L’eredità di Giovanni D’Onofrio

Casarano. Il commissario lascia da gestire bandi per quasi tre milioni. Tutti soldi a carico delle casse comunali

253 giorni vissuti pericolosamente. Il commissario prefettizio Giovanni D’Onofrio si dimette. Tecnicamente rinuncia all’incarico. Se è vero, come è vero, che si è sfogato con alcuni componenti l’Assemblea dei sindaci di Area sistema, annunciando che avrebbe mollato l’incarico per il clima pesante e per i dirigenti incompetenti e non all’altezza di un comune come Casarano, il commissario prefettizio, deve ai cittadini delle spiegazioni. Abbiamo chiesto le dimissioni di D’Onofrio il 29 ottobre, ritenendo la sua azione amministrativa non una semplice gestione con l’obiettivo di traghettare il paese verso le elezioni democratiche, ma una vera e propria azione di governo politico. Il bando per la riscossione dei tributi sottratto ad un organo in house qual è Area sistema e aperto ai privati; lo smantellamento di Area sistema; la non-gestione di Area Vasta; il contrasto con le associazioni di volontariato per il cambio della storica sede dell’Adovos. Infine, il giorno prima della nomina della nuova commissaria, l’emanazione del bando da quasi due milioni di euro per il servizio di raccolta rifiuti urbani. Il bando è stato pubblicato all’Albo pretorio del Comune il 12 dicembre. La nomina del nuovo commissario è del 13. Il 12, stando al decreto presidenziale di nomina del nuovo commissario, D’Onofrio aveva già dato le dimissioni e si era in attesa del nuovo commissario prefettizio. Che fretta c’era di emanare il bando tributi e il bando sulla spazzatura, in un Comune sull'orlo del dissesto? La macchina amministrativa è bloccata, i dipendenti mandati a casa, non si progettano entrate ma si predispongono uscite. La partita su Casarano è più alta di quello che si pensi. Sarebbe stato opportuno attendere il nuovo commissario, se non addirittura il nuovo Consiglio, prima di mettere a bando in tutto quasi tre milioni di euro (tra tributi e spazzatura): un peso che ricade interamente sulle casse comunali. Se il commissario a Casarano ha subito pressioni da parte di lobby politiche o economiche, o ha avuto sentore di infiltrazioni mafiose, uscito dalla casa comunale ha la responsabilità oltre che l'obbligo morale, essendo un uomo dello Stato, di andare dritto a denunciarle al Prefetto e alla magistratura. Altrimenti lascia sul paese e sulle anime dei cittadini un clima ancor più pesante di quello che ha trovato. E i cittadini e la città non lo meritano.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!