Sterilità di coppia. Problema e soluzioni (IV parte)

IL MEDICO DELL’AMORE. Il successo del trattamento in una paziente over 40 anni è minore rispetto a quello previsto per una donna tra i 20 e i 30 anni

Lamberto Coppola (*) // Possibilità di successo e rischi della fecondazione assistita Poiché tutti questi metodi di fecondazione assistita offrono complessivamente una possibilità di avere un bambino che varia dal 15% al 25% per ogni ciclo di trattamento a seconda dell’età della donna e della patologia di base che ha determinato la sterilità, il rischio maggiore per chi si sottopone alla tecnica può essere certamente la delusione. Il successo del singolo trattamento in una paziente che ha superato i 40 anni è minore rispetto a quello previsto per una donna con un’età compresa tra i 20 e i 30 anni. Lo stesso vale per le pazienti affette da PCOS o Endometriosi, o per gli uomini in cui non si ritrovano spermatozoi nel liquido seminale per carenza produttiva primitiva da parte del testicolo rispetto a coloro che invece hanno una occlusione delle vie di deflusso. In questi ultimi casi inoltre hanno maggiore possibilità di successo i soggetti i cui spermatozoi sono stati prelevati dal deferente rispetto a quelli il cui il prelievo è avvenuto dall’epididimo. Per questi motivi sosteniamo da sempre l’importanza di sottoporre il partner maschile a consulenza andrologica preliminare e, se bisogna estrarre gli spermatozoi dell’apparato genitale, ricorrere, come già abbiamo detto, al prelievo microchirugico. Alcuni studi comunque dimostrano come le possibilità di gravidanza aumentino con cicli ripetuti e possano avvicinarsi a quelle di una gravidanza spontanea. I rischi invece direttamente associati ai trattamenti attualmente disponibili sono pochi. Il rischio più comune è rappresentato dalla gravidanza multipla, al massimo trigemina, associata al basso peso neonatale e dalla aumentata incidenza di abortività. Inoltre, si deve aggiungere, che la possibilità di avere malformazioni cromosomiche, congenite o di altro tipo non è prevedibile all’atto dell’inseminazione o del trasferimento degli embrioni, e che tale complicanza può essere diagnosticata solo con le opportune indagini prenatali (villocentesi, amniocentesi, ecografia morfologica, dosaggi di markers ecc.) L’effetto indesiderato più conosciuto della stimolazione è dato dalla Sindrome da Iperstimolazione Ovarica (OHSS) che può insorgere come effetto della terapia medica somministrata nelle fasi che precedono il prelievo degli ovociti. Le gonadotropine possono indurre in alcuni soggetti predisposti una stimolazione imprevedibile ed eccessiva delle ovaie, che si ingrandiscono in modo smisurato, producendo liquido che si accumula in addome e talora nel torace, con conseguente necessità di ospedalizzazione. Per evitare questo rischio, così come quello della gravidanza multipla, la terapia medica ed i suoi effetti sull'ovaio devono essere continuamente controllati e monitorizzati sia mediante lo Studio Ecografico dei Follicoli, ma anche mediante il contemporaneo dosaggio dell’ormone Estradiolo che al momento della somministrazione della HCG non deve superare determinati livelli di rischio valutati individualmente in base all’età. Una delle condizioni predisponesti alla OHSS è la Sindome dell’Ovaio Micropolicistico (PCOS), per cui in questi casi il medico sarà molto cauto ed attento nel somministrare i farmaci. Infine, come in tutte le tecniche chirurgiche, raramente si possono avere delle complicanze operatorie (emorragie interne) o legate agli effetti dell’anestesia generale. Tali effetti collaterali sono naturalmente dominabili grazie all’ esperienza e alla perizia degli operatori e nelle varie statistiche nazionali ed internazionali incidono in minima parte, non avendo quasi mai determinato inabilità irreversibile. Non sono descritte malformazioni o malattie congenite direttamente legate alle tecniche di riproduzione assistita, anche perché le coppie vengono preliminarmente selezionate ed esaminate mediante approfonditi esami genetici pre-concezionali e alle stesse coppie, una volta ottenuta la gravidanza, viene vivamente consigliata la diagnosi prenatale. // Consulenza psicologica alla coppia Presso il nostro Centro viene assicurata una consulenza psicologica a tutte le coppie che si sottopongono a fecondazione assistita. Per molte di esse, infatti, le frustrazioni per la mancanza di un figlio hanno già comportato notevoli tensioni e, pertanto, riteniamo necessaria la presenza nell’equipe una giuda ed un aiuto qualificato che possa aiutare le persone che si rivolgono a noi in un periodo così difficile. Portare a termine un ciclo di trattamento di procreazione medicalmente assistita non è sempre facile e, come dimostrano le statistiche, il successo non può essere garantito. Persino quelle coppie che hanno ottenuto la gravidanza possono ancora provare l’amara delusione di un aborto. In tutti questi casi è certamente necessario un sostegno psicologico che affianchi il nostro lavoro medico-bioogico. // Conclusioni Come da sempre abbiamo sostenuto, ed in ottemperanza al concetto di gradualità terapeutica previsto dalla legge 40/2004, oggi bisogna giungere alle tecniche di procreazione assistita qualora le alternative medico chirurgiche adottate non abbiano dato gli effetti sperati, nonché quando siano compromesse le reali possibilità di procreare in modo naturale con un tempo ragionevolmente breve ed in relazione all’età riproduttiva della specifica coppia giunta alla nostra osservazione. Ciò per evitare il rischio che queste tecniche vengano utilizzate in modo improprio ed esagerato da chi ha voluto creare una vera e propria industrializzazione nel settore, sfruttando la debolezza psicologica di chi, privato della naturale capacità di concepire, è in preda a continue frustrazioni. (*) Prof. Lamberto Coppola Andrologo – Ginecologo – Sessuologo Direttore Sanitario dei Centri Integrati di Andrologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana Tecnomed (Nardò- Lecce) e Casa di Cura Fabia Mater (Roma).

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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