Presi mentre stavano per rapinare la banca

Casarano. In arresto Sigismondo Patera e Pietro Albano. Avevano preso di mira la filiale del Monte dei Paschi di Siena

CASARANO – I carabinieri di Casarano e di Gallipoli stamattina hanno arrestato in flagranza di reato per furto aggravato e tentata rapina, Sigismondo Patera, classe 1954, e Pietro Albano, classe 1965, entrambi di Veglie, il primo già noto alle Forze dell’Ordine. I due sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, del furto di un’autovettura Fiat Uno, avvenuto ieri sera a Galatone e di una tentata rapina che doveva essere perpetrata in stamattina ai danni dell’Istituto di Credito Monte dei Paschi di Siena di Casarano. Alle ore 09:50 un militare dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Gallipoli, libero dal servizio, ha notato transitare per le vie del centro una Fiat Uno bianca, riconoscendola, tramite il numero di targa, quale veicolo del furto di Galatone. Ha così deciso di seguirla a distanza per tenere sotto controllo i movimenti dei due uomini che la occupavano ed intanto ha avvisato la Centrale Operativa della Compagnia di Gallipoli, chiedendo militari di supporto. Subito sul posto sono arrivate due pattuglie del Nucleo Operativo e Radiomobile di Casarano, che sono riuscite ad individuare l’auto rubata e il collega, che nel frattempo continuava ad osservarla a distanza, nelle immediate adiacenze della Banca Monte dei Paschi di Siena, con sede in piazza Umberto I. Uno dei due occupanti, nel frattempo, stava già indossando un passamontagna con il chiaro intento di effettuare una rapina ai danni dell’istituto di credito. Ma, viste le pattuglie, sempre a bordo della Fiat Uno, i due si sono dati alla fuga per le vie del centro. La fuga è durata poco in quanto sono stati subito fermati in una piazza limitrofa. In seguito a perquisizione personale e veicolare, i militari hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro tutto il materiale con i quale i due stavano per effettuare la rapina: due passamontagna, una pistola giocattolo priva del tappo rosso, ma del tutto uguale ad una vera, due taglierini, due cappellini, occhiali scuri e materiale da scasso, spadino ricavato da una chiave a brugola e presumibilmente utilizzato la sera precedente per aprire ed asportare la Fiat Uno. Uno dei due, per evitare di essere individuato attraverso le impronte digitali, aveva arrotolato del nastro adesivo attorno ai polpastrelli della mano sinistra. I due arrestati, sentito il magistrato di turno, Alberto Santacatterina, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Lecce.

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