Umberto Uccella, il PD leccese da rottamare

Uccella, di mestiere dirigente di partito, ogni giorno assume una posizione personalistica: così coltiva il suo orticello e manda a picco il gradimento del PD

Umberto Uccella è il più classico esempio “funzionario” comunista-piddiessino-diessino, tutto scuola di partito e Feste dell’Unità. Nonostante un carisma da alba dei morti viventi, scala con pervicacia le gerarchie fino alla vetta della segretaria cittadina a Lecce. Professione: non pervenuta. Ma dall’alto di inesistenti competenze manageriali, viene spedito da Giovanni Pellegrino ad amministrare la società di trasporti provinciale, la STP. Con che risultati? Un debito di 4milioni e 700mila euro lasciato in eredità all’attuale amministratore, Gino Pepe. Dalemiano di ferro, nemico giurato di quella che insiste a chiamare “sinistra radicale” (includendo Sel e Idv nella categoria). Una sua tipica posizione politica è espressa dal seguente concetto: “Non siamo né per un si incondizionato, nè per un no preconcetto” (il quesito riguardava la possibilità che la Colacem di Galatina fosse autorizzata a bruciare CDR). Da componente della direzione provinciale del Pd, va in avanscoperta su ogni forma di apertura, piagnucolando poi (leggi qui) contro i compagni di partito che lo redarguiscono pubblicamente per queste prese di posizioni solitarie e non condivise. Ultimo esempio è la proposta di alleanza con il così detto movimento Regione Salento. Uccella, in contrasto con quanto affermato e ribadito da tutti i dirigenti del Pd, apre a Paolo Pagliaro. La ragione è sconcertante, esempio raro di squilibrio politico. Riporto testualmente: “(…) soprattutto dopo il pronunciamento dell’Alta Corte sulla vicenda della Regione Salento che, nella sostanza, ne rende irrealistico il progetto di costituzione, non disdegnerei che possano essere verificate possibili convergenze programmatiche con il movimento di Paolo Pagliaro”. Da quanto è dato di comprendere, questo è l’Uccella-pensiero: siccome la Corte Costituzionale ha bocciato definitivamente il referendum sulla Regione Salento, rendendone di fatto elettoralmente irrilevante il movimento, è giunta l’ora che il Pd si allei con Pagliaro. Il famoso tafazzismo della sinistra leccese.

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