrici stabilizzati o in trattamento riabilitativo; minori in età lavorativa che si trovano in situazioni di difficoltà familiare e sono a rischio di devianza; adulti che vivono soli con minori o persone non autosufficienti a carico; componenti di una minoranza nazionale; persone che hanno sofferto o soffrono di dipendenze patologiche; minori a rischio di esclusione sociale e lavorativa; donne vittime di tratta e di violenza e infine donne sole con figli. Per tutti loro la concreta possibilità offerta dal bando è un nuovo contatto con il mondo del lavoro attraverso un tirocinio di circa sei mesi, retribuito con un compenso che oscilla dai 500 agli 800 euro mensili. La qualità del contatto tra lavoratore e realtà produttiva determinerà il resto dunque potrà trasformarsi in un’assunzione, tra l’altro agevolata da sgravi contributivi o dall’incentivo regionale della Dote occupazionale. Il vantaggio è anche per le aziende che potranno disporre di personale tirocinante senza alcun costo e con la possibilità di rimborso spese per il tutor messo a disposizione della persona inserita. I Comuni invece avranno l’opportunità di tornare ad usare i fondi dei Piani sociali di Zona oggi sempre più utilizzati per le borse lavoro (cioè per stage retribuiti in favore di soggetti svantaggiati) nuovamente per i servizi; a sostenere l’intervento saranno infatti il Fondo sociale europeo (per il 50%), il Fondo di Rotazione (per il 40%) e il bilancio regionale (per il 10%). // Il bando E’ stato pubblicato il 15 dicembre sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia ed è consultabile su http://pianolavoro.regione.puglia.it, nella sezione “Iniziative attive”, alla pagina “Progetti per l’Inclusione sociale”. Le domande dovranno essere inviate entro il 14 marzo del 2012. I 10 milioni disponibili sono già stati ripartiti tra i 45 “Ambiti territoriali sociali”. In totale alla provincia di Bari andranno oltre 2,9 milioni di euro, alla Bat oltre un milione, lo stesso alla provincia di Brindisi; più di 1,6 milioni a Foggia, oltre 1,8 milioni alla provincia di Lecce e più di 1,4 milioni a Taranto. Saranno gli Ambiti territoriali, cioè i Comuni (singoli o associati), ad invitare enti e imprese che già svolgono attività di inserimento socio-lavorativo a presentare progetti per un determinato target. Alla selezione dei progetti seguiranno le intese tra imprese e Comuni di riferimento, dopo di che il progetto sarà presentato dalle stesse imprese(o enti) alla Regione che disporrà il finanziamento. A questo punto saranno però i servizi sociali dei Comuni ad individuare dai propri elenchi le persone da inserire nei progetti. La Regione erogherà le prime anticipazioni del 50% già a giugno 2012. “È la prima volta – ha detto l’assessora alla Formazione Alba Sasso – che anche le persone più deboli che uniscono all’estrema povertà il rischio di emarginazione, potranno godere di un percorso di formazione con un tutor che li accompagna in un progetto di riavvicinamento al mondo del lavoro e di reinserimento nella società. Basti pensare ai minori che hanno abbandonato la scuola ed ogni percorso formativo e magari hanno anche i genitori in carcere. Così li togliamo dai rischi della strada dando loro un indirizzo di vita e la possibilità di imparare un mestiere”. “Stiamo offrendo un’opportunità reale a chi vive in condizione di estremo disagio”, ha aggiunto l’assessora al Welfare Elena Gentile. “Chi saprà sfruttarla al meglio, dopo questi sei mesi di tirocinio potrebbe avere la possibilità di un inserimento nell’azienda attraverso la Dote occupazionale che offre opportunità di lavoro a tempo indeterminato. Ma occorre che tutti gli attori coinvolti, dai Comuni alle imprese, facciano presto e bene, presentando progetti di qualità per un inserimento reale nel mondo del lavoro”.

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