Diffamazione a mezzo stampa. Vendola rinviato a giudizio

Bari. I fatti risalgono al 2009 quando il presidente della Regione avrebbe rilasciato dichiarazioni ritenute offensive nei confronti di Salvatore Greco

BARI – Il gip di Bari, Vito Fanizzi, ha disposto la imputazione coatta del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa respingendo la richiesta di archiviazione della querela del capogruppo regionale del Pdl Salvatore Greco formulata dal pm. “Non ho mai avuto dubbi sulla possibilità di avere giustizia nel nostro sistema giudiziario – ha dichiarato Greco, assistito qui dall'avvocato Cristian Di Giusto -: la decisione del gip del Tribunale di Bari ne è la riprova”. I fatti si riferiscono all’estate del 2009, quando Vendola avrebbe rilasciato dichiarazioni a mezzo stampa e interviste, una anche al quotidiano spagnolo El Pais, in cui avrebbe attribuito a Greco fatti ai quali il diretto interessato si disse subito estraneo. “La decisione del gip rende giustizia a me nel caso specifico – aggiunge Greco – ma chiarisce gli ambiti entro cui deve contenersi la polemica politica, e in questo senso il magistrato rende un servizio a beneficio di tutti. Spiega il giudice che, pur essendo la critica una interpretazione soggettiva, ‘giudizi e opinioni hanno pur sempre come base di partenza fatti per i quali il requisito della verità non può venir meno’. Occorre quindi ‘un minimo di fondatezza’ nelle cose che si affermano. Questo, secondo il magistrato – vale anche in ambito politico, nel quale ‘le espressioni non possono degenerare nell'attacco personale e nella pura contumelia’. Non si può chiedere un approccio bipartisan nell'affronto delle questioni gravi che riguardano questa regione e poi utilizzare – per citare il provvedimento del gip – ‘frasi pesantemente e platealmente sconvenienti e volgari’, quali quelle utilizzate da Vendola ai miei danni. Avere idee differenti, militare in schieramenti opposti non giustifica gli eccessi lessicali del presidente della Regione, soprattutto in casi come questo, in cui io ero, sono e resto estraneo al sistema al quale Vendola voleva associarmi”.

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