Cantieri Koreja. Doppio appuntamento in Open Dance

 

Ai Cantieri Teatrali Koreja, nella serata di oggi 3 ottobre, doppio appuntamento con la compagnia Company Blu Danza di Firenze

Prosegue ricca di sorprese “Open dance. Il cantiere della nuova danza”, la rassegna dedicata al teatro-danza e alla danza contemporanea e promossa da Cantieri Teatrali Koreja, Regione Puglia, Provincia di Lecce e Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Nella serata di oggi, sabato 3 ottobre, in esclusiva regionale doppio appuntamento a partire dalle ore 20.45 con Company Blu Danza di Firenze. Il gruppo Company Blu Danza è uno dei gruppi italiani più innovativi nel panorama della danza contemporanea degli ultimi anni, che sin dalla sua fondazione nel 1989 ha sempre ricercato un rapporto diretto con la musica dal vivo e le architetture plastiche del corpo, inserendo la struttura coreografica in una scenografia a volte teatrale, a volte virtuale e tecnologica attenta alle contaminazioni delle arti visive. A partire dalle ore 20.45, in scena “Frankenstein’s beauty”, nato da uno spunto preso dai dati più famosi della biografia di Mary Shelley, l’autrice di Frankenstein, donna che tra le prime rimise in discussione il concetto di ‘mostruoso’ esplorando e rimescolando i confini tra umano e non umano. Lo spazio del suo celebre romanzo destinato alla voce di un altro tipo di personaggio permise il contatto con altri punti di vista rispetto ai canoni etico-estetici dell’epoca, punti di vista ancora molto attuali nel nostro contesto. La danza e il ‘rant’ di questo lavoro procedono per frammenti leggermente discontinui, lasciando scorrere alcune suggestioni che additano al labirinto delle mostruosità etico/culturali nei confronti delle donne del nostro tempo e quelle proprie dell’intimo umano. Danza e parola si contaminano anche con canzoni pop della cultura occidentale. Il testo dello spettacolo è in inglese con libretto tradotto in italiano. “Frankenstein’s beauty” è a cura di di Stefania Zampina, con Charlotte Zerbey, musiche di Paolo Benvegnù, coreografie di Charlotte Zerbey e luci di Peter Golembiewski. Le musiche sono eseguite dal vivo da Spartaco Cortesi. A seguire, alle ore 21.45, “Testimone modesto” analizza il corpo ed il suo linguaggio attraverso esperimenti coreografici teatralmente costruiti e decostruiti, con il movimento e con la parola. La scena diviene il laboratorio della scienza cinestetica. Ogni esperimento coreografico viene teatralmente costruito e decostruito, con il movimento e con la parola. Qui l’attenzione è focalizzata intorno ad un genere, il maschile, nel tentativo di testimoniare la vera natura della mascolinità. Ma il risultato sarà attendibile? Si potranno realmente eliminare quelle interferenze accidentali che potrebbero contaminarne il senso? «[…] La scienza è stata per lungo tempo il territorio privilegiato di figure e pensiero maschili. La figura dello scienziato è pertanto tra le principali che hanno definito la categoria del “maschile”. I suoi tipici tratti mascolini riguardavano l’azione/sperimentazione, il controllo/riflessione e la forza di un linguaggio che si poneva come oggettivo –ripulito da opinioni personali e dall’interferenza del corpo. Testimone Modesto intende dialogare con la revisione della figura del primo scienziato sperimentale realizzata da Donna Haraway, studiosa americana contemporanea che si occupa dei presupposti della tecnoscienza da un punto di vista femminista. Con lucidità il suo testo decostruisce alcuni stereotipi circa le origini della scienza moderna attraverso notazioni sulla vicenda di uno dei suoi principali protagonisti, lo scienziato Robert Boyle[…]» di Stefania Zampina. “Testimone modesto” e a cura di Stefania Zampina, con Alessandro Certini, coreografie di Alessandro Certini e luci di Paolo Rodighiero. Le musiche sono eseguite dal vivo da Spartaco Cortesi.

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Mario Maffei

Giornalista professionista

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