Immigrazione. In Puglia fa rima con accoglienza

Lecce. E’ quella salentina la provincia più ambita dai migranti in Puglia. Lo rivela il rapporto “Sprar 2010 – 2011” che fotografa i progetti di accoglienza

LECCE – Il Salento è la provincia pugliese preferita dai migranti in cerca di salvezza. Merito dell'accoglienza che vi trovano. Si sofferma proprio sul tema centrale dell’accoglienza, il rapporto “Sprar 2010 – 2011” (“Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”), presentato di recente a Roma. Il lavoro, curato da “Cittalia” (Fondazione Anci Ricerche) in collaborazione con il Ministero dell'Interno e l'Anci – che gestisce il Servizio centrale Sprar -, ha fotografato le attività di accoglienza realizzate dagli Enti locali in collaborazione con il terzo settore, in favore degli stranieri richiedenti asilo. Il Sistema è costituito dalla rete degli Enti locali “che – per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata – accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo”. A livello territoriale gli Enti locali, con il supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi che superano “la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico”. La rete dei soggetti operanti (che comprende anche i Cara e le strutture della Protezione Civile) realizza 151 progetti territoriali che fanno capo a 128 Enti (tra questi Galatina, Trepuzzi, Carmiano e Lecce). Complessivamente, nel 2010, Sprar ha accolto 6.855 richiedenti e titolari di protezione internazionale suddivisi in categorie ordinarie (uomini e donne singoli, nuclei familiari); di vulnerabilità (minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo, nuclei monoparentali, persone che hanno bisogno di assistenza sanitaria specialistica e prolungata, vittime di tortura e violenza) e di persone con disagi psichici. Sono 3.146 i posti di accoglienza distribuiti in tutta Italia. Il primato spetta al Lazio. Seguono Lombardia, Sicilia, Emilia Romagna e Puglia che, nel 2010, ha predisposto 18 progetti e 314 posti di accoglienza. Tra il 2007 e il 2011 gli Enti titolari di progetti Sprar sono aumentati da 10 a 17. Anche il numero di progetti ha subito un incremento passando da 11 a 19. // I progetti in provincia di Lecce

Accoglienza Union 3
Accoglienza Union 3 1
Accoglienza Carmiano
Accoglienza Galatina

Fonte: http://www.serviziocentrale.it/ // Presenze straniere nei capoluoghi In merito al fenomeno migratorio – rileva il rapporto – sono le province di Bari e di Foggia a rappresentare i principali poli di attrazione per gli stranieri regolari. La provincia di Bari registra sul suo territorio il 42% delle presenze totali e a Foggia un quarto delle presenze immigrate è determinato dalle quote lavoro piuttosto che dai ricongiungimenti familiari come invece accade a Bari. Lecce sembra la provincia più ambita dalla nuova migrazione mentre meno evidente è la presenza straniera nelle province di Brindisi e Taranto. // Stranieri e genere Fino al 2007, le tre nazionalità straniere numericamente più consistenti sul territorio regionale sono quella albanese, cinese e marocchina. Poi, dal 2008 al 2010, quella cinese viene superata dalla rumena. Analizzando, poi, le presenze straniere rispetto al genere è possibile notare un cambiamento dal 2005 al 2010; se nel 2005 la prevalenza era maschile, nel 2010 sono le presenze femminili, soprattutto rumene, a prevalere con il 53,7%. La comunità marocchina, invece, ha una forte prevalenza di uomini. // I minori La percentuale di minori stranieri residenti sul totale della popolazione straniera residente cala leggermente nel quinquennio considerato, passando dal 21% del 2005 al 18,8% del 2010. Cresce, nello stesso arco di tempo, la percentuale dei minori stranieri sui minori italiani, passando dall’1,3% al 2,4%. // Permessi di soggiorno Le concessioni di cittadinanza in Puglia tra il 2005 e il 2010 crescono del 144,5% contro il 130% circa del dato nazionale. La percentuale di stranieri diventati cittadini italiani sul totale della popolazione straniera residente è molto bassa fermandosi nel 2010 sull’1,1%. // I fatti più recenti e la risposta della Regione Nel pomeriggio del 9 dicembre, sono 75 i migranti egiziani e afghani che raggiungono le acque del mare di Leuca a bordo di un peschereccio. La notte successiva è, invece, il turno di un gommone che trasporta una cinquantina di persone (fra cui due neonati) nei pressi del Ciolo, vicino a Gagliano del Capo. Finita la traversata e giunti finalmente su terra ferma, i migranti si disperdono sul territorio, ma nelle ore successive, vengono rintracciati in diversi Comuni salentini da Finanza e Carabinieri. Terminate le ricerche da parte delle Forze dell’Ordine, inizia, per gli immigrati, il solito iter di verifica delle condizioni in cui versano, tra identificazione e ristoro. E questa è la consuetudine del dramma dell’immigrazione che si ripete generando tragedie vecchie e nuove: fotogrammi di storie che ricordano corpi di vittime ripescati in mare, sfruttamento della prostituzione, rivolte nei Centri di Accoglienza al collasso, reclutamento degli “schiavi immigrati” al lavoro nei campi e tendopoli di Manduria per far fronte all’emergenza – esodo provocata dalla guerra in Libia, la scorsa primavera. All’allarme originato dagli sbarchi sulle coste, si legano le problematiche inerenti l’accoglienza e la sistemazione di migliaia di persone. La Regione Puglia, con la legge n. 32 del 4 dicembre 2009 su “Norme per l’accoglienza, la convivenza civile e l’integrazione degli immigrati in Puglia”, “disegna e codifica il contesto di principi, di approcci culturali e di diritti da rendere esigibili per tutti i cittadini stranieri immigrati”. La legge “mira a garantire l’effettiva realizzazione dell’integrazione e della piena inclusione sociale degli immigrati in Puglia sotto tutti gli aspetti: dall’accesso all’abitazione, al lavoro, all’istruzione e alla formazione professionale, al credito bancario, alla conoscenza delle opportunità connesse all’avvio di attività autonome e imprenditoriali, alle prestazioni sanitarie e socio – assistenziali”. Con la legge, si istituivano inoltre due nuovi organismi: “la Consulta regionale per l’integrazione degli immigrati, con funzioni propositive in ambito di programmazione e legislativo, e l’Osservatorio regionale sull’immigrazione e diritto d’asilo, con funzioni di monitoraggio sui flussi migratori”. Ed è ancora la Regione, nel mese di febbraio 2011, a siglare un accordo con la onlus “Save The Children” per “promuovere un sistema centralizzato a livello regionale di monitoraggio degli inserimenti dei minori nelle comunità alloggio del territorio, basato sulle disponibilità di accoglienza”.

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