Lo strano caso del prof Buonerba

Lecce. Un comunicato firmato Benincasa e Salvemini. Vecchio di due anni, ma ancora attuale. Perché né Poli né Perrone hanno dato risposte convincenti ai cittadini

Rispolverato qualche giorno fa da Carlo Salvemini nel suo sito, lo riproponiamo ai nostri lettori perché, scritto due anni fa, in alcuni punti si è poi rivelato illuminante. Delle consulenze di Buonerba, scrive la dirigente Romoli a Benincasa e Salvemini che chiedevano conto, non v'è traccia 'scritta', nonostante da contratto avesse dovuto presentare relazioni trimestrali. Di che natura è stata dunque quella consulenza, evidentemente solo 'orale', sui cui risvolti Buonerba non ha voluto rispondere ieri alla pm Antonia Martalò e al procuratore capo Motta? CONFERENZA STAMPA LO STRANO CASO DEL PROF. BUONERBA Gestione della Lupiae, Filobus, Polo Umanistico, Boc e derivati, Iskenia, Bilancio Comunale sotto minaccia di dissesto, leasing di Via Brenta. Sono queste le principali questioni politico amministrative sul tavolo del Sindaco Perrone sin dall’inizio del suo insediamento. Alcune delle quali sotto l’esame della magistratura inquirente. Tanti tutt’ora si chiedono come mai tra il 2002 e il 2007 sia esploso in modo così plateale un profilo di legittimità, di rispetto delle regole, di trasparenza amministrativa, di sana e corretta gestione nel governo della città. Come mai siano finiti sul tavolo della Procura della Repubblica tanti provvedimenti. Tutta colpa della Giunta Poli o responsabilità esclusiva dell’allora Sindaco? E’ attorno a questo tema da mesi si sta consumando uno scontro politico violento tra gli affiatati alleati di ieri oggi strenui avversari. Il Sindaco Poli ha difeso con orgoglio quella stagione di governo non mostrando il minimo ripensamento. Di fronte all’incalzare degli eventi, costretta suo malgrado a prendere atto che non tutto è stato compiuto nel rispetto delle norme, ha tracciato una linea precisa di demarcazione, di presa di distanza. Nel commentare l’emergere di quella che il Gip Aprile ha definito nella sua ordinanza “la più rilevante truffa organizzata ai danni dell’amministrazione comunale e dei cittadini leccesi” così s’è espressa: “C’era il segretario, c’era l’avvocatura, c’erano i dirigenti. Se avessero ritenuto che il provvedimento andava portato in consiglio, me lo avrebbero detto. Altrimenti oltre al Sindaco avrei dovuto fare anche il dirigente”. Una dichiarazione di esplicita precisazione di ruoli e responsabilità. Ma anche una dichiarazione omissiva. Perché tra le figure che in quegli anni affiancavano il Sindaco Poli nell’espletamento del mandato c’era anche il suo personale consulente, “esperto in materie giuridiche ed economiche , incaricato di specifici obiettivi connessi all’attività di indirizzo e controllo e di ispettorato sull’attività amministrativa dell’Ente al fine di assicurare il corretto funzionamento delle strutture”. Sin dal 1998 e fino al 2007, quindi, quale figura fondamentale dell’Ufficio di supporto posto alle dirette dipendenze del Sindaco Poli c’è stato il prof. Massimo Buonerba. E quanti hanno memoria di quegli anni non hanno potuto non cogliere questa clamorosa dimenticanza del Sindaco tra le figure che avrebbero dovuto assisterla per non commettere errori, osservare il rispetto di leggi e procedure, fare luce su complicati profili economici e finanziari del governo della città. Giacchè Buonerba ricopriva un ruolo chiave nell’amministrazione Poli oltre la stessa previsione della convenzione: l’ufficio personale, sempre accanto al Sindaco nei momenti istituzionali e nelle conferenze stampa, pronto ad assisterlo con suggerimenti pronunciati a mezza voce. Per capire come mai si sia potuto incorrere in inciampi e distrazioni nella predisposizioni di delibere oggi sottoposte a severe censure politiche e ai delicati accertamenti giudiziari pur potendo avvalersi di una così autorevole figura di consulente