Decreto Sviluppo. Gli ingegneri: ‘Poche garanzie’

Lecce. Alle 16 all’hotel Tiziano il convegno dell’Ordine degli ingegneri sulla nuova normativa nell’urbanistica e nell’edilizia

LECCE – Snellimento delle procedure in materia urbanistica e certezza della correttezza dell’iter autorizzativo. Lo chiedono a gran voce gli ingegneri della provincia di Lecce, che oggi nel corso del convegno “La nuova normativa nell’urbanistica e nell’edilizia” (hotel Tiziano, ore 16)discuteranno sulle principali novità introdotte dal decreto Sviluppo. In generale i principi ispiratori introdotti dal decreto sono riconducibili a due: la semplificazione e la responsabilizzazione del privato. “Il cosiddetto decreto Sviluppo – spiega il presidente dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Lecce, Lorenzo Daniele De Fabrizio – introduce una importante novità, quella del silenzio assenso nel permesso di costruire, che va a sostituire il vecchio ‘silenzio rigetto’ previsto dalla legge urbanistica dal 1942”. Quali sono le conseguenze di questa modifica? “Stravolge tutto e non garantisce né i proprietari né i professionisti. Noi abbiamo sempre chiesto lo snellimento delle procedure, ma la modifica non ci soddisfa, perché è un pericolo dare certezze per costruire dove c’è una legislazione confusa. I Tar traboccano di contenziosi”. Perché secondo lei il silenzio assenso aumenterebbe i conflitti? “Si rischia di provocare danni al territorio e alle persone. La Pubblica amministrazione mantiene il potere di controllo e di revoca di un procedimento. Considerando le lentezze fino ad oggi registrate, il silenzio assenso non dà la sicurezza che gli Enti abbiano effettivamente valutato la pratica. Piuttosto i lavori si inizierebbero, in buona fede, andando incontro anche a reati penali. Il professionista che rilascia dichiarazioni mendaci rischia da uno a tre anni. Infatti il principio di responsabilizzazione opera come contrappeso della semplificazione. Le asseverazioni e l’istruttoria vengono compiuti dal tecnico di parte che firma il progetto. Viene introdotta una fattispecie di reato che sanziona le false attestazioni o dichiarazioni nell’istanza di rilascio del permesso di costruire, in ciò equiparando la disciplina con la Dia ora Scia”. Quale sarebbe l’alternativa? “Avremmo preferito la garanzia di un più rigoroso rispetto dei tempi da parte della Pubblica amministrazione, entro cui attenerci tutti”. Il decreto Sviluppo poi introduce novità in ambito di rilascio della Valutazione ambientale strategica (la Vas) che, imposta dall’Unione europea, obbligava le amministrazioni a rilasciarla anche più volte. Ora non è più così, e si considera acquisita una volta per tutte. “Vi sono anche novità con riferimento alla disciplina dei piani particolareggiati, con la possibilità che il privato si sostituisca all’inerzia dell’Amministrazione”. Si è parlato di volumi in ‘volo’. Che significa? “E’ un’importante novità che riguarda la circolazione dei diritti edificatori, cioè la possibilità di trasferire la volumetria riconosciuta da un fondo su un altro fondo attraverso un contratto reale che si può trascrivere come un normale contratto di compravendita. Il volume “in volo” diventa un bene economico, che può essere anche ipotecato, o dato in garanzia per ottenere finanziamenti”. Non c’è il rischio che si trovi un escamotage per aumentare la volumetria in zone dove è vietato, per esempio sulle coste? “No, perché il trasferimento deve rispettare la normativa vigente e gli altri strumenti di pianificazione urbanistica. Anzi, con la circolazione dei diritti edificatori si realizza la perequazione urbanistica e la cosiddetta edilizia negoziata, cioè gli accordi con l’Amministrazione che facilitano la realizzazione delle infrastrutture e delle opere pubbliche senza dover ricorrere alla espropriazione della proprietà privata”.

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