Zona industriale: acquisti senza titoli di proprietà

Casarano. Il Comune avrebbe acquistato terreni per due milioni senza perfezionare l’atto. La denuncia di ‘Idee insieme’

Un ampliamento della zona industriale senza titoli di proprietà. Il Comune avrebbe acquisito 80.000 metri quadrati di terreni, acquistandoli da privati cittadini, senza provvedere alla stipula e alla relativa registrazione. L’associazione “Idee Insieme” vuole vederci chiaro sulla vicenda relativa approvazione del Piano particolareggiato della zona Pip, deliberata dal Consiglio Comunale nel marzo 2006. Sarebbero diversi i cittadini interessati che chiedono inutilmente il pagamento del saldo per la cessione dei terreni. Nei giorni scorsi, l’associazione “Idee Insieme” ha inviato una richiesta ufficiale al Comune di visione e contestuale estrazione di copia degli atti amministrativi relativi all’ampliamento della zona industriale del 2006, redatto dagli arch. Sabina Lenoci e Francesca Pisanò. Le motivazioni a base della richiesta sono: «Valutare se sono stati tutelati gli interessi legittimi della collettività e se vi sono delle anomalie nell’ambito dei vari procedimenti che abbiano potuto (come si teme) ledere gli interessi legittimi dei provati cittadini». L’interesse dell’associazione è partito da un passaggio della relazione della società “Bdo” sul rendiconto consuntivo del 2008. A pagina 21 gli esperti della società di rating, nell’analizzare i residui relativi alle “entrate per alienazioni di beni patrimoniali”, rilevavano che, «al 31 dicembre 2008, non esistevano titoli di proprietà da giustificare residui del valore di euro 1.200.000,00». E’ stato semplice individuare alcuni dei proprietari dei terreni che hanno raccontato le loro storie, rivelando il singolare modus operandi della macchina burocratica di palazzo dei Domenicani. «Si svolgeva in modo veramente singolare – spiega Giovanni Memmi, vice presidente del sodalizio – il tecnico comunale convocava il proprietario e lo convinceva a cedere il terreno in via bonaria per evitare contenziosi. Il cittadino quasi sempre cedeva e riceveva un anticipo sul prezzo pattuito, senza alcun riscontro. C’è una signora che ha ottenuto 15.000 euro di anticipo con una semplice telefonata del dirigente comunale alla banca. Incassato l’anticipo, i proprietari stanno ancora aspettando la definizione della vendita. In sostanza – conclude Memmi – il Comune ha acquisito terreni, per un valore di circa 2 milioni di euro, senza preliminare, senza atto notarile e senza registrazione».

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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