giuridico ed economico, abbiamo ritenuto potesse essere utile acquisire la documentazione ufficiale prodotto in quegli a supportodell’attività del Sindaco. Certi di trovare dei dossier a firma del Prof. Buonerba su Via Brenta, sull’emissione del Boc, sull’accordo di Programma del Polo Umanistico, su Iskenia e via discorrendo. Un contributo utile e prezioso per individuare i presupposti tecnici sui quali s’è costruita in quegli anni l’azione amministrativa. Abbiamo quindi provveduto a inoltrare richiesto di accesso agli atti facendo riferimento all’art. 5 della Convezione siglata tra l’Amministrazione Comunale e il prof. Buonerba il 24/6/98 (prima consiliatura Poli) e il 6/6/02 (seconda consiliatura Poli) che espressamente precisa: “L’azione del Dott. Prof. Buonerba è soggetta a giudizio del Sindaco che ne osserverà l’andamento sulla base degli elementi informativi che lo stesso fornirà con relazione trimestrale circà l’attività svolta in correlazione con gli obiettivi assegnabili e con gli indirizzi generali dell’amministrazione”. E abbiamo quindi chiesto copia delle circa quaranta relazione trimestrali che il Prof. Buonerba in osservanza della Convenzione sottoscritta obbligatoriamente doveva fornire all’amministrazione comunale. La risposta ufficiale è giunta il 3/11/09:Con riferimento alla Sua del 2/11 con la quale mi viene richiesta copia di eventuali relazioni fornite trimestralmente da parte del Prof. Buonerba, Le significo che nella mia qualità di Capo di Gabinetto non ho mai ricevuto a al riguardo”. Il Dirigente Avv. Maria Teresa Romoli. Questo è lo strano caso del prof. Buonerba, quindi. Detto in termini meno formali: non c’è traccia di relazione a Palazzo Carafa che documenti la consulenza decennale svolta dal Prof. Buonerba al sindaco Poli, come ufficialmente ammesso dall’allora Capo di Gabinetto. Nulla di scritto, naturalmente. A meno che non si voglia concludere che la città di Lecce ha sperimentato tra il 1998 e il 2007 la prima esperienza di consulenza nella Pubblica Amministrazione avente contenuto orale! Insomma pur in previsione di uno specifico obbligo sancito dalle convenzioni in quegli anni sottoscritte il Prof. Buonerba non avrebbe fornito le relazioni sull’attività. Sorprendentemente, però, è stato sempre regolarmente pagato. Accumulando compensi negli anni pari a circa 800.000 euro, dietro presentazione di regolare fattura vistata dal Sindaco. Tutti sanno che davanti alla Tesoreria Comunale ci sono file di creditori che attendono sfiduciati il pagamento di quanto loro dovuto per prestazioni realmente eseguite, beni materialmente forniti, lavori visibilmente eseguiti, danni documentalmente subiti. I pignoramenti ammontano a circa 5 milioni di euro. Per loro oggi non ci sono risorse. Per chi ha svolto misteriose consulenze s’è pagato tutto e subito! Questo è un altro episodio che documenta quegli spensierati anni di dissipazione di risorse pubbliche a Palazzo Carafa che oggi fanno dichiarare al Sindaco Perrone di temere un possibile dissesto. Anni di ricapitalizzazioni milionarie di partecipate in deficit, di incentivi faranoici corrisposti a dirigenti, di assunzioni clientelari, di leasing truffa, di consulenze inesistenti. Chiediamo senza nutrire attese che gli interessati dicano parole di verità su quello che è accaduto. Perché è evidente che non c’è solo e soltanto un profilo politico di questa vicenda. Ma anche il profilarsi di un grave danno alle casse dell’ente, a fronte di 800.000 euro di risorse pubbliche, cioè di soldi dei cittadini, erogati ad un professionista che come scrive l’allora capo di gabinetto, non ha mai consegnato una documentazione dell’attività svolta. Al Sindaco Perrone impegnato nel disperato riequilibrio dei conti pubblici, forse farebbe comodo poter ottenere al restituzione di quelle somme: gli strumenti giuridici non mancano. Lecce, 14 novembre 2009

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