Ti droghi? Vai in chiesa

Lecce. Un ragazzo condannato ad andare in chiesa invece che in carcere. A Calimera un'anziana depredata dal suo parroco

di Giacomo Grippa Ecco due processi penali, riguardanti parrocchie leccesi: 1) Il gip del Tribunale del capoluogo, Cinzia Vergine, ha proposto, come pena alternativa alla detenzione, il lavoro per tre mesi in parrocchia. Il giovane S.G.V., trovato in possesso di droga, dovrà mettersi al servizio per l'aiuto ai bisognosi e per quello che sarà necessario, liturgicamente o meno, alla parrocchia. Oh, santa Vergine, la parrocchia come struttura… per ogni funzione pubblica? Avrà il gip, in istruttoria, accertato, extra privacy, la fede del giovane, che potrebbe patire doppia pena, se fosse ateo o agnostico? Oh, santa Vergine, oh benedetta laicità, intra-moenia fidei, “… senza distinzione di sesso, razza, religione…”. 2) A processo il viceparroco di Calimera, don Pippi Guido, per accertare le sue responsabilità nell'aver “trattenuto”, oltre 50 milioni di lire, lasciatigli in custodia da un'anziana. Il caso scoppiò al momento del difficile, dilazionato recupero di queste somme, necessarie al ricovero in un ente assistenziale della parrocchiana. Sono state di conseguenza sequestrate le disponibilità di circa 30mila euro sul conto bancario del prelato ed avviato il processo a suo carico. Certo l'anziana non poteva trovare un migliore, inaffidabile, Guido spirituale.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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