Area Sistema, tutti d’accordo. Sciolta

Casarano. Deliberati all’unanimità la liquidazione volontaria e il tecnico liquidatore, il docente di Diritto commerciale Giuseppe Positano

CASARANO – La società consortile “Area Sistema e Comuni Associati” è stata sciolta. Lo ha deciso, con voto unanime, l’assemblea straordinaria dei soci riunita ieri pomeriggio nello studio del notaio Pallara a Casarano. L’assemblea ha naturalmente deliberato anche la sua liquidazione volontaria e la nomina del tecnico liquidatore, individuato nel professor Giuseppe Positano, docente di Diritto Commerciale presso l’Università del Salento di Lecce. Con questa soluzione i Comuni-soci hanno evitato che i documenti contabili venissero depositati in Tribunale e hanno creato le condizioni per un possibile salvataggio e rilancio della consortile. La seduta è durata poco meno di due ore e non è stato facile, come si potrebbe pensare, trovare l’accordo sul nome del liquidatore. E’ vero che alla fine i punti all’ordine del giorno sono stati votati all’unanimità (14 su 14), ma le delibere avevano bisogno della maggioranza dei due terzi dell’assemblea, ossia di 13 voti (praticamente di tutti i presenti). I comuni presenti erano: Casarano, Acquarica del Capo, Alliste, Collepasso, Matino, Melissano, Miggiano, Parabita, Presicce, Racale, Sannicola, Supersano, Taurisano e Ugento; assenti i comuni di Alessano, Alezio, Morciano di Leuca (com’è noto il sindaco è stato arrestato), Ruffano (commissariato) e Taviano (ha già deliberato l’uscita dalla consortile). Si diceva che c’è stata discussione, anche accesa, sulla nomina del liquidatore. Diversi sindaci, infatti, avevano i loro rispettivi candidati e trovare l’accordo non era facile. Alla fine, la proposta del Commissario prefettizio del Comune di Casarano, Giovanni D’Onofrio, che ha indicato il professor Positano, ha messo d’accordo tutti. L’assemblea ha pure stabilito il compenso per il liquidatore che sarà pari a 18.000 euro lordi all’anno. Il tecnico dovrà accettare la nomina nei prossimi giorni. Dopo questo adempimento formale, il sindaco del Comune capofila, in questo caso il commissario D’Onofrio, non sarà più presidente e anche l’assemblea decadrà dalle sue funzioni. Positano, quindi, diventerà il legale rappresentante della società consortile e avrà poteri assoluti. I soci della società, tuttavia, avranno sempre la possibilità di revocargli l’incarico, ma anche in quel caso sarà necessario il voto dei due terzi dell’assemblea (13). Se “Area Sistema” verrà salvata e rilanciata, come si augurano i soci, dipenderà dalla professionalità e dall’abilità del liquidatore. Se riuscirà a mettere in sesto la società attraverso le operazioni che normalmente si fanno in queste situazioni (transazioni con i creditori, cartolarizzazioni dei debiti ecc.), potrebbe revocare la fase di liquidazione e rimettere in moto la società. Se non dovesse riuscirci, a quel punto l’unica strada praticabile è quella scongiurata oggi, ossia la dichiarazione di fallimento. 14 dicembre 2011 Liquidazione Area Sistema. Oggi la decisione CASARANO – Si conoscerà oggi il destino della società consortile “Area Sistema e Comuni associati”. E’ convocata per questa mattina, infatti, presso uno studio notarile della città, l’assemblea straordinaria dei soci per deliberare la liquidazione volontaria della consortile. Salvo sorprese, non ci dovrebbero essere problemi nel decidere lo scioglimento anticipato della consortile, la sua messa in liquidazione e la nomina del tecnico considerato che ben 16 Comuni-soci su 19 hanno chiesto la convocazione dell’assemblea e, si presume, siano favorevoli. L’alternativa a tale soluzione era il fallimento e il deposito della documentazione contabile al Tribunale. Continua, intanto, il dibattito politico sulla consortile. L’altro