Conventi misti e sessuofobia persistente

Alcune scoperte nel passato della Chiesa, che possono destare meraviglia nel nostro presente

Di Giacomo Grippa Desta, in alcuni, meraviglia sapere che fino all'anno mille i preti potevano sposarsi. Siamo sempre nel solco della sacra sessuofobia, tant'è che a questi veniva raccomandato di non avere rapporti intimi nel giorno in cui avevano da celebrare riti, perché non adeguatamente puri. Ma desterà ancor più meraviglia sapere che fra il V e il XI secolo in gran parte d' Europa, compresa l'Italia, furono aperti dei conventi misti, alcuni dei quali retti da badesse e successivamente anche da loro figlie. Esempi diffusi, uno dei quali dei quali è quello di Santa Brigida in Islanda, per arrivare alle poetesse e scienziate Rosvita e Ildegarda… figure e ruoli poi epurati. Fa orrore non solo come i cristiani seguaci del vescovo di Alessandria, Cirillo, normalmente fatto santo, cavarono gli occhi, scorticarono e spezzettarono il corpo della matematica Ippazia, bruciandone i resti nell'apposito luogo, il Cinerarion, ma anche la solita scelta omertosa del silenzio della somma gerarchia, adusa di tanto in tanto a chiedere generico perdono per errori commessi non da singoli fondamentalisti o dal fondamentalismo di un’epoca, ma dalla chiesa in quanto tale. Non sfugga il ricordo del divieto per le donne a frequentare scuole e teatri; per i cori “religiosi” la Chiesa era costretta a ripiegare sui giovanetti che provvedeva ad evirare per dotare di gradevoli “voci bianche” . Ci volle la “Breccia” di Porta Pia per far cessare questa obbrobriosa distorsione. Furono le riforme, carolingia la prima e gregoriana la seconda, a “mettere ordine”; fu introdotto l'insegnamento del latino per acculturare il basso clero, fu abolito il matrimonio bisex tra ecclesiastici e escluso l'accesso delle donne alla scolarizzazione e/o docenza. Che invece era previsto nelle scuole d'impostazione pitagorica, assieme all'insegnamento delle scienze matematico-astrologico-astronomiche. La stessa moglie di Pitagora, Teano, era impegnata in studi e docenza. Ci sarebbe ancora da meravigliarsi se, fino al 1970, in alcune Università americane imperava ancora il divieto per le donne all'insegnamento di Matematica e Fisica? Ma c’è ancor più da meravigliarsi se, ancora oggi, nella chiesa cattolica persiste la squalifica (per decenza non riportiamo le frasi-direttive, usate da S. Paolo e S. Agostino al riguardo) delle donne all'esercizio sacerdotale. Una giudice-donna, contemplata in tutte le istituzioni democratiche del mondo, è esclusa solo nella magistratura dello Stato del Vaticano, la Sacra Rota, anche se è da contestare non questa chiusura o esclusione, quanto il numero e la varietà, azzeccata e stravagante, dei casi per l'anamento dei matrimoni. Se può essere interessante il ricordo della bellezza, culturale e teologica, dei conventi misti (beati chi poté frequentarli), fa invece paura la persistenza di quelli a sesso unico coatto, questo sì contro natura. Come reagireste se sentiste ancora affacciare, da parte dei cattolici, la richiesta di riconoscimento delle “radici cristiane” dell'Europa?

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