Salvemini: con la Capone sarà una bella sfida

Lecce. Carlo Salvemini, candidato alle primarie per le elezioni leccesi, ci ha parlato della sua avversaria, dei suoi progetti e dell'uso utile del web

LECCE – Cosa cambia, nella sfida delle primarie, con Loredana Capone candidata? “Essenzialmente non cambia a in uno scenario che, per volontà unanime della coalizione di centro-sinistra, si erà già profilato: quello di individuare, attraverso il percorso delle primarie, il candidato per le elezioni amministrative. È evidente che nessuno poteva individuare in partenza chi ne sarebbero stati i protagonisti. Ora c'è in campo Loredana Capone, che rappresenta in questo momento l'espressione politica più alta del centro-sinistra cittadino. Con lei, il confronto acquisisce un valore particolare. Il messaggio che ne viene fuori è importante: il centro-sinistra crede nei propri mezzi e nella propria forza per offrirsi come alternativa credibile per l'amministrazione nella città di Lecce”. Quale crede sia la differenza tra voi due? “Quella più banale, ma anche più palese è la differenza tra i nostri curricula. È sufficiente metterli a confronto per rendersi conto di come l'esperienza di Loredana Capone sia segnata da incarichi di governo progressivamente più impegnativi e più prestigiosi. Di fatto lei è stata quasi sempre nelle amministrazioni di Comune, Provincia o Regione. La mia è un'esperienza politica completamente diversa. Così come diverse sono le nostre storie. Ci accomuna un dato generazionale e questa nostra appartenenza all'area politica che era del Pd, dal quale sono uscito un anno e mezzo fa. Tuttavia se si dovesse valutare il percorso, la Capone avrebbe, come ha, molti più titoli del sottoscritto”. Quali sono, allora, i punti a suo favore in questo confronto? “Credo di godere e di percepire, attorno alla mia esperienza politica, un riconoscimento e un apprezzamento diffusi. E poi io non sono un politico professionista; la politica è per me una passione e una sorta si dovere civile. Sono consapevole però, che questo può, per alcuni, rappresentare una forza o un valore aggiunto, e per altri un limite”. Sul suo blog “Lecce 2.0dodici”, ha parlato di un'assemblea pubblica con tutto il centro-sinistra riunito per presentare alla città la costruzione di un programma. Progetto concreto o semplice provocazione? “Durante le ultime 24 ore c'è stata una richiesta frequente, una domanda sospesa: cosa farà il presidente della Regione Puglia Vendola? Sosterrà la sua vice presidente o appoggerà un candidato che, pur non facendo parte del suo partito, è ritenuto vicino al suo pensiero? Io ho semplicemente pensato che invece di contendersi l'endorsement del governatore, sarebbe più utile che il centro-sinistra lavorasse per invitarlo ad un'assemblea pubblica nella quale trasmettere un messaggio unitario di collaborazione, democrazia e dignità. Naturalmente, il percorso delle primarie camminerà su binari affidati alla capacità di ciascuno di essere più o meno credibile, autorevole o convincente; intanto, però, sarebbe bene tenere le forze di coalizione unite perché dopo le primarie ci sarà l'appuntamento elettorale vero e proprio”. Lei è, senza dubbio, una delle figure politiche cittadine più attive sul web. Quanto conta l'appoggio della rete per una vittoria elettorale? “È illusorio immaginare che il web sia una leva decisiva e strategica, ma sarebbe superficiale e colpevole ritenerlo ininfluente. È sicuramente uno strumento potente di comunicazione politica. Ma non dimentichiamoci che per comunicare politica, prima è necessario farla. Stesso discorso per contenuti e relazioni: bisogna dapprima costruirli. Non sono uno specialista e non so chi al momento possa utilizzare meglio questo mezzo comunicativo. Le dinamiche della partecipazione “online” sono molto particolari: spesso c'è una distanza rilevante tra ciò che appare come partecipazione e disponibilità all'impegno sulla rete attraverso un semplice click e quello che richiede invece una presenza sul campo. È semplice dichiararsi sostenitore; molto più complicato è dimostrare di esserlo veramente”. Secondo lei, l'azione politica sul web potrebbe portare ad un parziale recupero di astensionisti? “Potrebbe essere, ma credo che il recupero di un'area di astensione non sia tanto legata ad una forma di comunicazione, quanto alle modalità con le quali si costruisce un messaggio politico. La rete consente, indubbiamente, di raggiungere persone che, magari, non si relazionano con giornali e televisioni. Ma anche sul web, quello che conta è il rapporto di fiducia che si viene a creare tra il mittente ed il destinatario. La fiducia la costruisci con l'azione politica. Sui social network, per esempio, la cosa più importante non è avere tanti amici, ma il rapporto che instauri con loro, l'uso che fai della tua bacheca. Senza queste premesse, anche la rete diventa inutile”. Quali sono, secondo lei, le priorità per Lecce? “Ritengo che, in generale, ci troviamo in una fase politica che assegna un compito decisivo agli enti locali. È necessario rifocalizzare i compiti istituzionali per i quali nascono perché sono chiamati a fare bene, ma con molte meno risorse rispetto al passato. Questo tema diviene ancora più complicato nella nostra città, dove soffriamo particolarmente i problemi dovuti al bilancio. All'interno di questa cornice, credo che Lecce debba ambire a diventare un'eccellenza nell'offerta dei servizi pubblici. Attraverso questi si può effettivamente giudicare la qualità di un'amministrazione. Vorrei che Lecce, oltre che entusiasmarsi giustamente per le proprie bellezze architettoniche, storiche e ambientali, potesse proporsi, fra qualche anno, come punto di riferimento per i servizi pubblici nel Mezzogiorno. Attualmente questi sono, a mio avviso, totalmente inadeguati per lo spessore e le capacità che questa città può esprimere”. Quali sono i prossimi obiettivi della sua campagna? “Prossimamente ci sarà un forum aperto a tutti sulle Politiche della Cultura, dove discuteremo delle strategie e della programmazione della cultura diversamente da come si è fatto negli ultimi 15 anni. Siamo stati fortemente schiacciati da una logica dell'evento che, a mio parere, non significa molto. Poi, entro la fine del mese, il nostro progetto arriverà nei quartieri della città, dove protremo confrontarci direttamente con la cittadinanza”.

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