ieri è intervenuto con una nota il circolo cittadino di “Sinistra, Ecologia e Libertà” che auspica un rilancio della società con metodologie di gestione trasparenti e nuove. “Sin dalla sua nascita, seguiamo con attenzione il lavoro di AS – recita la nota – e senza ombra di dubbio possiamo sottolineare, come premessa, due fatti importanti: la gestione di AS ha avuto luci ed ombre, tuttavia, AS ha formato decine di giovani donne e uomini che oggi rischiano di vedersi privare di uno strumento che, con le potenzialità che gli sono proprie, potrebbe trasformare quella formazione in lavoro qualificante”. “Vedersi privare da un giorno all’altro di uno stipendio (se pur precario) – osserva Sel – fa sobbalzare coloro che ci lavorano, provoca rabbia in chi ha creduto di poter fruire nel nostro meridione di servizi aggiornati. AS ha formato figure professionali di alto livello che potrebbero dare una svolta alla gestione malandata dei nostri comuni: non solo AS dovrebbe rendersi soggetto attivo per l’intercettazione di finanziamenti ma con il know-how acquisito potrebbe sviluppare servizi per i comuni razionalizzando la spesa degli stessi associati e facendo ‘respirare’ le casse comunali. Il fatto che ciò non sia successo non vuol dire che non potrà succeder. Area Sistema – conclude la nota – ha in se le competenze che spaziano dalla “protezione e controllo ambientale” a centro per Backup e Disaster Recovery per le pratiche/documenti che girano per i Comuni in formato digitale”. 12 dicembre 2011 Area Sistema. Sel chiede di rilanciarla CASARANO – Non liquidare Area Sistema, ma rilanciarla. Sel ritorna a ribadire questa necessità con una nuova nota a commento dell’ultimo intervento sulla questione da parte del “movimento Ivan De Masi”. “Vorremmo sottolineare – si legge nella lettera dei vendoliani – quanto sia fuori luogo l’affermazione, da parte del ‘movimento Ivan De Masi’, ‘Aera Sistema svolge la sua mission in assoluta autonomia, con decisioni dei propri organi che non hanno nessun nesso di contiguità con quelli di Area Vasta’. E’ vero che la sua mission è assolutamente autonoma, ma ai firmatari vorremo chiedere se hanno letto della misura 1.5, nel passaggio in cui si parla chiaramente del Sit, che mette esplicitamente in “concorrenza” Area Sistema, con Comune capofila Casarano, ed il progetto [email protected], con capofila il Comune di Maglie”. Sel precisa di seguire il lavoro di Area Sistema sin dalla sua nascita e pertanto sottolinea due elementi: la gestione di Area Sistema ha avuto luci ed ombre; Area Sistema ha formato decine di giovani donne e uomini che oggi rischiano di vedersi privare di uno strumento che, con le potenzialità che gli sono proprie, potrebbe trasformare quella formazione in lavoro qualificante. “Vedersi privare da un giorno all’altro di uno stipendio (se pur precario) fa sobbalzare coloro che ci lavorano, provoca rabbia in chi ha creduto di poter fruire nel nostro Meridione di servizi aggiornati. Area Sistema – si legge nella lettera – ha formato figure professionali di alto livello che potrebbero dare una svolta alla gestione malandata dei nostri Comuni: non solo Area Sistema dovrebbe rendersi soggetto attivo per l’intercettazione di finanziamenti ma con il know-how acquisito potrebbe sviluppare servizi per i Comuni razionalizzando la spesa degli stessi associati e facendo ‘respirare’ le casse comunali. Il fatto che ciò non sia successo non vuol dire che non potrà succedere. Area Sistema, ha in sé le competenze che spaziano dalla “protezione e controllo ambientale” a centro per Backup e Disaster Recovery per le pratiche/documenti che girano per i Comuni in formato digitale. Area Sistema non va liquidata, bensì rilanciata con metodologie di gestione trasparenti e nuove”. 