Qualità della vita. Lecce, 85esima su 107

Lecce. La classifica del Sole 24 ore è aperta da Bologna e chiusa da Foggia. Soddisfazione di Gabellone per il risultato della Provincia salentina

LECCE – 85esimo posto su 107. E’ il risultato conseguito dalla Provincia di Lecce nella ricerca annuale del Sole 24 Ore dedicata alla qualità della vita sul territorio italiano, pubblicata oggi. La provincia salentina sarebbe dunque nell’ultima parte della classifica, quella dei risultati non soddisfacenti. Eppure il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone si è detto soddisfatto del risultato in quanto “nonostante una crisi senza precedenti, tanto forte da dover necessitare di interventi nazionali estremi – ha detto – il ‘Sistema Salento’ tiene il suo equilibrio” e soprattutto registra un “+9 posizioni dall’insediamento del governo di centrodestra”. Meriti a parte, la situazione non è così rosea come sembra a Gabellone, soprattutto considerando che le province pugliesi si trovano tutte in fondo alla classifica e quella di Foggia, addirittura, la chiude. L'indagine del maggiore quotidiano economico italiano attraverso le statistiche più recenti mette a confronto la vivibilità nelle 107 province italiane in sei aree significative: Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi/ambiente/salute, Popolazione, Ordine pubblico e Tempo libero. Ciascuna area è suddivisa a sua volta in 36 parametri e alla pagella finale si arriva attraverso il calcolo dei “voti” ottenuti nei 36 parametri e nelle sei tappe dell'indagine. Dallo studio del Sole, Bologna appare la provincia più vivibile, Foggia la meno vivibile. “L’autorevole dossier ci conferma isola più felice di Puglia, anche davanti al capoluogo regionale Bari – ha aggiunto Gabellone – ma è solo un punto di partenza verso traguardi ancora migliori, magari in condizioni economiche e produttive ben diverse dalle attuali, sulla soglia della recessione. Analizzando il valore delle rilevazioni e le loro risultanze particolarmente importante è il dato riferito al ‘Tenore di Vita’ dei salentini, dato che pur in un riconosciuto e drammatico periodo di crisi economica congiunturale e internazionale tiene ancora più che ‘vivo’ il sistema-Salento; lo stesso discorso vale per l’indicatore ‘Ordine Pubblico’, alla stregua e in certi casi sopra la media delle realtà del Nord Italia dove la criminalità ha pochissima influenza e rilevanza sui rispettivi territori provinciali”.

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