Imprese. Lecce cresce più di Puglia e Italia

Lecce. I dati Unioncamere: saldo positivo nonostante le cessazioni. A Nociglia, il tasso di crescita maggiore. Giù, Veglie e Cutrofiano

LECCE – L’imprenditoria salentina è in buona forma e la provincia di Lecce è al top della classifica nazionale stilata da Unioncamere, occupando il secondo posto preceduto da Pisa. Un risultato ottenuto grazie a un tasso di crescita trimestrale pari a + 0,62% scaturito da 1.295 nuove imprese iscritte a fronte di 844 cessate che hanno originato un saldo positivo di 451 imprese. Sono i numeri del tessuto imprenditoriale della provincia di Lecce aggiornati al terzo semestre 2011, con un numero totale le imprese presenti sull’intero territorio provinciale pari a 73.189. Il trend di crescita che conferma l’andamento del trimestre precedente, anche se la performance, nel trimestre aprile-giugno, era stata decisamente più incoraggiante con un saldo tra aperture e cessazioni che aveva raggiunto quota 807. Il tasso di crescita della struttura imprenditoriale leccese nel periodo considerato è stato doppio di quello nazionale (+0,32%), e il triplo di quello della regione Puglia (+ 0,18%). Le altre province pugliesi hanno registrato comunque un tasso positivo, eccezion fatta per Bari (-0,15%), ma comunque inferiore a quello della provincia di Lecce: Taranto + 0,41%, Foggia +0,35%, Brindisi 0,18%. Tuttavia sono da evidenziare, nonostante il saldo positivo, le dinamiche contrapposte tra natalità e mortalità delle imprese: in diminuzione le prime, in crescita le seconde. Le 1.295 iscrizioni del trimestre in esame sono state il 10% in meno di quelle del III trimestre dello scorso anno (1.438); viceversa le cancellazioni sono state il 32% in più. Ciò a testimonianza delle difficoltà che l’economia salentina sta registrando in questi ultimi anni. Il saldo del trimestre in esame, pur positivo (451) è inferiore di oltre il 56% rispetto al corrispondente saldo rilevato nel 2010. Considerando però complessivamente i risultati del 2011, nell’arco dei nove mesi si sono avuti risultati più incoraggianti rispetto al medesimo periodo del 2010. Tra gennaio e settembre di quest’anno, infatti, i registri camerali hanno rilevato 4.995 iscrizioni (nel 2010 sono state 4.441) a fronte di 4.135 cessazioni (3.783 l’anno precedente) per un saldo totale di 860 imprese in più (contro le 658 dell’anno scorso). In termini percentuali il saldo dei primi nove mesi è aumentato del 30,7%, risultato dovuto al contestuale incremento delle iscrizioni (12,5%) e delle cancellazioni (9,3%). In valore assoluto lo stock delle imprese del trimestre in esame è tornato all’incirca ai valori del medesimo trimestre del 2008. // I settori Non è semplice considerare la natimortalità delle imprese dal punto di vista dei settori di interesse, in quanto su un saldo di 451 imprese, la quasi totalità (442) sono imprese non classificate. Tuttavia è possibile stabilire che l’agricoltura segna un saldo negativo pari a 34 imprese, analogamente al comparto manifatturiero che perde 38 unità produttive. Le costruzioni registrano invece un saldo positivo pari a 23 unità, analogamente al settore commercio con 37 imprese in più e le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+10). Considerando il peso percentuale dei singoli settori sul totale delle imprese, è il commercio che incide maggiormente con un peso del 30,57% che rappresenta a poco meno di un terzo del totale delle imprese (il dato nazionale è del 25,36%); il settore dell’edilizia ha un impatto sul totale del 14,54% in linea con il dato nazionale (14,85%), il comparto agricolo incide per il 14,15% (13,78% il dato nazionale), mentre le attività manifatturiere per il 10,10% (10,15% il peso del settore sul totale nazionale). // Le imprese artigiane Tra luglio e settembre sono nate 326 imprese artigiane a fronte di 271 chiusure, per un saldo positivo di 55 unità e un tasso di crescita pari a +0,28%. Al 30 settembre 2011 le imprese artigiane ammontano complessivamente a 19.463 unità, di cui il settore più rappresentativo è costituito dalle 7.572 imprese del comparto delle costruzioni, a seguire le attività manifatturiere che contano 765 imprese a le altre attività di servizi pari a 2.838 imprese. Nel trimestre considerato si sono registrati saldi negativi per le attività manifatturiere (-15); positivi invece per il settore delle costruzioni (+ 30), per le altre attività di servizi (+21), e le attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (+14). // I Comuni: bene Nociglia In ambito provinciale il Comune più dinamico è stato quello di Nociglia con un tasso di crescita del 2,70%, seguito da Porto Cesareo (2,63%), Specchia (2,49%) e San Cesario di Lecce (2,18%). Il Comune che ha registrato il peggior tasso di sviluppo è stato Castrì di Lecce con – 1,33%, preceduto da Cutrofiano (-0,88%), Palmariggi (0,77%) e Spongano (-0,72%). In termini assoluti il maggior contributo al saldo è venuto da Lecce con 59 nuove imprese, seguito da Galatina (24) e a pari merito con 18 imprese Gallipoli, Tricase e Porto Cesareo. Negativo il contributo di Veglie e Cutrofiano, entrambi con -6 aziende, e di Racale, Castrì, Acquarica con -3 unità imprese.

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