8 dicembre 2011 Liquidazione volontaria di Area Sistema. ‘Inutile accanimento’ CASARANO – La richiesta di liquidazione volontaria della consortile “Area Sistema”, proposta da 15 comuni-soci e dal Partito Democratico di Casarano, non poteva passare indenne dal commento del movimento politico “Con Ivan De Masi sindaco”. Una nota firmata dagli ex consiglieri comunali dell’associazione e dall’ex assessore Massimo Toma sottolinea “l’accanimento di alcuni personaggi” per salvare la consortile e l’accusa di faziosità per “chi non si allinea ad una certa posizione”. “Anche il commissario è accusato di parzialità dalle stesse persone che hanno fatto di tutto per eliminare dalla scena politica Ivan De Masi – recita la nota – e che oggi invocano un liquidatore nominato dai sindaci, anziché un liquidatore nominato dal tribunale, questo sì organo terzo. È strano – sottolinea inoltre la nota – vedere Idv e Federazione di Sinistra, protagoniste di tante battaglie contro Area Sistema, schierarsi al fianco di chi ha sempre difeso a spada tratta la consortile”. Il movimento riprende la proposta del Pd di utilizzare la struttura di “Area Sistema” per la misura 1.5 di Area Vasta. “Pensare che Area Sistema – sottolinea la nota – con i conti in assoluto disordine e sostanzialmente ferma nell’erogazione dei servizi, debba rappresentare l’organismo in grado di gestire la misura 1.5 vuol dire trascurare qualche ‘piccolo dettaglio’. Area Vasta ha incaricato Area Sistema della sola attività di progettazione, già ultimata. Non vi è, nel progetto approvato dall’assemblea dei sindaci, la previsione di alcun organismo gestore che abbia le fattezze di Area Sistema”. Infine, il movimento ricorda che “Ivan De Masi è stato presidente del CdA solo per otto mesi. In quell’arco temporale si stava procedendo ad una non semplice opera di risanamento dei conti. Tra l’altro, prima del 13 luglio 2010, Area Sistema era una struttura impenetrabile a solo appannaggio dell’ex presidente e dell'ex direttore generale”. 2 dicembre 2011 Area Sistema. Assemblea straordinaria sulla liquidazione CASARANO – La società consortile “Area Sistema di Casarano e Comuni Associati” si avvia alla liquidazione volontaria. Martedì scorso è stata depositata la richiesta di convocazione di una seconda assemblea straordinaria per decidere il destino della società ed evitare il fallimento. L’assemblea si svolgerà presso lo studio del notaio Pallara, in viale Stazione a Casarano, il 15 o il 16 dicembre prossimo. L’ordine del giorno, formato da un solo argomento, prevede lo scioglimento anticipato della consortile, la sua messa in liquidazione e la nomina del tecnico. Potrebbe essere un primo passo verso il salvataggio che, tuttavia, non è scontato. La richiesta di una nuova convocazione dell’assemblea è stata firmata dai sindaci dei Comuni di Acquarica del Capo, Alessano, Alezio, Alliste, Casarano, Collepasso, Matino, Miggiano, Morciano di Leuca, Parabita, Presicce, Racale, Sannicola, Supersano, Taurisano e Ugento. All’appello mancavano Taviano, dove il Consiglio comunale ha già deliberato per la fuoriuscita dal consorzio, e Ruffano, commissariato. Melissano, invece, non ha potuto materialmente firmare perché il sindaco era all'estero, ma ha espresso la volontà politica di aderire alla richiesta. Allo stato, la messa in liquidazione volontaria della società è scontata. L’assemblea probabilmente eviterà che i documenti contabili vengano depositati in Tribunale e nominerà un tecnico per mettere a posto la situazione. Se “Area Sistema” verrà salvata e rilanciata dipenderà dalla professionalità del liquidatore. Se riuscirà a mettere in sesto la società attraverso le operazioni che normalmente si fanno in queste situazioni (transazioni con i creditori, cartolarizzazioni dei debiti ecc.), potrebbe revocare la fase di liquidazione e rimettere in moto la