Manovra Monti. Fitto: ‘Non mi piace ma è necessaria’

Roma. Lo spread e la crisi. L’ex ministro del Governo Berlusconi invita a guardare il difficile periodo italiano come conseguenza di un malessere europeo

ROMA – Il governo Monti inizia a scoprire le sue carte e presenta quelle “riforme” che non proprio tutti attendevano. Nessuna tassa sui grandi patrimoni, nessun limite ai compensi dei manager bancari e dei più importanti enti pubblici. Inoltre, di estensione dell’Ici ai beni ecclesiastici neanche a parlarne. I tagli ai costi della politica, richiesti con sempre più insistenza dalla società civile sono molto limitati (divieto di cumulo dello stipendio di ministro della Repubblica e quello di parlamentare e diminuzione del numero dei componenti delle Authority). Tra le misure più controverse anche quella che introduce una tassa una tantum, del tutto risibile, dell’1,5% sui capitali “scudati”. In compenso vi è la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa e l’aumento di due punti percentuali dell’Iva a partire dal settembre 2012. A fare sacrifici saranno per l’ennesima volta pensionati e lavoratori dipendenti, del settore pubblico e privato. I primi non potranno godere, per pensioni superiori ai mille euro, dell’indicizzazione. I secondi, sia donne che uomini, subiranno misure molto dure: metodo contributivo per tutti a partire dal 1° gennaio 2012. Per le pensioni di anzianità occorreranno 42 anni e un mese nel 2012 (41 anni ed un mese per le donne), 42 anni e due mesi nel 2013 (41 anni e due mesi per le donne), 42 anni e tre mesi (41 anni e tre mesi per le donne) nel 2014. Per le pensioni di vecchiaia si prevede l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne lavoratrici del settore privato fino ad arrivare a 66 anni a partire dal 2018 (come per le donne lavoratrici del settore pubblico). “Una manovra che sicuramente noi non avremmo fatto – dichiara l’ex ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto – ma il momento economico-finanziario particolarmente drammatico richiede un forte senso di responsabilità”. Come giudica complessivamente la manovra economica presentata dal Governo Monti? “Il giudizio complessivo è quello di una manovra necessaria in cui sono contenuti alcuni aspetti che noi non condividiamo, in merito soprattutto all’indicizzazione delle pensioni e alla tasse sulla prima casa. E’ una manovra che noi non avremmo mai fatto. Tuttavia, complessivamente, riteniamo debba prevalere il senso di responsabilità e che quindi si debba necessariamente andare oltre le esigenze e le ragioni di ogni singola parte politica. L’impianto della manovra risente di una condizione di necessità generale e va rapidamente attuata. Siamo consapevoli che rappresenta l’unico antidoto alla crisi economico-finanziaria che stiamo vivendo”. Anche dopo la presentazione delle misure da parte del Governo Monti lo spread sui titoli di stato e le borse europee continuano ad essere a dir poco altalenanti. Non ritiene che i mercati si attendessero di più da questa manovra? “Credo che ciò che sta accadendo ci consenta di fare una riflessione più approfondita. E cioè che nelle scorse settimane il fenomeno dello spread è stato fortemente strumentalizzato. Si è sostenuto che con la fine del Governo Berlusconi le borse sarebbero salite e il differenziale sarebbe calato. Stiamo invece toccando con mano che così non è. Evidentemente i problemi che abbiamo di fronte sono sì frutto di disfunzioni nazionali ma sono anche conseguenze di alterazioni internazionali, direttamente collegate a ciò che sta avvenendo in questi giorni in Europa. Io non ritengo che lo spread salga o diminuisca per ragioni collegate alla nostra manovra. Lo spread è altalenante per ciò che sta accadendo a livello europeo. Le incertezze derivano da lì. Se invece pensiamo che tutto sia collegato a questioni nostre, nazionali, commettiamo un grosso errore”. Forse però analizzando queste prime misure ci si attendeva dal Governo Monti maggiore coraggio nell’adottare alcune decisioni che la Politica in questi anni non è riuscita a prendere… “Io non condivido questa analisi. Il governo Monti nasce perché la situazione a livello internazionale è precipitata e quindi si ha la necessità di dare una risposta differente. Nasce perché si è costruita un’immagine non veritiera secondo cui si sarebbero risolti in tempi rapidissimi tutti i problemi cambiando il governo e il presidente del Consiglio. Così non è stato. Si è voluto dare questa possibilità con senso di responsabilità. Ma da qui a risolvere i problemi ce ne vuole. E lo stiamo verificando. Preciso inoltre che molte delle misure inserite in questa manovra sono peraltro in perfetta continuità con i contenuti della lettera inviataci dall’Unione europea alla quale noi avevamo già dato il nostro assenso e rispetto alla quale si sta ancora lavorando”. Ogni volta che i conti pubblici sono in affanno si fa riferimento alla necessità di riformare il sistema previdenziale. L’intervento sulle pensioni in questa manovra è molto forte e richiede numerosi sacrifici sia per i lavoratori del settore pubblico che per quelli del settore privato. Come avvenuto, ad esempio, anche agli inizi degli anni ’90 con i Governi Amato e Dini. Cosa deve fare, il giorno dopo l’approvazione della manovra, il nostro Paese per non ritrovarsi fra dieci, quindici anni a dover nuovamente intervenire sul sistema previdenziale? “Noi guardiamo tutto come se fosse limitato ad una questione nazionale. Evidentemente ci sfugge quello che sta succedendo in queste ore a livello internazionale. C'è una crisi finanziaria internazionale e le condizioni di gravissima difficoltà non riguardano solo l'Italia. Se oggi avessimo solo nel nostro paese questa situazione e il resto d'Europa stesse benissimo, questa domanda reggerebbe. La difficoltà italiana di decidere riforme strutturali, ad esempio sulle pensioni, si inserisce in un contesto internazionale, dove le problematiche sono completamente differenti. Quindi se continuiamo a guardare dal nostro buco della serratura le questioni di carattere internazionale, commettiamo un errore. Noi dobbiamo entrare in questa logica. Il governo Monti nasce per potare dare delle risposte ad un contesto di carattere internazionale, con mille dubbi, mille perplessità e mille problemi che purtroppo emergono sempre”. Quali sono i tempi di approvazione della manovra? “Tra lunedì (oggi, ndr) e martedì la Camera voterà il provvedimento e prima di Natale penso sia doveroso avere la manovra approvata”.

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