società. Se non dovesse riuscirci, a quel punto l’unica strada praticabile è quella scongiurata oggi, ossia la dichiarazione di fallimento. E’ invece tecnicamente impossibile attuare la richiesta del centrosinistra casaranese (Pd-Fds-Idv-Udc), espressa in una lettera-appello al Commissario prefettizio, Giovanni D’Onofrio, di alcuni giorni fa, di rinviare ogni scelta su “Area Sistema” al prossimo sindaco della città (Casarano, com’è noto, è ente capofila del consorzio). Il disavanzo di “Area Sistema” ammonterebbero a circa 380.000 euro. Paradossalmente, i debitori principali sono gli stessi soci, ossia i Comuni. I più esposti sono Casarano (circa 200.000 euro), Racale e Melissano. 1 dicembre 2011 Area sistema ricomincia da 17 di Maria Luisa Mastrogiovanni CASARANO – Speriamo che ad Area sistema il 17 porti bene. Sono 17 infatti le firme apposte sulla richiesta di convocazione di una seconda assemblea straordinaria dei soci del consorzio di Comuni Area sistema. Obiettivo: deliberare la liquidazione volontaria della società e procedere con la nomina di un commissario liquidatore, scongiurando la liquidazione giudiziaria. All’appello mancavano Taviano, dove il Consiglio comunale ha già deliberato per la fuoriuscita dal consorzio, e Ruffano, commissariato. Melissano non ha potuto materialmente firmare perché il sindaco era all’estero, ma ha espresso la volontà politica di aderire alla richiesta. Da mesi il Tacco d’Italia sollecita la politica ad un atto di buon senso e buona volontà trasversale, in difesa del bene comune, per salvare un’esperienza che in 11 anni di attività ha portato a 19 comuni del basso Salento servizi, benefici, risorse. Adesso è necessario che le logiche della cattiva politica si facciano da parte per lasciare al Cda la libertà di scegliere una personalità di indubbia professionalità e valore, capace con equilibrio di mettere a posto i conti e ridare slancio al consorzio. La partita, per chi conosce bene la posta in gioco, si giocherà tutta sulla gestione della ‘misura 1.5’ di Area vasta. Potrebbe essere proprio questo il là per il rilancio della ‘società in house’ dei 19 Comuni, Area sistema, appunto. Come? Area vasta potrebbe valutare che, avendone le competenze e le infrastrutture tecnologiche, e avendolo fatto per anni e per svariati progetti, Area sistema potrebbe erogare servizi di assistenza ai Comuni per l’attuazione della ‘misura 1.5’ che ha come obiettivo l’informatizzazione dei Comuni. Sembra facile, ma così non è, perché sulla ‘misura 1.5’ da tempo si sono scatenati gli appetiti politici di chi vede nella spesa dei fondi Ue una efficace leva di potere. Affidare pezzi di operatività del progetto ‘1.5’ all’organo in house dei Comuni significherebbe centralizzare i servizi e agire in una logica di efficienza e risparmio. E’ l’occasione giusta per tutti i politici dei 19 comuni e per i loro referenti romani, non ultimo Fitto, per dimostrare che efficienza e risparmio, ogni tanto, possono anche essere un prodotto della buona politica. Mentre l’Italia è alla vigilia della recessione, annunciata per il 2012, questo pezzo di territorio, intendo non solo i 19 comuni di Area sistema, ma i 66 di Area Vasta, hanno le competenze e i mezzi per far arrivare qui, non altrove, ingenti risorse comunitarie per i prossimi anni: significano bandi pubblici, lavori infrastrutturali, incentivi alle imprese, assunzioni. Non ridare slancio ad Area sistema e poi ad Area vasta, ferma anch’essa da tempo, è un delitto. I cittadini non devono permettere che sulla salma del bene comune la politica giochi a scacchi la sua cinica partita della ‘ragion di stato’, ossia sotterrare un buon progetto solo perché finora l’hanno fatto crescere politici dell’altra sponda. Questo non deve accadere.

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